RIPARTIRE

È ora.

Già da un po’ siamo passati dall’evergreen “bello eh, voialtri, tre mesi di vacanza/mezza giornata/settimana corta?” al minaccioso “quindi? Hai già ricominciato?” fino all’angosciante “io comunque il tuo lavoro non lo farei mai”.

“Io comunque il tuo lavoro non lo farei mai”.

Ti senti sola. 

Perché è vero, è dura e sai cosa ti aspetta.

Ti aspettano mani alzate per il bagno che neanche un doppio trapianto renale, gravidanze al settimo mese o cistiti letali.

Ti aspettano scioperi della fame di natura amorosa, dietetica o semplicemente oppositivo-provocatoria.

Ti aspettano lunghe passeggiate filosofiche nell’unica ricreazione in cui ti potevi concedere mezzo caffè e invece dovrai affrontare separazioni “dal vero amore della mia vita, prof non mi piacerà mai più nessuno, dovrò farmi suora, prete, nerd”.

Minacce di morte genitoriali “sì lo so che l’ho detto anche la settimana scorsa e quella prima, ma stavolta sono sicur* i miei mi ammazzano”.

Ci saranno mediazioni famigliari che renderebbero orgogliosi zio Freud e fratel Jung, in cui sarà prima tutta colpa di mamma, poi di papà e infine del tiramisù vegano. 

Colloqui rovesciati per prendere nota di tutta la genialità non ancora espressa o compresa e “le assicuro prof, sapeva tutto a casa, l’ha mai ascoltato suonare la cornamusa? Sì lo so che lei insegna grammatica, ma ne vale la pena”…

Ci saranno i “puoi guardarmi 5 minuti la classe?” che innescheranno un effetto di ritardo a catena che porterà al cambiamento climatico e poi alla fine del mondo.

Ci saranno “la relazione falla tu che voi di lettere siete più pratici”. 

Noi di lettere: più pratici, più comunicativi. Più avvocati, più infermieri, più madri, più padri, più “però all’orale stringi che rubi spazio ai colleghi”.

Ci saranno telefonate urgenti mentre avevi già un piede in macchina, nella doccia o nella fossa. Riunioni più lunghe di un intervento a cuore aperto.

Ci saranno razzie in ogni cartoleria nel raggio di km da casa. E da scuola. 

E astucci vuoti comunque.

Ci saranno storie che ti faranno dubitare dell’esistenza di Dio, sempre che tu ci creda ancora, e notti insonni a programmare la gita del 2037, e giorni in cui i tuoi  unici amici saranno il divano, il silenzio e una birra.

Però…

Però ci sarà anche quel bacio che un giovane Romeo ruberà in cortile, restituendoti per sempre il senso dell’amore. 

Ci sarà un cioccolatino sulla cattedra ogni tanto, una pastina alla frutta nell’armadietto.

Ci saranno post it antidepressivi e un abbraccio che non ti aspettavi. 

Tanti abbracci che non ti aspettavi.

Ci sarà sempre un “dai che ti do una mano, dai che ti aspetto. Mangia”.

Vedrai quella luce chiara sulle facce di chi finalmente avrà capito e pensava che invece no, non ce l’avrebbe mai fatta.

Perché a scuola “non ce la farai mai” non si dice. Non si può. Non c’è. 

Ci sarà la gioia di un sei che vale come una coppa del mondo vinta dal Ghana.

Ci sarà il rumore delle sedie che cadono a terra, perché fuori all’improvviso nevica e i nasi si incolleranno alle finestre.

Ci saranno lunghe lettere che conserverai in scatole di latta, insieme a ritratti cubisti, ma così uguali a te…

Ci sarà il senso della giustizia dei tredicenni, merce rara in questo mondo mercenario.

Ci saranno applausi e tifo da stadio quando ti scapperà una parolaccia e “che bei capelli prof!” e “ma no, lei non è vecchia, è vintage…”

Ci saranno, insomma, tutta la poesia e la gioia del futuro che appare.

La grande bellezza delle idee in divenire.

E allora pensi: “è tutto ok”.

Pensi che il tuo lavoro lo farai eccome.

Che ti sentirai ricca.

Piena della loro energia.

Libera.

E mai, mai sola.

Buon anno a tutti, 

vince il bene.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.