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FITNESS M.OTHER

Ho fatto una scoperta. La palestra non è il luogo degli sportiviatutticosti con il tarlo del culto fisico, bensì il corrispettivo Welness and Fitness Hotel dell’Albergo delle donne tristi di Marcela Serrano: uomini e donne senza distinzione di età o preferenza sessuale, si avvicinano al magico mondo dello sport per un’unica, sana ragione: il dolore al corazon espinado. Non c’è nessun obiettivo salutista (dedicarsi al proprio corpo, migliorare la respirazione, sviluppare endorfine che fanno bene all’umore, prepararsi all’estate) ma un solo scopo spirituale: ti sei separato? La tua tipa ti ha lasciato? Devi dimostrare al mondo (quindi a te stesso) che hai ripreso in mano la tua vita? Ebbene ecco che arriva l’iscrizione ad un corso di fitness vissuto con la stessa ferrea adesione dell’obbligo di istruzione. Non sai perché lo stai facendo ma una legge a te superiore te lo sta imponendo come ipoteca sul tuo futuro. E infatti il primo giorno in palestra è come il primo giorno di scuola.

Ed eccomi presente!

La sera prima sei invaso da un senso di smarrimento ed eccitazione. Chi saranno i miei compagni? Come sarà la maestra? Come mi vesto? Preparo lo zainetto con? Qual è la merenda che mi integrerà nell’umana bolgia? Una barretta multicereali? Una mela? Del cioccolato fondente rigorosamente bio senza zuccheri, latte e cacao?

Ci dormo su. Non pensiamoci troppo. Suonerà la campanella, sarò puntuale e pronta.

E la campanella suona.

Primo errore. Entro nella classe sbagliata. Leggo Zumba e mi lascio attirare dalla musica latino americana perché meglio di qualunque altra cosa farà bene al mio animo notoriamente facile alle cadute.

Mi metto in prima fila. La maestra è bellissima, in formissima, aggressivissima. Noi siamo 50 donne circa in una immensa palestra fredda. Lei è su un palco. Si muove, canta, urla scandendo il tempo, ci incita come fossimo nell’arena dei gladiatori. Solo che i gladiatori sono tutti affacciati alla finestra del primo piano mettendo le crocette: tu si, tu no, tu si, tu no.

Io vado a tempo, mi impegno, non sbaglio un passo, inizia Yo quiero estar contigo vivir contigo bailar contigo e penso che la vita può tornare a scorrere nelle mie vene fino a quando … commetto il grossolano errore di guardarmi intorno. E ciò che vedo non mi piace per niente.

Una mandria di donne che arranca, femmine ridens che accennano sorrisi ma sono in arresto cardiaco, madri di famiglia avvolte in aderentissimi completini che sostengono un surplus di carne da smaltire. Un esercito di soldatini che risponde al solo grido “idratatevi!” (quando la maestra ci obbliga a bere).

Ma il peggio arriva con il pezzo La mitraglietta, quando la maestra simula l’utilizzo di una mitragliatrice mentre esegue passi di danza. E noi a seguire. Anzi loro, perché questa volta sono io ad avere un arresto cardiaco dovuto non alla fatica ma allo smarrimento da “che cazzo ci faccio qui”.

No no M.other ! Questo luogo non ti appartiene, a sto punto meglio un corso di ballo con un vero latin-dancer. Mi blocco, penso al da farsi, prendo borraccia e burattini e in preda ad uno sconforto cosmico me ne vado.

Resisti M.other. Resisti. Lo dice il manuale che l’attività fisica serve. Non puoi contare più sulle gallette e lo stress. Cambia aula. Non era la tua classe.

Va bene ci riprovo.

Torno a casa, consumo carboidrati, tolgo dalla borsa la t shirt bianca e i leggins neri, preparo il mio grembiulino migliore: top fucsia e pantaloncini arrrg.

Crederci fa sempre la differenza.

Mi ripresento. Alfa mi dice che se grande F.other sapesse che sto per salire su un tapirulan mi toglierebbe il saluto che ricomincia lentamente a restituirmi (come può un Forrest Gump accettare che solo dopo la sua dipartita abbia sottoscritto un abbonamento in palestra? Lo so, è un colpo basso ma la vita è imprevedibile).

Usciamo di casa, abbiamo tutti e tre lo zainetto. Lascio Alfa a scuola, Beta all’asilo. Alle 8,25 sono davanti alla LIFE (come altro poteva chiamarsi la mia palestra?). E’ancora chiusa cazzo. Arriva uno stuolo di 70enni per la ginnastica dolce del mattino (oltre a donne incinte per il corso di acquaticità pre-parto che a suo tempo feci).

Credici M.other , tu andrai nella sala pesi, lì nessuno ti seguirà.

Entro. Non c’è nessuno. Solo un altro nerd come me. Ha la maglia dei Simpson, è evidentemente in sovrappeso, i pantaloni della tuta sono blu enormi, le scarpe da tennis (io le chiamo così) di una marca tipo jenesis (ovvero della Lidl, come le mie) .

Si avvicina un tipo sospetto che non avevo visto. Il coach :

Uè sei nuova te?

Si .

Come mai sei qui?

Vuoi il motivo vero o quello falso?

Sei simpatica. Scommetto che non sei di queste parti.

Già.

Quale obiettivo ti sei prefissa?

Superare il mese.

Bene . iniziamo dal tapirulan , 20 minuti.

Salgo. Accendo. Cammino. Sento che il mondo si è preso una pausa dal lavoro, dalla scuola, dalla vita e guarda me. Cammino. Velocità 3. Mi guardo intorno. Il nerd solleva due pesi da 5 chili e soffre terribilmente. Empatizzo, gli voglio già bene.

Entra Mister muscolo. Io intanto ho superarto i 10 minuti. Mi aiuto con cuffia e musica. Indie ovviamente. Che anzi che caricarmi mi induce a riflessioni mistiche. Capisco che la seconda cosa da fare è creare su spotify una playlist “palestra”.

Mister muscolo si avvicina. Cerco di interpretare il suo labiale . Oddio che vuole da me? No , non voglio abbordare nessuno, io sono qui per sbaglio cioè perché l’attività fisica è la prima forma di coccola verso me stessa dice il libro…

Come scusa? Ah si 5 minuti e ho finito!

Voleva il tapirulan non me.

Entra la Miss figa. Spavalda e sicura gestisce gli attrezzi come nella vita gestirà i maschi. Ha gli orecchini , precisamente dei cerchi likeavergin, è truccata, i capelli sciolti (la mia insegnante di educazione fisica l’avrebbe rimandata in classe). E sono solo le 9,05 del mattino.

Uè sei brava però per essere stata ferma sei anni!

Faccio tanto sesso e scoppio a ridere. Lui no.

Scherzo dai semplicemente non mangio e non dormo. Questa volta ride. Mah!

Lezione finita. Ci sono tornata. E il mese l’ho superato.

Sto mangiando e dormendo. E il mio amico nerd ha perso ad occhio e croce un paio di etti.

Alfa mi ha giurato che non lo dirà al papà. E infatti ieri sera, chiusi in casa da 7 giorni causa varicella (prossimo post), ci arriva a sorpresa una consegna a domicilio di Happy Meal. E mentre consegno i panini ai miei cuccioli, sicura che per me non c’è nessuna cena a cui anzi devo provvedere, intravedo un hamburger anche per me. Il McChicken più dolce della mia vita.

E penso… quindi l’attività fisica rimette in moto tutto l’universo?

Ai uil survaiv ai uil survaiv eh eh

 

 

foto giusta living

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