#comingout · #marikey · abitudini moderne · bambina io · cambiamenti-changes · Collage · Consapevolezza-Self Conscience · corpo-body · identità-identities · Immaginario/Imaginary · indipendente-independent · libertà-freedom · natura selvaggia · posso essere felice · pushing bottons · ragazze-girls · resistere resistere resistere · self portraits-ritratti del sè · slow · Storie · the art of not sitting pretty · Una stanza tutta per sè-A Room of One's Own

L E N T A

Lentamente ma inesorabilmente, tutti i nodi vengono al pettine.

Le relazioni si compongono, e poi si scompongono.

I nodi si stringono. E poi si sciolgono.

Quanta energia nel tentativo sciocco di correre, di rincorrere : obiettivi,  eventi, persone…

Non ho più fretta. Starò invecchiando? E finalmente, dico io!

Ho riscoperto di essere lenta.

Tutti hanno continuato a ripetermi dall’infanzia in su che avrei dovuto rallentare, che spingevo troppo, che avevo su una marcia troppo veloce: insomma tutti a dirmi quanto fosse complicato starmi dietro. E continuano a ripetermelo. Mi domando io, ma quanto diavolo ho corso se oggi che io sento di avere rallentato, e moltissimo, riesco ancora a dare l’impressione di correre troppo?

Beh la novità è che io, se avessi potuto permettermelo, sarei andata anche pianino. Come La (Bella) Tartaruga della canzone di Bruno Lauzi.  – Che però quando sei giovane, va bene anche il correre: l’adrenalina, la ribellione, la forza e l’energia incontenibile che hai dentro… la corsa è anche un modo per esprimere la propria giovinezza. Qualche muro mi ha fermata, qualche dente me lo sono rotto. E ci sta tutto. Alla grande. Ho vissuto. –

Ma a me piaceva essere lenta.

E questo è confermato da mia madre in persona, che testimonia che fosse stato per me, io non avrei avuto la minima intenzione di imparare a camminare, dal momento che avevo trovato una maniera per muovermi trascinandomi con un complesso movimento di gambe da seduta ovunque volessi andare, scale comprese (il sistema era un po’ complesso, va ammesso, e di fatto questo di me non è mai cambiato: trovare sempre un modo efficace ma complicato di fare le cose a modo mio).

Ma poi, costretta dagli eventi, sarebbe a dire dagli altri, mi sono rassegnata ad alzarmi; era quello che tutti quanti si aspettavano facessi: Marika, alzati e cammina!

E quando poi mi sono alzata (o meglio mi hanno fatta alzare), il mio mondo all’improvviso non era più quello di prima: quello di quando io facevo trascorrere il tempo. Sfogliare un libro per un lasso di tempo che a me sembrava infinito. Disegnare un pomeriggio intero. Ma anche far trascorrere le ore dell’intera giornata magari semplicemente osservando le vecchie fotografie della mia nonna. O ancora: ritagliare tutte le immagini che colpivano la mia immaginazione da giornali e rotocalchi del tempo per poi disporle sul pavimento e creare delle storie… le mie storie… indisturbata. Giorno dopo giorno. Lenta. Una meraviglia.

Da quella strana posizione in cui mi muovevo, raggiungevo tutti i cassetti e gli scaffali possibili. E passavo anche abbastanza inosservata da poterlo fare liberamente. E dentro ogni cassetto, sopra ogni scaffale, trovavo un mondo diverso in cui entrare. Lenta. Ed ogni volta raggiungevo un mondo diverso, da cui nessuno mi costringeva ad uscire. Il tempo era mio.  

Poi, alzandomi, tutto è cambiato: “non si guarda nei cassetti degli altri” , “non c’è tempo per stare sempre sui libri”, “com’è mai possibile stare un’intera giornata a ritagliare e a fantasticare su un pavimento facendo collage”  ?

E allora non stupitevi se io per scappare da tutti i divieti che mi impedivano di essere lenta, di essere me stessa, ho iniziato a correre. Per non dover ascoltare. Per essere – di nuovo –  libera.

…E poi c’è chi, come Leonard Cohen, non ha mai amato la velocità. E se ne è sempre fregato. #Slow lui ce l’aveva nel sangue. Non aveva bisogno di mettersi a correre lui, più tosto di me e di molti di noi nel rivendicare il proprio diritto alla lentezza.

Correte pure. Adesso tocca a voi. Io, ho smesso.

-Slow, lyrics

I’m slowing down the tune
I’ve never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
It’s not because I’m old
It’s not the life I led
I always liked it slow
That’s what my mama said

I’m lacing up my shoes
But I don’t want to run
I’ll get there when I do
Don’t need no starting gun
It’s not because i’m old
And it’s not what dying does
I’ve always liked it slow
Slow is in my blood

I’ve always like it slow
I never liked it fast
With you it’s got to go
With me it’s got to last
It’s not because I’m old
It’s not because I’m dead
I’ve always liked it slow
That’s what my mama said

All your moves are swift
All your turns are tight
Let me catch my breath
I thought we had all night
I like to take my time
I like to linger as it flies
A weekend on your lips
A lifetime in your eyes

I’ve always like it slow
I never liked it fast
With you it’s got to go
With me it’s got to last
It’s not because I’m old
It’s not the life I led
I’ve always liked it slow
That’s what my mama said

I’m slowing down the tune
I’ve never liked it fast
You wanna get there soon
I wanna get there last
So, baby let me go
You’re wanted back in town
In case they want to know
I’m just trying to slow down

slow

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...