L’APPARTENENZA

Il rumore del mare è la voce di Dio. Quando è maestrale, e quella voce è grossa, te ne devi stare a riva. Pulisci ‘a barca, intrecci le nasse. Oppure peschi dalla spiaggia, in certi posti che sappiamo solo noi: perché pure li pesci se ne fuggono dai fondali quando Dio s’incazza. E poi pensi…

QUANDO TORNA, SE TORNA

Anche 35 anni fa era settembre. Mi sono alzata senza aver dormito e ho indossato il grembiule. Nero, colletto bianco e peró una riga di sfacciate ciliegie sul davanti. Ce le avevo solo io. E non importava che fossi da subito la più nana , la più occhialuta e già in odor di apparecchio per…

UN PESCE NEL GHIACCIO

Cesare ha 17 anni. Vive in collina, a Torino, con una madre anaffettiva da manuale e una sorella più grande. Il padre se l’è preso un cancro al cervello quando lui aveva solo sei anni. Cicatrice numero uno. È timido, di quella timidezza che ti avvolge come un seme sotto scorza dura. Frequenta il liceo…

L’ARTE DELL’ASSENZA

(quel centimetro fra di noi) Certe scene le devi vivere per forza da sola. L’autobus è vuoto e quando le porte si aprono neanche l’autista si volta a guardare. Scendo e respiro. Ci manca solo che si metta a piovere in questo silenzio che spacca il cuore. Il ponte è lì ma non riesco a…

LE COSE CHE VORREI AVERVI INSEGNATO

Vorrei avervi insegnato che la vita vale Vorrei avervi insegnato che a riflettere non può essere soltanto lo specchio Vorrei avervi insegnato che il senno conta più del seno Vorrei avervi insegnato che essere ragionevoli è più importante che avere ragione. Vorrei avervi insegnato che la dignità non muore con una brutta figura Vorrei avervi…

MATERNOLOGIA

Che qualcosa viva in noi e sia diverso dal visibile è materia di analisi dalla notte dei tempi.  Dorian Gray, Mr Hide, Il Visconte dimezzato… una lunga epopea della divisione interiore. Ma il doppio non è solo doppiezza e c’è un’unica condizione in cui diventa realtà fisica: la maternità. Scrive Daniel Pennac: «Allora, insomma, Julie…

A TUTTI QUELLI

A tutti quelli che oggi festeggiano lavorando A chi ha dimenticato che si lavora per vivere, non viceversa A chi è stato costretto a smettere di lavorare, per far crescere una vita A chi si sente in colpa quando dice “oggi no, devo lavorare” A chi per lavorare ingoia rospi di considerevoli dimensioni A chi…

ROLLO

Ballata per il primo amore Rollo abitava in un piccolo paese di montagna. Un paesino lungo e stretto dove ogni inverno nevicava, ma le strade sempre rimanevano pulite. Un paesino con la Chiesina, le casette e due ville da Costa Smeralda che per mesi furono credute due discoteche rivali. Un paesino dove gli uomini andavano…

LA LENTEZZA DELL’ACQUA

– Pensieri per Elle – Indo aveva imparato che nella vita contano i fatti. Nonno Walter era morto il 21 giugno 2016, alle 22:06; questo era un fatto. Non aveva altri nonni e anche questo era un fatto. Gli risultava molto difficile capire e accettare le ingiustizie, ad esempio: che all’improvviso il buio prenda il…

#LIVINGARTISTS meets #NICCOLONARDELLI

Da sempre divido le persone in due categorie: quelle che stanno dentro la bolla blu e il resto del mondo. Non chiedetemi perché la bolla è per forza blu, né perché è una bolla. Non è un pensiero vetero buddista. Non pratico yoga e l’esperienza più mistica che vanto è la realizzazione di kolossal nella…

NON LASCIARMI VAGARE NEL BUIO (Canzone per Ilda)

Nel giardino c’è un pupazzo resiliente. È il pupazzo di neve della mia bambina. I pupazzi non hanno radici li porta una nuvola più decisa e il vento del nord. Tu avevi radici profonde nel tuo grembo stava la terra intera. Al tuo andare il vuoto mi ha presa e il tuo abbraccio si è…

TRA-SPARIRE (PARALISI POSTMODERNA)

Personaggi: Lui: il padre Lei: La Madre Junior: il Bambino Re L’Altra: un’altra Lui e Lei camminano in Corso Battisti. Sono in post shopping d’architettura povera. Spiegano a Junior l’importanza del riciclo e dei materiali ecosostenibili. Junior non se li caga di striscio. Punta un’edicola e i piedi. Vuole le carte Pokemon. Vuole le carte…

STORIA DI “X” (LO SAI CHE IO SONO CATTIVO?)

La prima volta che lo vidi, X aveva solo 3 anni. Due occhi neri, profondi: era bellissimo. Faceva merenda e mi guardava. “Lo sai che io sono cattivo?” disse di colpo. “Te l’hanno detto o lo hai deciso tu?” “Sono sicuro di essere cattivo: faccio cose brutte e mi piace.“ Lì per lì non mi…

NATURA MIGRANTE: BLUES DI STAGIONE

Novembre è solo. Non ha i frutti di ottobre, non i regali di dicembre: dura poco e non viaggia accompagnato. La sua luce è fredda, i suoi colori sbiaditi come abiti impolverati, come abiti di guerra. Novembre muore. La pioggia di novembre non nutre, non disseta: entra nelle ossa. Trasforma le strade in fango, dove…