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FIORI E RADICI

Radici nella roccia, solcata da rivoli di acqua pura, radici aggrappate, al sicuro dal vento e dal fango, al riparo nel bosco della mia famiglia di piante che mi hanno protetta senza farmi ombra, sono cresciuta sicura, fra grandi alberi secolari che cantavano con le loro chiome ondeggianti nel vento, raccontandomi di vette che si stagliavano in cieli azzurri, di voli di maestosi rapaci e corse di stambecchi in ghiacciai secolari.

Ero un piccolo seme, che germogliava fra le foglie, nel profumo umido del sottobosco accolta da un morbido letto di muschio.

Ero un fuscello in balia del vento di tramontana, del sole di mezzogiorno e della neve pesante di fine inverno, ma sono cresciuta, raddrizzando il mio tronco piegato dagli eventi, ho avuto il coraggio di allontanarmi dalle mie radici.

Sono diventata alta, forte, fiera della mia chioma folta, del mio tronco solido e tornito, dei miei rami da flettere danzando nel vento, sfiorando altri alberi in abbracci fugaci o intrecci perenni, rami a cui talvolta ho dovuto rinunciare pur di rimanere diritta, seccandoli per non morire, per mantenere forma e stabilità.

Ho scorto cieli, cime, ghiacciai, praterie, boschi, voli, corse, ho conosciuto, fatto e compreso cose che i miei avi non avrebbero mai nemmeno potuto immaginare.

Ho avuto la forza e il coraggio di fiorire, di abbandonarmi al grande gioco della vita che mi rendeva feconda e desiderosa di fruttificare, i miei semi caduti nel terreno hanno germogliato intrecciando le loro piccole radici a quelle del mio bosco, allora ho scansato i miei rami per permettere alla luce di raggiungere i miei germogli, li ho protetti dal gelo ricoprendoli con coperte di foglie, ho cantato loro le canzoni della mia famiglia e storie del tutto nuove, ho giocato con loro inventando chiaroscuri e merletti di ombre nel sottobosco, ridendo insieme di un canto tutto nostro.

E poi ho visto alberi della mia foresta ammalarsi, seccarsi e morire, li ho accompagnati col canto più dolce che le mie foglie potessero intonare nell’autunno della vita.

Oggi che i miei germogli sono diventati piccoli alberi che ondeggiano al vento inventando bellissime canzoni tutte loro, mi accorgo fiera e felice, che il mio mondo si è capovolto, terra e cielo si sono dati il cambio, l’aria è più vitale della terra: i miei fiori sono diventati le mie radici.

Con le radici nel cielo posso finalmente volare e i miei fuscelli mi portano con sé nel futuro, perché loro sono l’unico motivo per restare e per andare, l’unico vincolo da cui non mi vorrò mai affrancare, l’unica terra in cui vorrò abitare, la mia famiglia, le mie radici: le mie figlie.

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