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VACCINI: Chi me lo dice che ovvero

Storia di una M.other che non vuole scegliere se vaccinare o meno i propri figli.

Per fortuna Alfa e Beta hanno superato l’età delle vaccinazioni.

Non vorrei mai trovarmi al posto di quei genitori che oggi hanno l’ingrato compito di dover scegliere se vaccinare o meno le loro creature, né tanto meno sentirmi obbligata a farlo dopo tutto il gran parlare sugli effetti e le potenziali patologie connesse ai vaccini.

Sono stata fortunata perché tra la angosciante scelta su cosa fare e l’obbligo di una legge che mi imponeva di farlo, c’è stata per me una banalissima alternativa.

La fiducia.

Avete sentito bene si. La fiducia.

Cos’è la fiducia?

Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità1

Quindi fatti come possono essere che ne so, un pezzo di carta che si chiama laurea, o un altro che si chiama certificazione di competenze di solito rilasciato da un ente accreditato a livello regionale, nazionale o europeo, un attestato, un’abilitazione, un’esperienza riconosciuta in un determinato campo.

Per esempio molti di noi hanno conseguito la patente B e nessuno, nel nostro paese o lì dove la nostra carta di circolazione è riconosciuta, potrebbe dirci che non possiamo guidare una macchina (salvo i casi previsti dalla legge tipo guidate mbriachi) e questo perché qualcun altro superiore a tutti (perché a sua volta legittimato a farlo) ha certificato questa nostra abilità che nessuno può mettere in discussione.

Certo, direte, ma dalla patente non dipende la vita della cosa più preziosa al mondo, ossia i figli. E invece si. Ogni volta che cerchiamo Andiamo a comandare su Spotify per far cantare il boccia o rispondiamo ad un messaggio su whatsapp mentre dietro le creature giocano o stanno facendo la nanna, ricordiamoci che , nonostante la nostra abilitazione, stiamo mettendo a rischio la loro vita consapevolmente.

I fatti sono importanti. Ad essi segue una attestazione di fiducia da parte nostra oppure da parte di persone di cui a nostra volta ci fidiamo (tipo nostra madre, sempre che vi fidiate ancora di vostra madre).

Briatico per esempio è il medico della mia famiglia. Io non l’ho scelto. Ma lo hanno scelto i miei genitori di cui mi fido, evidentemente.

Ma, ahimè, vivere in una società che fa del diverso, della paura e della angoscia la sua bandiera tricolore non aiuta. Né tanto meno l’onnipotenza informativa in cui ci gongoliamo per cui basta andare su google, scrivere vaccini e morire di angoscia prima ancora di arrivare in ambulatorio sentendoci però all’altezza di gestire un ragionamento su base scientifica con un medico.

Nello stesso identico modo in cui seguendo le indicazioni di Cracco su giallozafferano ci sentiamo membri ad honorem di Master Chef Italia, l’istituto professionale alberghiero più famoso al mondo che accredita competenze culinarie perché di Cracco ci fidiamo. Mah!

Io sono stata fortunata perché non mi sono mai posta il problema sull’opportunità o meno di vaccinare le mie creature, ho dato per scontato di doverlo fare. Perché appunto mi sono af-fidata alla medicina innanzi tutto e alla mia dottoressa di riflesso. Ma non perché ha sedato le mie angosce, non perché mi ha rassicurata, ma perché è così e basta. E ogni tanto, un sano è così e basta ci aiuta, ci esonera dalla responsabilità di decidere, sostituendoci a chi ha studiato o si è formato per indicarci la cosa più opportuna.

Non siete d’accordo?

Bene allora, assumendo come principio di diritto la facoltà di dover decidere sempre e comunque cosa è meglio fare per noi e i nostri figli, sostituendoci a figure referenziate quali ad esempio un pediatra, facciamo un esperimento e procediamo con il processo di sostituzione all’altro.

.

Il gioco si chiama “chi me lo dice che” e consiste in questo: immaginare tutte le situazioni in cui riponiamo la vita dei nostri figli nelle mani di qualcun altro “teoricamente” più competente di noi e sostituirci al “professionista”, definito tale sulla carta (per carta vedi sopra).

Fatto?

Bene ecco la vita che, ad esempio, mi aspetterebbe da domani seguendo le regole del gioco;

dovrei:

  1. guidare la corriera della gita alla fattoria di Alfa perché

chi me lo dice che l’autista in possesso di patente B,C,D,E e CQC E non l’ha comprata?

  1. fare l’educatrice alla scuola materna di Beta perché

chi me lo dice che il personale presente non lo costringe a fare la nanna con un metodo sbagliato che gli causerà uno choc retroattivo di 20 anni?

  1. insegnare danza ad Alfa perché

chi me lo dice che la maestra abbia conseguito idonee certificazioni per l’insegnamento di una attività sportiva?

  1. prescrivere dei medicinali alle mie creature senza il parere del pediatra perché

chi me lo dice che la Bayer non abbia pagato i medici milioni di euro per somministrare più tachipirina possibile in Italia?

  1. cucinare a scuola di Alfa perché

chi me lo dice che l’azienda che gestisce il servizio mensa chieda ai suoi dipendenti se abbiano contratto malattie infettive?

  1. decidere se togliere le adenoidi a Beta perché

chi me lo dice che il primario dell’ospedale non abbia un bonus per andare in pensione se taglia il traguardo della 1000esima operazione chirurgica?

  1. Fare il macchinista del freccia rossa per Taranto perché chi me lo dice che Trenitalia rispetti le turnistiche garantendo un adeguato riposo al suo personale?

 

8. Fare la dirigente scolastica perché

chi me lo dice che i programmi scelti dai docenti siano davvero idonei all’apprendimento di mia figlia?

  1. Costruire con le mie mani il materasso ortopedico memory foam (vedi post precedente) per i miei bambini perché

chi me lo dice che l’artigiano da cui li ho comprati non abbia messo dentro materiali cancerogeni?

  1. Progettare la palestra dove Alfa frequenta la colonia estiva perché

chi me lo dice che l’ingegnere abbia progettato una struttura che regge 50 ragazzini scalmanati?

Il gioco chiaramente potrebbe andare avanti ad oltranza. Potete vestire i panni di tutte le professioni del mondo, dipende dal vostro grado di fiducia, dalla vostra capacità di sentirvi onnipotenti o di affidarvi a chi ha buttato sangue per anni per ottenere un pezzo di carta che oggi vale meno di un rotolone Regina.

Buon divertimento!

1 Fonte google. Google per esempio gode molto della nostra fiducia.

 

vaccini

2 thoughts on “VACCINI: Chi me lo dice che ovvero

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