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L’ORA DELLA VIOLENZA

di Marika & Masha Mottes

Si è appena conclusa la settimana della ventesima edizione del Religion Today Film Festival a Trento presso il Teatro San Marco: FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CINEMA, RELIGIONI E SOCIETÀ

20 ANNI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO

“Gli ultimi vent’anni hanno senza dubbio rivoluzionato le nostre vite, nel contesto del ritorno del sacro e della post secolarizzazione. Il “compleanno” di Religion Today, intrecciando come di consueto linguaggi e prospettive, è stata l’occasione per rileggere le svolte ed i traumi di questo ultimo ventennio, con l’intento anche di tentare di porre lo sguardo verso un futuro che oggi appare così incerto. “

Lunedì 17 Ottobre abbiamo partecipato alle proiezioni del Festival Religion Today 2017, il titolo della serata: l’ora della violenza.

Le tre proiezioni intercalate da qualche commento del Presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, il giornalista Raffaele Crocco e Katia Malatesta, direttrice artistica del Festival sono un viaggio in progressione sempre più profonda attorno al concetto di violenza. Nello specifico della violenza dentro la guerra.

OPERATION COMMANDO di Jan Czarlewski, Svizzera, 2016 – è un corto che in 17 minuti riesce a darti la precisa dimensione di come una simulazione messa in atto per gioco in un campo estivo di bambini sia in grado di ribaltare completamente gli equilibri di un rapporto fraterno. E’ la storia di un primo tradimento, e mostra l’influenza che il gruppo può avere sull’individuo.

 

CHOCOLATE WIND di Ilia Antonenko, Russia, 2016 – è una spinta in una dimensione totalmente sconosciuta, l’ambito è già più che tristemente noto, del come la povertà e la confusione del nostro tempo possano spingere una giovane ragazza verso la tentazione estrema di arruolarsi in un campo terrorista. Sola, povera ed irrisolta, la diciottenne Alla si sente come una Cenerentola che sogna di sfuggire alla povertà e alla desolazione del suo Paese. La sua vecchia amica Masha la chiama su Skype e come una fata promette di far avverare tutti i suoi sogni… Un corto basato su una Skype call dal finale inaspettato ma drammaticamente reale. 

chocolate wind.jpg

 

A157 di Behrouz Nouranipour, Iran 2015 – questa volta un documentario che attraverso la narrazione mostra in tutta la sua crudezza le conseguenze della guerra promossa dai talebani in Iraq.

Tre sorelle poco più che bambine, rimangono sole ed incinte (conseguentemente ai ripetuti stupri da parte dello stesso soldato che ha giustiziato davanti ai loro occhi il fratellino ed il padre). Ospitate in un campo profughi (ci si domanda cin un campo delle Nazioni Unite sia possibile non avere alcuna assistenza medica e psicologica, ed altrettanto come sia accettabile che questi profughi vivano in condizioni disumane in totale assenza di standard minimi di igiene, sanità e  dignità umana) vivono abbandonate a se stesse fino ad arrivare ad essere testimoni impotenti di un ancora più tragico epilogo, svuotato da qualsiasi logica ed umanità. 

L’assenza non solo di speranza ma il totale abbandono a sé stesse di queste piccolissime donne è lo scorrere su video di un dolore talmente grande da lasciare senza fiato.

Una delle operazioni più orrende dell’Isis è stato il genocidio fisico e culturale dei curdi  Yezidi in Iraq. Dopo aver conquistato la regione di Shingal ad est di Mossul la milizia di terroristi iniziò d uccidere sistematicamente la popolazione maschile mentre migliaia di bambine, ragazze e donne vennero rapite, messe in schiavitù e forzate al matrimonio o a violenze sessuali di ogni tipo.

A157 è lo sguardo di disperazione di queste 3 “piccole donne” di 11, 13 e 15 anni sulla violenza disumana e spietata a cui le ha sottoposte guerra, che davanti alla telecamera raccontano se stesse e la loro tragica storia di morte e violenza in una terra dove la gente ha perduto ogni sogno ed ogni speranza. Nel futuro, e nel presente.

Dopo aver visto questo documentario, speranza e fiducia nell’umanità  – e nell’operato delle Nazioni Unite, ci teniamo a sottolineare – sono state tolte anche a noi. Pace e uguaglianza sono sogni diffusi, di cui si parla sempre con troppa superficialità, ma oggi la situazione sembra davvero volgere al peggio. 

 

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