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PIACERE SONO IO PIACERE SEI TU

Cerco presenze, ma l’assenza incolmabile sei tu.

Rincorro futili abbracci, vuote parole, incontri di corpi con anime altrove, al sicuro nelle loro fortezze di solitudine.

Piacere sono io, piacere sei tu, ma la vera grande assente ora, qui, sono io.

Rinchiusa in una fortezza inespugnabile anche a me, al centro di un deserto riarso dal fuoco della passione che non valuta conseguenze e non conosce misure, insegue il piacere, vive di quella felicità incosciente che dà senso a tutta una vita o la distrugge, ma il vero peccato sarebbe comunque non viverla.

Piacere non sono io, piacere non sei tu, ma piuttosto che essere inghiottita da quest’oceano di solitudine e lacrime che non riescono più ad uscire, fingo di barare con me stessa.

Piacere sono davvero io, piacere sei proprio tu, è una rara magia che avviene solo nell’incontro con un’anima gemella: ti riporta immagini di te bambino e di ancor prima. Negli occhi dell’altro vedi riflessa la vera immagine di te, che ti restituisce ogni secondo quanto meraviglioso tu sia al di là del contingente, dei difetti, le incertezze, i fallimenti. Ti ricorda la tua missione di anima nel mondo e ti invita ad essere ogni momento la miglior versione di te stesso, al di là dei facili compromessi che ti renderebbero tutto più semplice e privo di senso.

L’incontro con un’anima gemella, che si tratti di un amico, un figlio, un genitore, un nonno, un amante, compagno di un istante o di una vita intera, ti riporta in un luogo meraviglioso, lussureggiante, inondato di una luce meravigliosa, che rende perfetta ogni cosa, anzitutto te stesso.

Piacere ora io sono io e tu sei tu, le nostre anime sono finalmente al sicuro, libere di evolvere ed esprimere amore per redimere un po’ questo inferno di mondo.

Piacere sono io, piacere sei tu, i nostri corpi nudi si fondono in amplessi sacri privi di peccato, siamo Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre senza nessuna attrazione per la conoscenza del bene e del male. Beatamente ignari di qualsiasi cosa a partire da noi stessi, al di fuori del tempo e di qualsiasi categoria di pensiero, lasciamo che le nostre anime si librino ad altezze infinite e sprofondiamo nell’oblio della pace dei sensi, incuranti del mondo che prosegue la sua caotica corsa attorno a noi e del suo flebile richiamo.

Le nostre parole nude scavalcano l’ego per raggiungere direttamente l’anima, ci chiediamo tanto, talvolta troppo e così un vento gelido d’orgoglio e indipendenza ci costringe a vomitare parole che feriscono o a fuggire verso luoghi più semplici e neutri, soddisfazioni più immediate. Ci allontaneremo per ore, giorni, mesi, anni, ma comunque lo sappiamo: ci cercheremo e rincontreremo, presto o tardi, in questa vita o un’altra, una delle tante.

E poi all’improvviso: di nuovo io, di nuovo tu, come se nulla fosse successo, come se ci fossimo salutati cinque minuti prima, come se fossimo sempre stati solo dietro alla curva realizzando di averlo sempre saputo, ma a volte amare è rispettare quella distanza: non parlarsi, non vedersi, non baciarsi. Esserci è anche e soprattutto seguire l’altro da lontano, per dargli modo di scegliere se camminare un po’ o per sempre al nostro fianco, ma poco lontano, giusto dietro la prima curva di quel sentiero comune costellato di mille vie alternative che ci riporteranno ad incontrarci in qualche bivio anche senza cercarci o volerci ritrovare.

Piacere sono di nuovo io, piacere sei di nuovo tu, che bello ritrovarsi un po’. Non so più se ho incrociato di nuovo il tuo sguardo che mi ha riportato al centro della mia anima, da un minuto o un anno. Non ha alcuna importanza perché il tempo non è sempre uguale: ora qui, in quest’incontro, si dilata nel piacere di un abbraccio fatto di parole e sguardi.

Siamo di nuovo io e te, non siamo cambiati, eppure forse mi sembri diverso, perché finalmente ti vedo. Vedo te e vedo me, al di là di ciò che siamo l’uno per l’altro, al di là di ciò che rappresentavi ai miei occhi fino a un secondo fa, che mi nascondeva ciò che siamo realmente.

Ecco: piacere questo sei davvero tu, questa sono davvero io, con le nostre luci ed ombre. Ti guardo per la prima volta per come sei veramente e non so se mi piaci, se mi piaccio e se mi piacciamo. Ma sento che dentro questa cosa reale, liberi tutti finalmente di essere ciò che siamo, possiamo guardarci in faccia e volerci bene. Allora resto perché le cose vere sono così rare e preziose nella vita.

Piacere siamo finalmente noi: in questa sequenza continua e finita di opportunità mascherate da problemi da risolvere, che è la vita, io sono qui per te, tu sei qui per me, per ricordarci chi siamo veramente e a cosa dobbiamo tendere, per non perdere noi stessi e il senso del nostro essere qui.

Piacere di averti riconosciuto, piacere di essere me, piacere di essere finalmente noi qui adesso a godere questo istante di verità.

Piacere è uscire dal bianco e nero per vivere una vita a colori, ci sono rarissime persone che ti colorano le giornate, che riescono a condividere con te la magia dell’esistenza. Il gap fra vivere ed esistere è tutto qui e costi quel che costi, io voglio vivere.

Piacere sono io, sono qui, sono viva, il deserto si è colorato di piccolissimi fiori, non inseguo più nessuna assenza, ora sono presenza a me stessa. Grazie per essere venuto a ricordarmelo ancora una volta, amico mio, mentre io lo rammentavo a te, forse abbiamo finalmente imparato a darci equilibrio, probabilmente ci siamo solo incontrati ad un bivio per restituirci i nostri colori e già camminiamo nuovamente su sentieri diversi.

Piacere è godersi il magico intreccio della vita così come viene, così come va…

PIACEREGIUGNO

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