LIVINGARTISTS INCONTRA DAVIDE PANIZZA/POP_X

Tutto ebbe inizio nove anni fa a Trento con Io Centro Con I Missili (oggi quel video supera il milione di visualizzazioni su YouTube). Il primo disco è Best of P o P _ X, una raccolta di 15 tracce, pubblicato nel 2015 dall’etichetta I Dischi di Plastica. Nello stesso anno viene pubblicato l’album strumentale I Belong To You (canti albanesi di Trento e Bolzano) e  infine l’approdo più recente all’etichetta Bomba Dischi nel 2016. L’ultimo album dei Pop X, “Musica Per Noi.” è uscito lo scorso 26 gennaio.

 

Ho raggiunto Davide Panizza, unico membro fisso e fondatore del progetto, con alcune domande via mail. Davide è nato nel 1985 a Trento, insegna tecnologia musicale in un liceo della città ed è il primo di 4 fratelli. Ha una formazione musicale classica, che ha inizio con lo studio del sassofono, del pianoforte e della storia della musica per poi spostarsi verso l’utilizzo del computer sin dai 15 anni. E’ a questa età che inizia a mettere insieme elementi di musica, teatro, abitudini folcloristiche locali ed altri “pezzi” mescolandone tutti i diversi linguaggi.  Inizia così a fare musica nel 2004 con Walter Biondani (amico e collaboratore storico) con cui dopo una prima esperienza ska decide di lavorare su progetti di sperimentazione fra musica elettronica e cantautorato. Il resto, è ormai storia.

Queste le sue risposte per noi. 

 

∙         Hai avuto un  lungo percorso “carbonaro” con la Rete come unico alleato, pieno zeppo di chicche liriche e sonore tuttora misconosciute a tutti quelli per cui l’originale Popper è invece “Pop Ics”. Centinaia di live nei luoghi più improbabili e finanche romantici, in solitaria, con amici di sempre, con collaborazioni-lampo, con chi “capitava a tiro” in quella occasione. Quanto è stata importante questa palestra per quello che sei e che proponi ora, con l’Italia intera e non più solo il Trentino sotto il palco dei tuoi concerti?

Sono stati anni indimenticabili

 

∙         Durante la mia “full immersion” non ho potuto fare a meno di notare il verificarsi di una spaccatura senza precedenti, con divergenze d’opinione mai così distanti, tra chi si è innamorato perdutamente della tua proposta e chi invece ne prova una repulsione viscerale, feroce. Questo succede anche e soprattutto con gli addetti ai lavori, e mi riferisco alle recensioni nettamente contrastanti apparse sulle varie testate musicali online e non. Credi che sia una conseguenza naturale dettata dalla particolarità delle tue performance su dischi e palchi? Costituisce un fastidio o piuttosto uno stimolo?

Le opinioni sono spesso diverse talvolta opposte è così che funziona, devi fartene una ragione

 

 

∙         Il tuo linguaggio è in decisa e costante mutazione. Con l’ultimo “Musica per Noi” la sensazione è quella di voler in qualche modo mettere alla prova chi tra gli ascoltatori/estimatori è arrivato fin qui, fino a questo punto del tuo impegnativo e stordente percorso creativo. Un lavoro con parecchi “non-testi”, o quantomeno liriche oscure al limite dell’inafferrabilità rispetto ad un passato anche recente. Un peso, una centralità della nuda parola che sembra vada scemando, con il passare del tempo. Cosa pensi al riguardo?

In Musica per noi c’è un passo in una direzione nuova rispetto agli album precedenti, il fatto che sia un disco che mette alla prova gli ascoltatori può essere vero.

 

∙         Nel disco ci sono parecchi riferimenti o citazioni più o meno esplicite a quanto ti è presumibilmente arrivato all’orecchio girando la penisola durante lo scorso tour: dalla contemporaneità dei tuoi compagni di etichetta (la Bomba Dischi) ai miti di certo neo melodico napoletano del passato e del presente. Quali sono le motivazioni dietro a questa scelta stilistica? Solo una spiccata vena canzonatoria (vedi le considerazioni su Jovanotti nel pezzo “Orci Dentali”) o c’è dell’altro?

Non vorrei spiegarmi troppo, pur avendo accettato volentieri di rispondere alle tue domande questa domanda chiede troppo, preferisco che ognuno percepisca quello che gli arriva.

 

∙         Le prime date dei live a supporto di “Musica per noi”  segnano una sorta di  “cambio di muta” stilistico, con l’abbandono dei visual e di tutto quel corredo selvaggio e tambureggiante di percussioni più o meno improvvisate nonché di performance puramente “fisiche” che storicamente hanno sempre caratterizzato il tuo approccio live. Si tratta di una naturale evoluzione? Quale altro aspetto intendi valorizzare nei concerti del nuovo tour?

 Nel nuovo tour ho formato una band composta da ex Pop _ X Niccolò Di gregorio alla batteria elettronica e Luca Babic alla Expressive Guitar più nuovi entrati al basso Matteo Dominichelli (Roma) e Ilaria Ciampoli

 

∙         Ho letto di ascolti ed influenze musicali piuttosto variegate ed originali, da parte tua. Mi ricordo che hai menzionato artisti a forte  “rischio-perculo” come Marco Masini o Laura Pausini, ma in più di una occasione anche un nome come il grande Sergio Caputo. Avresti piacere di collaborare con lui? In passato, non ti sei fatto mancare varie collaborazioni ed progetti collaterali all’insegna della sperimentazione (come il progetto “Friuilli” con Calcutta), Alias (“Re Artù”), cover varie (De Andrè, De Gregori, Luca Carboni). Che spazio ci sarà in futuro per coltivare o proseguire iniziative simili?

In generale sono sempre stato contento di collaborare quindi continuerò a farlo qualora capitasse l’occasione.

 

∙         Una persona di nostra comune conoscenza  è convinta che tu abbia nelle tue corde un potenziale sostanzialmente sconfinato. Sostiene che qualora ne avesse voglia,  Pop_x potrebbe tranquillamente convincere il music business a far riaprire il Festivalbar, per poi vincerne ogni edizione da qui all’eternità. Con la medesima naturalezza, sempre volendo, Pop_x potrebbe convincere lo stato italiano a far riaprire i manicomi. C’è però grande incertezza su quale delle due ipotesi ti tenta di più! Puoi soddisfare questa curiosità?

Nessuna delle due, per quanto riguarda i manicomi, sono contento che li abbiano chiusi, ma dovrebbero chiudere definitivamente anche gli OPG, in più credo che andrebbe rivista la legge che riguarda il TSO, per questo mi batterei.

 

∙         Come ti relazioni con il resto del collettivo sullo scambio di idee e spunti artistici in studio e nelle esibizioni dal vivo?

Come un dittatore.

 

∙         Nei tuoi testi ricorrono sovente delle tematiche legate all’omosessualità. Che cosa ti avvicina a questo mondo? Curiosità, amicizie, simpatie?

In realtà nulla.

 

∙         Nella vita insegni tecnologie musicali al liceo. Che approccio hai, da docente, con i tuoi studenti? Che ricettività registri? Sono incuriositi da quello che fai come Pop_X?

Cerco di migliorare giorno dopo giorno insieme ai miei studenti affinché la realtà sia un posto migliore.

∙         Considereresti l’eventualità di una partecipazione al festival di Sanremo? Nel caso, ti accompagneresti ad un gorilla, od ad una vecchia carampana?

Davvero è una domanda che non mi voglio porre anche perché non mi verrà mai posta.

 

 ∙         Tra cinque/dieci anni, che ne sarà di Pop_X?

Il Declino del pop la rinascita della NEW COMPLEXITY.

 

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