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Lontane dal Paradiso…Far from Heaven

Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie …

Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella
dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013

Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30 venerdì e sabato 10.00 – 12.00

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes,
con il contributo di Franca Zappella
per l’ Associazione Womenoclock

in collaborazione con Maccom per la grafica e con
l’Assessorato alla Cultura
del Comune di Fai della Paganella

opera di copertina di Isa Malfatti, olio su tela

Inaugurazione sabato 17 agosto ore 10.00

Viaggio storico con annotazioni-

Un viaggio per immagini che si svolge come un nastro, inseguendo l’idea che l’immagine di sé e la propria idea di donna si costruiscano anche attraverso l’immagine che la società ha avuto ed ha delle donne stesse.

Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario che suggerisce possibili percorsi di riflessione personale.

Lontane dal Paradiso è un progetto articolato in vari momenti, che ha trovato nel confronto e nel dialogo tra le diverse parti coinvolte uno dei suoi punti di forza. La scelta delle immagini è stata fatta cercando di seguire il possibile percorso logico che ha educato le nostre nonne e le nostre madri, e quindi anche andando a cogliere le esperienze personali e il proprio vissuto personale.
Senza cadere nell’insidia della facile retorica o della denuncia autoreferenziale, la mostra racconta i tanti aspetti della realtà delle donne, creando spunti di riflessione in immagini molto diverse tra loro, ma accomunate dal medesimo messaggio.

Lontane dal Paradiso è un progetto nato quindi dal rapporto tra educazione allo stereotipo e aspettative di libertà ed uguaglianza di genere, in cui si coniugano istanze educative con una nuova tendenza artistica e creativa, che accosta letteratura e messaggio pubblicitario – che spesso ben poco ha a che fare con l’arte – evidenziando la funzione sociale che la pubblicità ha e che potrebbe meglio orientare.

Un viaggio su un nastro fatto di immagini che proponendo sempre e soltanto “certi ruoli, certe abitudini, certe tendenze”, suggeriscono percorsi mentali, di affetti, di relazione che hanno determinato nel tempo la costruzione dell’idea del “sé” e della propria idea di donna.

Il nostro è un Paese che non ammette che le donne allattino al seno in pubblico, ma le vuole svestite e provocanti in televisione, in strada, sul lavoro, a casa:come semplici oggetti sessuali, rassicuranti perché sempre disponibili,come nelle immagini dei cartelloni pubblicitari: in un’ottica che ci rende tutt* dei beni di consumo.

Come reggono entrambi i sessi a questo impatto visivo continuo, imperante e schiacciante, quando vorrebbero formarsi un carattere, un’idea del mondo e dei suoi abitanti autonoma e libera?

Quante chance ha una madre che inconsapevolmente si costruisce intorno ad un modello che le viene proposto come socialmente condiviso ed accettabile, di crescere un* figli* (maschio o femmina) liber* dagli stereotipi sociali?

In queste immagini dove sono gli uomini, i padri ed i compagni, e quale ruolo viene imposto loro?

E perché noi donne non vogliamo considerare che tutto questo sia avvenuto anche loro malgrado, imprigionando entrambi in un gioco di ruoli e di specchi, fatto di piccole e grandi ipocrisie quotidiane, che si perpetrano per anni in convivenze insincere?

Come fanno le donne ad avere stima di sé, se si sono abituate a vedersi letteralmente ai piedi degli uomini?

Come può un uomo capire il valore della donna che gli sta accanto, se lei si propone adorante piuttosto che supplichevole o addirittura “servizievole”? (…se capite cosa intendiamo dire…)

Oggi la pubblicità sessista ha una sua disciplina: vieta qualsiasi rappresentazione dell’identità di genere di una persona in modo stereotipato, basato cioè sulla visione che ha di essa l’immaginario comune.È regolata dall’art.10 del Codice di Autodisciplina pubblicitaria in quanto lesiva della dignità della donna (ma anche dell’uomo, dei bambini, di minoranze etniche o religiose).

«La pubblicità non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. La pubblicità deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni».

Ancora “Lontane dal Paradiso”, certamente.
Ma più consapevoli, disposte e determinate ad arrivarci.

opera di Isa Malfatti - olio su tela
opera di Isa Malfatti – olio su tela

One thought on “Lontane dal Paradiso…Far from Heaven

  1. Reblogged this on cronichlesofmari and commented:
    Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie … Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013 Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30 venerdì e sabato 10.00 – 12.00 a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, Viaggio storico con annotazioni-

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