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Olfatto

L’odore subito ti dice senza sbagli quel che ti serve di sapere; non ci sono parole, né notizie più precise di quelle che riceve il naso.”

Italo Calvino

Quindi annusa.

Un corpo

Un paese

Un piatto

Tuo figlio

La tua pelle

Ascolta il tuo naso. Cosa ti dice? È bello, è familiare, non mi appartiene, è straniero, è casa, è bosco e terra, mare o sabbia?

In un’altra vita sono stata un cane. Annuso tutto. E mi basta sentire un odore per riprovare la stessa identica emozione, la stessa identica paura, la stessa identica gioia, la morsa alla pancia per il passato che, diventato ricordo, in un attimo torna presente.

Che bello annusarsi prima di fare l’amore. E dopo, quando porti in giro l’odore di un altro. In ufficio, a casa, al supermercato. E ti sembra di averlo lì, che quasi gli chiederesti cosa vuole per pranzo.

Unico l’odore di tuo figlio appena nato. Odore di carne e sangue che ti permette di riconoscerlo tra decine di esseri identici eppur così odorosamente diversi.

Annuso il pericolo e spesso me ne fotto (scusate ma ho appena finito di leggere l’ultimo capitolo dell’Amica Geniale che se ne “fotte” sempre e comunque).

Sento il profumo delle polpette fritte la domenica mattina. L’unico odore uguale al nord e al sud.

Potrei chiudere gli occhi e tappare le orecchie, ma saprei riconoscere l’odore della sabbia e dell’acqua di mare (per questo tappo le orecchie. Il rumore del mare…troppo facile). Se poi c’è una pianta di rosmarino è fatta. Raggiungo ad occhi chiusi il bagnasciuga e mi butto.

Ricordo l’odore dei collant color carne di mia madre. Lei al telefono, quello fisso col filo attaccato alla parete, con le gambe accavallate e io la testa sopra di lei. Odor di mamma. Come le sue mani che mi indicavano le tabelline sul quaderno e che profumavano di Svelto.

Quanti errori non avrei commesso se mi fosse fidata del mio naso. E dire che ne ho uno eccentrico. Io lo sapevo che stavo sbagliando. Eppure ti ho ignorato naso. Scusami. A volte ti ho trattato male, lo so, a volte ti ho strofinato ad un altro naso e sei stato bene, a volte ti ho tappato per non sentire, a volte ti ho reso protagonista per riempire.

Mi fido di te naso. Stanotte non hai sbagliato.

 

L’Odore Subsonica

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