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IL PIACERE SOSTENIBILE

“Il Biedermeier è stato un movimento artistico e ornamentale sviluppatosi nel periodo storico che intercorre tra il 1815 ed il 1848. Molto in voga tra la borghesia tedesca e austriaca, viene spesso definito di genere romantico.Questo stile nacque come contrapposizione al cosiddetto Stile Impero, nel periodo immediatamente successivo al Congresso di Vienna, di cui riprende una decisa “voglia di normalità”. Soprattutto per questa ragione, il Biedermeier è stato spesso definito come lo stile della Restaurazione.


Lo scopo che sottende allo stile Biedermeier infatti è valorizzare la sobrietà e l’armonia, mutuando parte dei motivi stilistici dal periodo precedente, ma spogliandoli di tutti i decori, gli orpelli e gli eccessi che lo avevano caratterizzato. Tutto ciò è coerente con la situazione socio-politica del momento, che cerca di dimenticare i fatti tumultuosi della Rivoluzione francese e del successivo impero napoleonico. Anche l’avvento della Rivoluzione industriale gioca un ruolo decisivo nello stile, proponendo prodotti funzionali ma dalle linee semplici, e quindi facilmente fabbricabili. Questa tendenza si ritrova nell’architettura quanto nell’arredamento, nella musica quanto nella letteratura, e produce atmosfere solenni ma sobrie, prive di decori dorati ma ricche di elementi consueti, quotidiani.”

 

A posteriori il Biedermeier venne contrapposto all’esaltazione epica propria del romanticismo e divenne un movimento artistico atto ad incarnare i piaceri semplici della vita, esaltandone le qualità e la bellezza. L’edonismo e l’opulenza delle corti nobiliari cedettero il passo ad angoli confortevoli e curati in cui indugiare in piaceri sobri, accessibili a prescindere da ceto ed estrazione. Una lezione interessante che dimostra come già da molti secoli il modo con cui interagiamo con il piacere è influenzato dal contesto e dalla morale vigente in una data epoca.

Ma se in passato la limitazione di questa componente della vita umana era dettata in buona misura da motivi etici e di costume, poiché la dicotomia sociale era tra uomo “buono” e “cattivo”, oggi può e dovrebbe essere dettata anche da motivi economici e di sostenibilità, tant’é che oggi parliamo di persone di “successo” e “falliti”, con buona pace dei romantici e dei virtuosi. Di fronte a quello che i sociologi definiscono “Il Leviatano”, ovvero il sempre più complesso e articolato sistema burocratico, economico, politico e sociale in cui viviamo, è evidente che la concezione capitalista abbia dimostrato i propri limiti. La fruizione del piacere, spesso legata a fattori di possesso materiale o al beneficio di un servizio, deve dunque mutare a livello esperienziale perché, molto semplicemente, qualsiasi cosa vogliate non ce ne sarà più abbastanza per tutti.

Ripensare dunque il piacere, le modalità da cui questo viene ottenuto, il valore che attribuiamo alla sensazione che provoca in noi, sono alcune delle considerazioni che saremo tenuti a fare molto presto. Ma l’uomo è fallibile, estremamente fallibile, soprattutto quando deve analizzare razionalmente le parti di sé più recondite e animali poiché in noi resta qualcosa di ingovernabile ed imprevidibile e allora forse siamo destinati a una sorte meno rosea, speriamo almeno di divertirci nell’attesa.

The Roman ruins in Schoenbrunn – Ferdinand Georg Waldmüller, c.1832

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