GROVIGLIO

Megan

(matria)

Sono intensa e sfuggente, ho uno sguardo abissale. I miei capelli riflettono il mio disordine interiore, o forse il mio essere disordinata nel mondo. 

Scivolo dentro di me e cerco. Inseguo forse mio padre che non c’è mai stato. Rovistando nel mio riflesso scorgo invece mia madre, siamo figure contigue. 

Cerco radici sicure a cui potermi aggrappare.

Qual è la mia casa?

Sento di avere mille radici e nessuna, di fluttuare in un limbo ancestrale. 

Talvolta percepisco ciò che ho attorno come un qualcosa di estraneo, sono unicamente in me stessa. E tutto è contorno. Ma è solamente una mia silenziosa percezione.

“Cosa sei?”

“Da dove vieni?” 

Non lo so, non chiederlo. Sono un groviglio di tratti ed emozioni. 

Tenti di etichettarmi, definirmi, decifrarmi opprimendo così il mio essere libera, il mio non avere insieme. 

Lo stare in una terra di mezzo è forse un fardello?

A cosa appartengo? Probabilmente a nulla. 

Qual è la mia identità? Probabilmente nessuna. 

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