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Itinerari Folk – Joe Driscoll & Sekou Kouyatè

Trento @Parco Santa Chiara

Quando ho visto nel programma della manifestazione trentina “Itinerari Folk” il concerto di un musicista di kora, mi sono detta che non dovevo assolutamente perderlo. Non so quali mie corde emotive tocchi la kora, so solo che, letteralmente, mi stacco da me stessa e sprofondo dolcemente in una mare di latte e di miele.

La kora è uno strumento a corda, una sorta di arpa-liuto, sacra per l’Africa occidentale. Sacra come sacra è l’origine della musica (e della parola) in moltissime civiltà alle latitudini più diverse, perchè il suono indistinto, il rumore, la voce e la parola che diventano armonia strutturata, hanno un sapore magico. Infatti il suonatore di kora, esclusivamente maschio nella cultura di provenienza, viene considerato un custode, dei storie miti, degli dèi e anche delle storie della comunità, quello che, con un termine occidentale viene conosciuto anche come “griot”. Sekou Kouyatè fa sì che la kora si trovi catapultata nel 21° secolo per vari motivi. Costituisce un duo con l’americano Joe Driscoll nel giro di pochi giorni e, come unica lingua comune, quella della musica; utilizza la kora all’interno di stili musicali che non l’hanno mai vista come il rap e l’hip hop e, ultimo ma non ultimo, la elettrifica! Non saprei immaginare qualcosa di più forte che fornire una sorta di “elettrotwist” ad uno strumento che per sua natura esalta la morbidezza del suono arpeggiato. Il risultato è fantastico. L’energia che sprigiona il concerto è totale. Abbiamo sul palco Joe Driscoll, americano che vive in UK, originariamente rapper and MC, il batterista James Breen e, dalla Gran Bretagna, il basso di John Railton. Il clima del concerto è cresciuto gradualmente: la temperie inizialmente non era di grande morbidezza, forse a causa anche del cielo che non prometteva bene e dunque tendeva a raffreddare l’atmosfera. Gradualmente la tensione si è sciolta nell’ascolto collettivo grazie, ancora una volta, alla magia della musica. Grazie all’energia veramente travolgente ed alla grande simpatia di Joe Driscoll, ci siamo spostati dove volevano portarci i musicisti: verso una stato di gioia e di calore, palpabile tra gli spettatori. Canzoni e rap in inglese e nella lingua madre di Sekou e in francese. Nelle canzoni si alternano tematiche che vanno dalla libertà alla gioia, alle tematiche più forti come quelle relative ai migranti ed alla condizione dello straniero. La musica passa morbidezza e dolcezza di toni più intimi, grazie soprattutto alla voce soffusa di Sekou, all’energia più frizzante e veloce di Joe in versione di mago del microfono rap. L’apice di calore della serata e massimo coinvolgimento è stata l’esecusione di una cover di Bob Marley in una versione meravigliosamente strumentale: Could you be loved. I musisti si sono dimostrati così piacevoli ed aperti verso il pubblico, che sono rimasti a lungo, alla fine del concerto, a chiacchierare in maniera rilassata con diverse persone del pubblico. Certo che in una situazione così scatta, magari, la banalizzazione ma davvero è stata ancora una volta una piccola-grande vittoria della musica, specialmente come arte condivisa e collettiva.

Pagina web Sito web http://joeandsekou.com/

 

 

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