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GENNAIO: Ansia di vita

 

I recenti fatti accaduti a Colonia, senza entrare nel merito del dibattito politico e religioso, mi fanno sentire in dovere di ricordare quanta strada è stata fatta dalle donne in Europa ed in Occidente. Anche qui la strada verso l’emancipazione, intesa come volontà di diventare più libere di manifestare sé stesse, non è stata un percorso né ovvio né semplice. Ricordiamo queste donne, i loro talenti, le loro fatiche, il loro disagio, la loro caparbietà ed il loro coraggio nel manifestarli e manifestarsi, nonostante tutto. Ricordiamo tutti, uomini e donne, quanto dovremmo essere più fier* e consapevoli della strada percorsa insieme sin qui. E di quanto siamo ancora, uomini e donne, lontan* dal Paradiso. C’è ancora tanta strada da fare davanti a noi, insieme.

Italian/English -liberamente tradotto 

“Io credo che se vivessimo ancora cent’anni o giù di lì ( – sto parlando della vita comune, che è la vita vera, e non delle piccole vite separate che viviamo in qualità di individui – )se avessimo cinquecento sterline all’anno di rendita per ciascuna, allora avremmo una stanza tutta per noi. Se coltivassimo l’abitudine alla libertà ed al coraggio di scrivere esattamente quello che pensiamo; se scappassimo un poco dal salotto comune e vedessimo gli esseri umani non sempre e solo in relazione l’uno con l’altro – ma  e se guardassimo allo stesso modo anche al cielo ed agli alberi ed a tutto quanto possa esservi in essi; se guardassimo oltre Lo spauracchio di Milton” (La Poesia Patriarcale e le Donne Lettrici -dal libro La Donna folle nell’Attico – ndr), poiché nessun essere umano dovrebbe vedere esclusa la possibilità di vedere espresso il proprio punto di vista personale; se affrontassimo il fatto che non vi è nessun braccio a cui aggrapparsi, e che possiamo andare da sole e che viviamo in relazione con il mondo della realtà-e non soltanto con il mondo del maschile e del femminile, allora vedremmo l’opportunità arrivare e realizzarsi, ed il defunto poeta che fu la sorella di Shakespeare* mostrerà finalmente tutto ciò che così spesso ha invece sacrificato. Tirando fuori la sua vita dalla vita delle sconosciute che l’hanno preceduta, come fece suo fratello prima di lei, ella nascerà. E vedremmo il suo arrivo senza preparazione alcuna, senza sforzo di ruolo, senza la ferma risoluzione personale che solamente quando nascerà la prossima volta, forse le sarà possibile vivere e scrivere finalmente le sue poesie: cosa che non ci si può aspettare ora, perché sarebbe impossibile.  Ma io sostengo che essa vi potrebbe arrivare ora, se noi lavorassimo per lei; e che il lavorarci, anche se in povertà e nell’ombra, ne valga la pena.” 

Virginia Woolf, 1929

My belief is that if we live another century or so — I am talking of the common life which is the real life and not of the little separate lives which we live as individuals — and have five hundred a year each of us and rooms of our own; if we have the habit of freedom and the courage to write exactly what we think; if we escape a little from the common sitting-room and see human beings not always in their relation to each other but in relation to reality; and the sky, too, and the trees or whatever it may be in themselves; if we look past Milton‘s Bogey Patriarchal Poetry and Women Readers” * (from The Madwoman in the Attics, ndr), for no human being should shut out the view; if we face the fact, for it is a fact, that there is no arm to cling to, but that we go alone and that our relation is to the world of reality and not only to the world of men and women, then the opportunity will come and the dead poet who was Shakespeare’s sister will put on the body which she has so often laid down. Drawing her life from the lives of the unknown who were her forerunners, as her brother did before her, she will be born. As for her coming without that preparation, without that effort on our part, without that determination that when she is born again she shall find it possible to live and write her poetry, that we cannot expect, for that would be impossible. But I maintain that she would come if we worked for her, and that so to work, even in poverty and obscurity, is worth while.’ 

Virginia Woolf, 1929

*Nel capitolo “Lo sprito di Milton: PoesiaPatriarcale e lettrici donne” dal libro “Madwoman in the Attic” (La donna pazza nell’attico: la donna scrittrice e l’immaginazione letteraria del Diciannovesimo Secolo”, classico del femminismo pubblicato nel 1979 e scritto da Sandra Gilbert e Susan Gubar che esamina la letteratura vittoriana da una prospettiva al femminile e che prende il titolo dal romanzo  Jane Eyre di Charlotte Brontë, in cui la moglie di Rochester Bertha Mason viene tenuta rinchiusa in soffitta dal marito.) Il professor Sandra Gilbert descrive la portata dell’influenza negativa del ritratto negativo di Eva da parte dello scrittore Milton su poeti e scrittori, a partire da Mary Shelley sino a Sylvia Plath e Virginia Woolf per citarne alcune. Mentre i lavori di queste autrici indicano chiaramente di essere stati profondamente influenzati dalla lettura del Paradiso Perduto  – ed in alcuni casi, persino da altri testi di John Milton (Londra, 9 dicembre 1608Londra, 8 novembre 1674) – questo non prova automaticamente che né Milton né i suoi lavori fossero di natura misogina.

*In the chapter, “Milton’s Bogey: Patriarchal Poetry and Women Readers” from the classic feminist tome The Madwoman in the Attic: The Woman Writer and the Nineteenth-Century Literary Imagination, published in 1979, examines Victorian literature from a feminist perspective. Authors Sandra Gilbert and Susan Gubar draw their title from Charlotte Brontë‘s Jane Eyre, in which Rochester’s wife Bertha Mason is kept locked in the attic by her husband. Professor Sandra Gilbert chronicles the breadth of negative influence Milton’s portrayal of Eve has had on authors and poets ranging from Mary Shelley, Sylvia Plath and Virginia Woolf among others. While the works of these authors certainly indicate that they were profoundly impacted by their readings of Paradise Lost (and in some cases additional Miltonic texts) it simply does not prove that neither Milton, nor his works, were misogynistic in nature.

2 thoughts on “GENNAIO: Ansia di vita

  1. “Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: ‘Oggi ho visto una donna’, come si diceva ‘Oggi ho visto un aereo’. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta.” Virginia Woolf, 1929

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