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(non più) sospesa

Sospesa fra passato e futuro, sospesa a metà del salto non sapendo né quando né dove atterrerò.

Nell’attesa circondo una polla di acqua fumante di candele di mille colori, elemento fuoco di purificazione e forza. Aggiungo sale olio e un rametto di rosmarino all’acqua per renderla drenante e rigenerate per l’epidermide e tutte le cellule del mio corpo.

Osservo il mio corpo latteo immergersi nell’acqua nella luce ambrata delle fiamme che mi danzano intorno, abbandono il giudizio, colgo la morbidezza sinuosa delle rotondità del mio corpo di madre e donna prossima alla maturità, mi accolgo gradualmente mentre l’acqua calda fa lo stesso.

Osservo il danzare dei riflessi del fuoco sulla superficie increspata dell’acqua, gioco a far esplodere i riflessi in miriadi di stelline col movimento dei seni e della pancia resi pieni dall’essere stati casa e nutrimento per gli esseri più magici della mia vita, gioco con la mia abbondanza femminile, con l’acqua e il fuoco.

Osservo la mia pelle ricoperta da una sottile peluria bionda che risplende alla luce calda delle fiamme, le luci e le ombre che sottolineano la mia fisicità forte come la mia anima, la accarezzo apprezzandone la morbidezza della consistenza e della superficie idratata dall’olio, colgo la dolcezza di ricevere la carezza, ma anche la piacevolezza dell’offrirla e chiudendo gli occhi sorrido ai miei pochi, ma grandi amori, che hanno avuto il piacere di provare una sensazione bellissima, che leggevo nel loro sguardo senza esserne finora pienamente consapevole.

Ad occhi chiusi cerco la luce, sono sospesa nell’aria, non nel vuoto. Non sto cadendo: volo! Plano in mezzo a nuvole rarefatte, la terra è un mosaico ordinato di piccoli campi coltivati estremamente lontani, ma non ho alcuna paura, non è il volo rasoterra o sui tetti dei sogni di quando ero bambina, è il volo di una donna coraggiosa e consapevole, a moltimila metri da terra dove l’aria profuma di eterno, anche se per molto tempo avevo dimenticato di dover volare per sentirmi felice, ma la mia anima ricorda tutto e ci riporta sempre nel posto dove dobbiamo essere con gli incontri giusti per noi e io sto imparando a seguirla senza opporre troppa resistenza.

Ora il cielo è limpido e bluissimo, sorvolo picchi di montagne innevate, vedo avvicinarsi un’aquila maestosa, mi vola accanto e poi plana dolcemente sotto di me invitandomi ad abbracciarla e a lasciar cadere tutte le zavorre dell’attaccamento, singhiozzo forte, ho paura di lasciar andare, paura di perdere le mie certezze, le mie cose, le persone soprattutto. L’aquila mi incoraggia, lascio andare tutto il peso della mia vita piangendo, ma le mie figlie no, non posso lasciarle, allora le faccio piccine e le metto al sicuro nei miei seni vicino al mio cuore, l’aquila approva, non può capire, ma comprende.

Voliamo velocissime l’aquila ed io, l’aria pura mi accarezza e vivifica, è carica di energia positiva, mi sento felice e fiduciosa, siamo trasportate da potenti correnti ascensionali, l’uccello non deve nemmeno battere le ali, si inclina elegantemente per passare da una corrente all’altra, mi spiega che è così che si deve fare nel volo della vita, molti credono erroneamente che si debba fare fatica, invece se stai facendo fatica è perché quella corrente non ti trascina più, hai aspettato troppo, allora devi sbattere le ali per risalire e trovarne un’altra buona, mentre se sei abile appena senti che la corrente si sta esaurendo o ne trovi una migliore, devi inclinarti e saltarci su per farti trascinare in alto laddove devi andare, dove la vita ti vuole portare.

Ora mi chiede di staccarmi, aprire le mie ali, provare a volare da sola come mi ha insegnato; senza alcun timore la lascio e vengo sparata a una velocità incredibile, ma in realtà perfetta, nel cielo, l’aria mi sostiene e trascina, fluisco, gioco, faccio piroette, provo a entrare ed uscire dalle correnti, faccio attenzione a quando mi trascinano in basso o perdono forza e mi inclino a saggiarne le altre, volo d’istinto e giochiamo nell’aria senza stancarci, l’aquila è molto contenta di me e io di lei. Ora puoi tornare, mi suggerisce dolcemente, hai capito; annuisco e guardando il sole chiudo gli occhi.

L’acqua calda mi avvolge nuovamente, le candele si stanno affievolendo, ricomincio ad accarezzare il mio corpo, riprendo il contatto con la mia casa terrena, dopo fuoco, acqua e aria torno all’elemento terra.

Ora so e posso materializzare il futuro che voglio per me, ora ho ripreso il contatto con me stessa, ho abbandonato paure, attaccamenti e condizionamenti, so chi sono e chi sono è quello che voglio, non sono più sospesa, ora accadrà, posso riprendere il cammino seguendo le correnti.

Squilla il telefono: lunedì inizio un nuovo lavoro, il lavoro che desideravo, in un posto facilmente raggiungibile… sono nella corrente, nel flusso, ora attendo il resto… la vita è magia.

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