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Come se non ci fosse un domani

Primo maggio. Musica, birre alla spina, fumo, festa.

Gente che balla.

Le vedi in prima fila. Scatenate, scompigliate. Potresti dar loro 20 anni per come si muovono, 30 per come si vestono, 40 per lo sguardo sicuro.

Ballano “like there’s no Tomorrow”.

Sorridono “like there’s no Tomorrow”.

Bevono..ebbene si, bevono “like there’s no Tomorrow”.

Accanto a loro bambine e bambini 0 – 6, col moccio al naso, le orecchie che scoppiano di decibel , scomposti a ritmo di musica come solo loro sanno essere. Sorrisi. A zero, due, tre , 10 denti. Dipende dall’età.

“Ma non ti vergogni” mi hanno urlato una volta quando mia figlia, tre mesi, “ascoltava” il suo primo concerto. De Gregori. Non gli ACDC.

Eccole le mamme di oggi. Quelle del primo maggio , che festeggiano i lavoratori nel giorno in cui lavorano. Sempre e comunque. Anche quando si divertono.

Per loro no buoni pasto, no ferie, no malattia, no stipendio. Ma sicuramente crescita professionale a palate, perché mamme non si nasce ma si diventa. E si fa carriera. Di cosa? Di consapevolezza, carattere e costanza.

Ogni cosa che una donna desidera, se madre, deve desiderarla il doppio. E dimostrare che la vuole davvero. Pena: arenarsi nel pantano della maternità, della desperate housewives, della mammaebasta.

Desideri fare una passeggiata? Dimostralo.

Desideri avere del tempo libero? Dimostralo.

Desideri avere un lavoro? Dimostralo.

Come? Organizzando, gestendo, non demordendo, mantenedo alta la concentrazione, la voglia, la passione.

Sticazzi. Altra parola d’ordine della madre.

Lo abbiamo voluto noi. Non ci accontentiamo più di accudire, cucinare, coccolare, abbracciare, baciare, piangere e sorridere. Lavoro meraviglioso per carità.

Ma tralasciamo. Siamo donne di classe noi del primo maggio. Non vi spiegheremo mai cosa significa amare un figlio. Sarebbe come voler descrivere le prestazioni sessuali del nostro ultimo amante. Non si dice. Non si fa. È politicamente scorretto. E poi nessuno capirebbe.

Perché è qualcosa che appartiene e te. Perché è magia . E la magia si vive, non si spiega.

 

Mother Danzig

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