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Ancora Lontane dal Paradiso…Still far from Heaven

Quanto sono lontane le donne dal Paradiso e, soprattutto, perché? Questo sembra domandare l’esposizione di immagini pubblicitarie “Lontane dal Paradiso”. Immagini pubblicitarie accompagnate da riflessioni e  commenti letterari a stimolare possibili percorsi di riflessione personale.

Si tratta di immagini selezionate tra le pubblicità americane su carta stampata (tranne una molto famosa italiana, foto di Oliviero Toscani). L’immaginario che porta questa selezione, è quello dell’immediato secondo dopoguerra, e mostra un rapporto tra donne e uomini che si potrebbe definire “inter-rotto”: la donna piange se ha bruciato la cena (ma per fortuna la birra no, quella non l’ha bruciata, la rincuora il marito), desidera ricevere l’aspirapolvere a Natale, ha bisogno della tequila per “sciogliersi” e le sue parole posso causare così tanti danni da giustificare l’omicidio da parte dell’uomo. E l’uomo? il marito, il compagno? Anch’egli risulta incastrato in un ruolo che è quello dell’uomo efficiente, che regge il peso economico e sociale della famiglia, per cui non può mostrare sentimenti come tenerezza e compassione: è, per definizione dominante. Se la donna ha subito la costrizione/costruzione borghese, così è stato anche per l’uomo, certo, dal momento che la parte maschile della società controlla le leve economiche, politiche ed intellettuali, possiamo dire che ha la responsabilità maggiore nel determinare il minore peso sociale della parte femminile della società.

Anche oggi che, a parità di curriculum, capacità e carriera, le donne nel mondo occidentale, mediamente hanno il 20% in meno di stipendio. Come ricostruire il dialogo, come tessere nuovamente i fili ormai logori da troppo tempo, del rapporto tra uomini e donne? Non si possono certo dare risposte preconfezionate o sbrigative: l’ultima immagine proposta nella mostra è quella di un uomo e di una donna che danzano, insieme nella sala di una casa sospesa su una baia. Anche se si tratta dell’immagine pubblicitaria di un sistema di stereo degli anni ’60, simbolicamente mostra la via: danzare insieme perché insieme, Adami ed Eve, siamo stati cacciati dal Paradiso per approdare sulla terra, una terra difficile, ma vera. Per farne un territorio che possa ospitare entrambi.

La mostra è frutto di un progetto condotto tra il 2011 e il 2012 di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, cofondatrici del blog “Womenoclock”.

Marika Mottes ha poi inteso approfondire in un’altra direzione le problematiche di genere emerse nelle discussioni e nelle letture del blog, e questa direzione ha portato alla nascita del progetto “LivingwoMen”. La parola Woman “donna” contiene anche Man “uomo”, ed è da questo piccolo rilievo ortografico che parte un nuovo nucleo di possibili riflessioni per questo blog.

La mostra è stata esposta nella primavera di quest’anno a Trento presso la sala espositiva di Palazzo Geremia e dunque inaugurata e presentata in Comune presso  la nuova sala espositiva di Fai della Paganella sabato 17 agosto 2013 da Marika Mottes e Serena Perini.

Si ringrazia con grande riconoscenza lo staff del Comune di Fai della Paganella e, in particolare il Sindaco Gabriele Tonidandel – senza il cui aiuto non sarebbe stato possibile allestirla – e Mariapia Clementel, assessora alla Cultura, per la grande disponibilità e gentilezza.

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