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M.OTHER E’ TUTTO NORMALE

Nella classifica degli incubi notturni sul mio futuro di single m.other ci sono, in ordine di importanza:

1 Alfa adolescente che si fa pagare una ricarica telefonica per una sveltina nei bagni della scuola

2 Beta adolescente  tossico che trascorre i fine settimana tra bungee jumping , balconing e slacklining in Cambogia

3 io che mi perdo negli uffici dell’ACI cercando il funzionario PRA, non ricordando se la macchina si chiama Matis o Mazda, se è  GPL , Diesel o metano,  se ha 4000 km o 400.000 e quando finalmente ho il passaggio di proprietà in mano, ci salgo sopra e scopro cazzo che in dotazione c’è  l’autoradio estraibile con mangiacassette.

Avevo però trascurato,  con supponente noncuranza, un evento inatteso quanto  prevedibile per tutte le m.other dell’universo : l’influenza della prole.

Alfa ha la febbre a 40 a ciodo da due giorni e io mi confronto con il mio disagio mentale che fa subito un’equazione semplice semplice:

febbre a 40 = danni permanenti al cervello = angoscia pura

Non è certo la prima volta che Alfa si ammala ma questa volta c’è una sottile differenza. Devo fare tutto da sola. Che non è tanto misurare la febbre, somministrare ogni 4 ore la Tachipirina, ogni 8 il Nurofen (con un intervallo rigoroso di 2 ore tra l’una e l’altro) e incastrarci anche l’Augumentin ogni 8 come se il giorno fosse composto da 8+8+2+8= 26 ore, quanto

gestire la mia ansia

Quella un tempo mitigata dal grande f.other  che mi diceva “è tutto normale”, lo stesso che oggi mi rema contro a prescindere con effetto moltiplicatore dell’angoscia e del senso di colpa.

Mantengo la calma, fumo e piango di nascosto (in bagno) ogni volta che il termometro segna  39.7. Con maestria attoriale sfoggio il mio sorriso migliore e ripeto come un mantra ma senza  convinzione  la frase ”è tutto normale è tutto normale è tutto normale”

Rasento il David di Donatello (siamo pur sempre in Italia) quando, accarezzando Alfa e stendendole pezze bagnate di aceto sulla fronte (terronia school) le dico “tranquilla amore della mamma, è tutto normale”.

Ma dentro sto morendo. Al calare della sera perdo qualsiasi contatto con la realtà, sono all’ottava telefonata con la pediatra che mi dice “signora è tutto normale, un po’ di influenza” ; si ma 40 cazzo! E se perde il timpano? Se le viene una trombosi all’occhio? Se le si paralizza la lingua? E poi la fa facile lei dottoressa che si sta dimenticando di Beta che non empatizza affatto  con la malattia della sorella e vuole le mie attenzioni come fosse il giorno del suo compleanno.

Ma il peggio deve ancora arrivare. E a tradimento, se pur attesa, arriva la notte.

“ E quando arriva la notte..e resto sola con me..la testa parte va in giro…in cerca dei suoi perché…” e la testa infatti gira gira gira.

Metto la sveglia alle 2.30 per la Tachipirina, alle 4,30 per il Nurofen,  alle 5,30 per l’Augumentin e negli intervalli non dormo ma misuro la febbre, faccio bagnoli, piango, bevo, fumo, la bacio sulla fronte,  prego un Dio che non esiste fino alla sveglia successiva.

L’attimo che passa tra l’oscillazione del termometro e la linea che improvvisamente becchi e segna la temperatura dura un’infinità mentre nella testa ripeto “fa che si sia abbassata fa che si sia abbassata fa che si sia abb…” 40 porca puttana mantra n. 1 “è tutto normale è tutto normale è tutto …” talmente normale che vado al pronto soccorso.

Chiamo mia sorella che in un moto di lucidità mi convince a chiamare il grande f.other ma qui la lotta si fa dura e chi la dura non la vince. Infatti perdo completamente e il pertenonesistopiù questa volta si declina in un bel vaffanculo e tanti saluti a casa. La tua, che non è più la nostra.

Sottotesto: è tutto normale, sono le tue solite ansie che un tempo arginavo e che ora come una diga esplodono e trovati un altro muro alto bello e forte che le contenga.  

E questa volta il muro lo trovo , è quell’infallibile  Olfatto che un tempo  mi ha fatto prendere la via della liberazione.

Ci carichiamo tutti in macchina manco una gita a Gardaland.  Do ordini lucidi e inaspettati: tu e tu al Mc Donal e ci sentiamo dopo; tu seguimi e poi ne parlaimo della telefonata che m’hai fatto fare perché il grandef.otherlodevesapere peccato mi abbia sfanculata;  tu in braccio e andiamo! E non aver paura che qui sei nata e ed è come un albergo a 4 stelle.

Arrivo trafelata con Alfa in braccio nella sala pediatrica del pronto soccorso. Una scena che in un film avrebbe avuto come colonna sonora La prima cosa bella di Nicola di Beri e mi avrebbe fatto commuovere e battere il cuore, ma che nella realtà ha un solo sapore. Quello dell’angoscia. Grazie a dio Olfatto e Beta sono al Mc Donald tra una pisciata di traverso, un panino e un po’ di musica rock and roll.

Grazie naso mio che non ti sbagli mai.

Ma torniamo a noi.

Arrivo dalla pediatra di turno terrona anche lei che però non empatizza affatto con le nostre comuni radici anzi,  mi da della madre ansiosa perche è tutto normale pure per lei. Nel frattempo mi prendo pure della stronza aggratis dal grande (fuck) f.other.  È tutto normale un cazzo.

Alfa subisce un’altra bella dose di Nurofen mentre l’infermiera nordica la guarda, poi guarda me e mi dice “è belissima”.  Lo so infermiera, lo so che è bella la mia Mercoledì.

“Torni a casa su. La bambina ha bisogno di riposo e la febbre deve fare il suo corso, non facciamo mica miracoli qui! “ Bastonate a destra e a manca come se non ci fosse un domani.

Torno a casa in un misto di affanno, stanchezza, sollievo e sconvolgimento  emotivo. Grande f.other da argine ti sei trasformato in bastardaggine allo stato puro motivata da un amore fallito e mai ricomposto.

È tutto normale m.other. La febbre è andata via e un altro passo è stato fatto.  M.other single si può. È tutto normale.

Dici?

vangogh
Vincent Van Gogh – Starry Night –

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