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FACCIOAMO UN SANO COMING OUT #maAncheNo- PARTE II

Ripercorriamo brevemente la storia del pregiudizio italiano dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il terrone – un evergreen del pregiudizio che tiene banco nonostante l’amore esploso negli ultimi anni verso il Salento, la pizzica e le cozze. Ma sempre terroni siamo.

Il negro – un’importante evoluzione nel cervello dell’italiano medio è stato il passaggio da negro a nero poi uomo di colore. Ma la verità è che anche in questo caso continua ad essere necessario specificare un colore diverso dal “bianco”.

L’albanese – macro categoria nella quale si racchiudeva l’uomo che arrivava in barca a Brindisi, pagava un taxi in nero 250 mila lire a cranio per arrivare in una città del centro Italia da cui prendere un treno e svanire nel nulla. Secondo noi. Perché in realtà sono qui che lavorano, mettono su famiglia e vanno al supermercato la domenica come tutti.

L’immigrato (trasversale) – vedi negro, aggiungi il terrone ma amplia la gamma di provenienza (India, Pakistan, Siria, Bulgaria, Romania, Ucraina, insomma il mondo). Un mix esplosivo.

Il gay – troppo più intelligente di noi, in realtà non si è messo nella condizione di doversi far accettare ma, come direbbe Rovazzi, è “andato a comandare” conquistando in breve tempo il trono italiano per eccellenza , quello di Uomini e Donne (vedi ultimo post).

E udite udite, siore e siori, ladies and gentlemen, madame et monsieur , guadagna posto in classifica lei:

La donna separata con figli

Non c’è niente da ridere. E non crediate sia una considerazione autoreferenziale e pessimista di una donna con i coglioni girati da 48 mesi.

Dimostrazione pratica.

Sto cercando casa per me, Alfa e Beta. Un bilocale.

Vedo il primo appartamento. Carino. Buon prezzo.

Mi presento.

Inizio il monologo:

Lavoro presso XXX (fa sempre effetto), ho un contratto a tempo indeterminato (cosa che non garantisce più la benché minima garanzia, ma va be contenti voi), sono terrona certo si sente dall’accento ma ho referenze (come dice l’annuncio) e

PAUSA

Il mio esaminatore sorride.

Ma dai! Anche lei è del sud! E di dove? Della Puglia, dico io, ma dai (intercalare trentino adottato dal meridionale ben inserito) io siciliano!

Tralascio tutti i ragionamenti che suggellano l’incontro tra due terroni al nord sulle differenze di cibo, meteo e carattere, e penso tra me e me è fatta!

Vorrei entrare per novembre (mi faccio vedere sicura e concreta)

Varda, dice lui, ti troverai benissimo

Si è veramente carino (sono gasata) ai bambini piacerà.

SILENZIO

Ah. Non sapevo (quasi dispiaciuto)

Si, Alfa e Beta , hanno 7 e 3 anni. Ma guarda sono tranquillissimi

Non lo metto in dubbio è che…non immaginavo (cosa???)

Ma lei sarebbe interessata quindi…(si ritorna al lei , avrei dovuto insospettirmi)

Beh si. Verifico con la banca e ti chiamo domani o dopo domani al massimo (spingo sulla concretezza)

La chiamo io. Mi consulto con LA moglie (si ritorna non solo al lei ma al trentino, al sud LA moglie non si usa, secondo indizio che non ho colto) e le faccio sapere.

Mai più sentito

Ma non mi lascio scoraggiare. Vado avanti, Cristo esiste, troverò di meglio.

E infatti “Bellissimo bilocale 60 metri quadrati”.

È mio! Chiamo, fisso l’appuntamento lo stesso pomeriggio saltando la pennichella di 13 minuti che avrei potuto fare, sveglio Beta che russa nel suo lettino alle 16,00 per essere alle 16,15 nella nostra nuova futura casa. Me lo sento, sarà nostra!

Rodolfo (nome di fantasia) al telefono è cordiale, ha una voce giovane, mi dice “guarda se ti piace e lo blocchi è tuo!”

Ci vediamo davanti alla Casa del Caffè dove, immagino, andrò a festeggiare dopo.

Io e Beta, con la sua motoretta in mano e gli occhi ancora di sonno, siamo puntualissimi.

Mi passa davanti un tipo con la faccia da agente immobiliare; è lui, me lo sento.

Ci guardiamo

Io “ciao!”

Lui niente, accenna un sorriso, guarda me e Beta e se ne va.

Mi ripassa davanti guardandosi intorno, prende il cellulare. Secondo indizio che sei tu Rodolfo, mi stai cercando quindi rilancio.

Ciao! Sono quella della casa (non è italiano corretto, lo so, ma sintetizza efficacemente un diverso “ciao sono la ragazza (?) che hai sentito poco fa per l’appartamento in affitto….”)

SILENZIO

Ciao (è perplesso).

Mi guarda e abbassa gli occhi verso il nano. Beta non lo caga, anzi. Forse ha capito prima di me che sta rappresentando un problema alto 40 cm e pesante 13 kg.

Ah è lei (è scoglionato). Venga pure.

Da qui si aprono ben 7 interminabili minuti di silenzio fino all’ingresso in casa che è bellissima. Mi vedo già fare la doccia, affacciarmi alla finestra in pieno centro e guardare Alfa e Beta giocare.

Ma Rodolofo è muto.

Inizio a sentire odor di pregiudizio.

Mi sale il sangue al cervello come solo a noi donne pugliesi. La differenza con quelle del nord non sta tanto nell’intensità dell’incazzatura ma nella velocità di passaggio tra uno stato emotivo e l’altro.

Rompo il silenzio.

Allora mi dice qualcosa sulla casa o vado via?

No è che non pensavo che…

cOsa???

No è che io non ho niente contro i bambini (????????) ma non pensavo…

CoSA??? Sono sempre più terrona

Non so se il proprietario…

AFFITTA AD UNA DONNA CON BAMBINI

Scusi, mi sta dicendo che potrebbe essere un problema?

Si, cioè non so, devo chiedere

Mai più sentito.

È da un mese che ragiono sulla questione. Cerco motivi plausibili ma non ne trovo nessuno.

Vediamo…ah! I bambini potrebbero rovinare i mobili di pregio con cui vengono solitamente arredate le case in affitto. No, troppo poco.

Forse la donna separata si presenta un pò matta e inaffidabile? No, non mi convince.

Ma no! Sarà perché le donne guadagnano meno e quindi non garantiscono una stabilità economica di lungo periodo. Ipotesi debole.

Ah ecco! E’ perché potrei fare altri figli e colonizzare l’appartamento e, sempre come la Magnani a me tanto cara, attaccarmi al muro portante all’arrivo dell’ufficiale giudiziario in caso di sfratto.

Che stupida, non ci avevo pensato!

Ma no dai, non può essere per questo. Forse mi sbaglio, esagero, sono io la prevenuta.

Avrò sicuramente sognato la telefonata di un agente immobiliare che mi dice “mi dispiace, è una “politica” dei proprietari”. Politica ???

Uh! C’è un messaggio. Forse ci hanno ripensato!

“Ti propongo un bilocale a Centochiavi vicino al parco. Sei libera oggi alle 13? Dopo beviamo un caffè? Rodolfo”

Uomini.

Teste di cazzo.

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