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Mostra per Immagini Lontane dal Paradiso…Exhibition Far from Heaven

Italian/English

Ritorna a Trento la Mostra per Immagini

Lontane dal Paradiso

27 maggio – 5 giugno 2013 Trento Sala Thun

Ingresso libero e gratuito in orario: 10.00-18.00

Sala Thun (palazzo Thun), via Belenzani 3, Trento

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes,

con il contributo di Franca Zappella per l’ Associazione Womenoclock

in collaborazione con Maccom per la grafica

ed il Comune di Trento

(opera di copertina di Isa Malfatti, olio su tela)

Viaggio storico con annotazioni-Inaugurazione lunedì 27 maggio ore 16.00

Un viaggio per immagini che si svolge come un nastro, inseguendo l’idea che l’immagine di sé e la propria idea di donna si costruiscano anche attraverso l’immagine che la società ha avuto ed ha delle donne stesse.

Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario che suggerisce possibili percorsi di riflessione personale.

Lontane dal Paradiso è un progetto articolato in vari momenti, che ha trovato nel confronto e nel dialogo tra le diverse parti coinvolte uno dei suoi punti di forza.  La scelta delle immagini è stata fatta cercando di seguire il possibile percorso logico che ha educato le nostre nonne e le nostre madri, e quindi anche andando a cogliere le esperienze personali e il proprio vissuto personale.
Senza cadere nell’insidia della facile retorica o della denuncia autoreferenziale, la mostra racconta i tanti aspetti della realtà delle donne, creando spunti di riflessione in immagini molto diverse tra loro, ma accomunate dal medesimo messaggio.

Lontane dal Paradiso è un progetto nato quindi dal rapporto tra educazione allo stereotipo e aspettative di libertà ed uguaglianza di genere, in cui si coniugano istanze educative con una nuova tendenza artistica e creativa, che accosta letteratura e messaggio pubblicitario – che spesso ben poco ha a che fare con l’arte – evidenziando la funzione sociale che la pubblicità ha e che potrebbe meglio orientare.

Un viaggio su un nastro fatto di immagini che proponendo sempre e soltanto “certi ruoli, certe abitudini, certe tendenze”, suggeriscono percorsi mentali, di affetti, di relazione che hanno determinato nel tempo la costruzione dell’idea del “sé” e della propria idea di donna.

Il nostro è un Paese che non ammette che le donne allattino al seno in pubblico, ma le vuole svestite e provocanti in televisione, in strada, sul lavoro, a casa:come semplici oggetti sessuali, rassicuranti perché sempre disponibili,come nelle immagini dei cartelloni pubblicitari: in un’ottica che ci rende tutt* dei beni di consumo.

Come reggono entrambi i sessi a questo impatto visivo continuo, imperante e schiacciante, quando vorrebbero formarsi un carattere, un’idea del mondo e dei suoi abitanti autonoma e libera?

Quante chance ha una madre che inconsapevolmente si costruisce intorno ad un modello che le viene proposto come socialmente condiviso ed accettabile, di crescere un* figli* (maschio o femmina) liber* dagli stereotipi sociali?

In queste immagini dove sono gli uomini, i padri ed i compagni, e quale ruolo viene imposto loro?

E perché noi donne non vogliamo considerare che tutto questo sia avvenuto anche loro malgrado, imprigionando entrambi in un gioco di ruoli e di specchi, fatto di piccole e grandi ipocrisie quotidiane, che si perpetrano per anni in convivenze insincere?

Come fanno le donne ad avere stima di sé, se si sono abituate a vedersi letteralmente ai piedi degli uomini?

Come può un uomo capire il valore della donna che gli sta accanto, se lei si propone adorante piuttosto che supplichevole o addirittura “servizievole”? (…se capite cosa intendiamo dire…)

Oggi la pubblicità sessista ha una sua disciplina: vieta qualsiasi rappresentazione dell’identità di genere di una persona in modo stereotipato, basato cioè sulla visione che ha di essa l’immaginario comune.È regolata dall’art.10 del Codice di Autodisciplina pubblicitaria in quanto lesiva della dignità della donna (ma anche dell’uomo, dei bambini, di minoranze etniche o religiose).

«La pubblicità non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. La pubblicità deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni».

Ancora “Lontane dal Paradiso”, certamente.
Ma più consapevoli, disposte e determinate ad arrivarci.

olio su tela di Isa Malfatti
olio su tela di Isa Malfatti

Back in Trento the Images Exhibition ‘FAR from HEAVEN” –

27 maggio – 5 giugno

Sala Thun di Torre Mirana (palazzo Thun)

via Belenzani 3, Trento

Concept by Anna Grazia Giannuzzi and Marika Mottes,

with the contribution of Franca Zappella for the Associaton Womeoclock

in collaboration with Maccom for the graphic work

and the Council of Trento

A trip through images which unfolds following the idea that the self-image and our own idea of what a woman is are built through the image that society has had in the past and has today of women themselves. Still ‘Far from Heaven’, for sure. But more conscious willing and determined to get there.

A journey on a ribbon made of images, which unfolding aims to open gaze, breath and finally the body.

From this images are emerging preconceived models rented from a collective imagination (not always negative by itself)

but always and only proposing “certain roles“, “certain habits“, “certain trends” suggesting mental emotional and relationship paths which – time passing by –determined the construction of “self ” and the own idea of being a woman.

Italy is a Country where is not admitted to women to breast-feed in public, but which wants them undressed and

provocative on television, walking on the streets, at work and at home simply as sexual objects, reassuring because

always available, like in advertise wallpapers, in a perspective that makes us all consumption goods.

How are both sexes withstanding this continuous prevailing and damning visual impact when they want to create their

own personality? An independent and autonomous idea of the world and its inhabitants?

How many chances has a mother who unconsciously builds herself around a model which is imposed to her

as the only one socially shared and acceptable, to raise a child (male or female) free of social stereothypes?

In those images where are men, fathers and companions – and which role is imposed to them ?

And why we , women, still don’t want to consider that all this might have happened in spite of themselves too,

imprisoning both genders into a role and mirror game made of big and small daily hypocrisies which perpetrate for years

in insincere cohabitations?

How can women have self-esteeme if they are accustomed to see themselves literally at men’s feets?

How can a man understand the value of the woman living close to him when she proposes herself  adoring rather than

imploring or even oblingingly, if you know what we mean?

Today sexist advertise has its discipline and bannes every stereotyped representation of gender identity of human beings based on the vison of it held by collective immagination.

In Italy is regulated by art. 10 of Advertising Self-discipline Code as prejudicial of female dignity (but also of male dignity, children, ethnic and religious minorities).

“Advertise must not offend moral, civil and religious beliefs of citizens. Advertise must respect human dignity in all its forms and aspects.”

Still “Far from Heaven”, for sure. But more conscious, prepared and willing to get there.

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2013/05/29/news/lontane-dal-paradiso-donne-e-pubblicita-1.7162204

One thought on “Mostra per Immagini Lontane dal Paradiso…Exhibition Far from Heaven

  1. L’ha ribloggato su cronichlesofmarie ha commentato:
    Ritorna a Trento la Mostra per Immagini
    Lontane dal Paradiso 27 maggio – 5 giugno 2013 Trento Sala Thun
    Ingresso libero e gratuito in orario: 10.00-18.00
    a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, con il contributo di Franca Zappella per l’ Associazione Womenoclock in collaborazione con il Comune di Trento
    Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario che suggerisce possibili percorsi di riflessione personale. Un viaggio per immagini che si svolge come un nastro, inseguendo l’idea che l’immagine di sé e la propria idea di donna si costruiscano anche attraverso l’immagine che la società ha avuto ed ha delle donne stesse.- A trip through images which unfolds following the idea that the self-image and our own idea of what a woman is are built through the image that society has had in the past and has today of women themselves. Still ‘Far from Heaven’, for sure. But more conscious willing and determined to get there.

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