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Requiem

Più giovane sono stata e più ho pensato di sapere meglio il significato delle cose e di tutto ciò che mi circondava, addirittura di conoscere il mistero della vita (naturalmente non avrei saputo esprimerlo con le parole ma pure mi sembrava di averlo chiaro nella mente, oppure banalmente la giovinezza mi faceva forte ed io lo sentivo mio). Sapevo dove volevo andare, dove avrei voluto andare, dove sarei andata, la persona che sarei stata; sapevo che cosa è giusto e cosa non lo è, pensavo addirittura di sapere persino che cosa non avrei mai fatto! Con il tempo ho capito che siamo brave persone anche se facciamo cose orribili. È di questo che parla il mio Requiem. Delle volte in cui ci sentiamo fragili e insicuri e di quante volte non sappiamo darci la pace, l’assoluzione finale. Racconta di come nel mondo un po’ scuro dove sono cresciuta ho imparato con naturalezza a farmi del male più che a volermi bene e di come sia difficile perdere le cattive abitudini. Un Requiem che prova ad esprimere come il confronto con le altre persone possa essere difficile, della propensione a nascondersi quando ci si sente compromessi nell’animo. Un Requiem che parla di disordine, stordimento, mancanza di controllo, vergogna e segreti. Del sollievo che ci può dare sapere che nessuno può leggere ciò che ci portiamo dentro. Requiem che racconta di gioventù, di tenerezza, di scoperte, di ricordi il tempo che non torna mai uguale. Un Requiem in cui voglio mettere il nostro vissuto contemporaneo feroce in cui emerge l’incapacità degli esseri umani di farsi da sostegno, la competitività l’incertezza, gente che vaga senza meta per reinventarsi un presente che non da’ nessuno spazio al futuro. Requiem di sentimenti passati, recisi, soffocati, sepolti sotto metri e metri di terra. Di sentimenti impuri, malanimo, di quei momenti fuori asse in cui si vede tutto nero, storto, dove ogni cosa assume un significato sospetto, sinistro. Di giornate maldisposte, insoddisfatte, della noia. Ed il vuoto che ci circonda. Dei granelli di sabbia nella bocca. Della polvere negli occhi. Del sapore di metallo nella gola.

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