I SOLI SONO SOLI

I Soli sono soli, sono stelle che brillano al centro delle loro piccole o grandi galassie, bruciano, sono energia, danno energia, consumano energia e poi si spengono, muoiono, diventano buchi neri e si risucchiano la loro galassia, che forse riesplode da un’altra parte e forse non si sa. Di certo nulla si crea nulla si distrugge e tutto è energia.

Queste sono più o meno tutte le conoscenze che mi rimangono di fisica e astronomia, imprecise, forse errate, non le ricontrollerò, perché quello che mi importa ora è usarle per una metafora: i Soli sono tutti estremamente soli.

Viviamo in una società ed in un’epoca di esseri umani soli, convinti di essere Soli, convinti di poter illuminare il proprio mondo, di valere più degli altri, piccoli insignificanti pianeti satelliti. Se non fosse che la vita non è possibile su nessun Sole, la vita nasce su quegli sfigatissimi pianeti satelliti e i Soli non servirebbero a nulla se non ci fossero i pianeti, ma a loro non importa, gli importa solo di splendere e di essere adorati.

E perché mai viviamo in un’epoca dominata dall’individualismo, in cui la condizione esistenziale primaria è la solitudine, che partorisce narcisisti? Perché in quest’epoca storica la competizione sta soppiantando la cooperazione in modo disadattivo e disfunzionale alla sopravvivenza del pianeta e del genere umano? 

Siamo in guerra, guardatevi intorno, è la guerra totale: tra sessi, generazioni, gruppi sociali, religioni, razze, tra vicini di casa, insegnanti e alunni, genitori e figli … è una guerra in cui la gente si ammazza, ma proprio tanta gente si ammazza. Forse questa è la quarta guerra mondiale ed è davvero globale questa volta, nessuno è escluso, nessuno salvato, nemmeno i bambini, buttati per rabbia dalla finestra, abbandonati in auto, uccisi per vendetta nelle separazioni.

E perché? Perché siamo tutti sempre più soli e ci azzanniamo a vicenda? Perché ci sono sempre più Soli che cercano di emergere ed accaparrarsi tutto ciò che possono a rischio di bruciarsi in pochi anni ed implodere con le loro galassie?

Per la ragione che scatena qualsiasi guerra dall’inizio del mondo: le risorse.

Non ci sono più risorse, non ci sono più risorse per tutti. Abbiamo avuto la nostra età dell’oro ed ora siamo in nel bel mezzo di una rovinosa decrescita, che è per definizione, costitutivamente, totalmente INFELICE.

Solo tre generazioni fa vivevamo in 10 in uno stanzone umido, senza riscaldamento, acqua corrente, senza cibo sufficiente a sfamarsi e io vorrei capire chi di noi sarebbe felice di rinunciare a tutto e tornare a vivere così e quanti di noi invece sarebbero disposti ad uccidere gli altri 9 per casa domotica, pc, tv, suv o semplicemente una stanza riscaldata e un bagno con l’acqua corrente e la vasca.

La decrescita è impoverimento ed è un processo infelice e frustrante che incattivisce le persone e le mette le une contro le altre. Piano, piano, dovremo rinunciare alle nostre comodità e ricchezze. Stiamo affittando e condividendo le auto perché non ci possiamo più permettere di possederla, usiamo molto di più i mezzi pubblici e rinunciamo a spostarci. Stiamo accontentandoci di case più piccole, meno riscaldate, risparmiamo acqua, rinunciamo a molti oggetti del tutto inutili di cui ci circondavamo ed anche a molti oggetti utili. Stiamo lavorando di più per guadagnare di meno con tutele sempre inferiori, daremo ai nostri figli molto meno di quello che ci hanno dato i nostri genitori e non perché siamo meno bravi, ma è così che ci sentiamo. 

Ci sentiamo imbrogliati perché la società a capitalismo avanzato continua disperatamente ad esasperarci per gonfiare i mercati, per indurre desideri a una popolazione che non ha soldi per acquistare e per farlo colpiscono l’anello più debole: i giovani, i nostri figli, che ci odiano perché non hanno l’iphone e l’ipad come i loro coetanei, che hanno genitori irrimediabilmente indebitati per stare dietro ai loro desideri indotti. 

Il vicino è il paragone, l’erba del vicino è sempre più verde, ma il conto in banca mica lo vedi, i creditori che bussano alla porta, le raccomandate, le notti in bianco cercando di capire dove andare a prendere dei soldi che semplicemente non ci sono più. 

Il vicino è il paragone e il nemico, quello che ti sta portando via le tue risorse, la tua auto, la tua casa, l’iphone di tuo figlio. E allora ti incazzi, scleri e forse lo ammazzi o lo lasci morire, in mare o all’angolo della strada, che non è poi così diverso.

Ecco io prima che qualcuno mi ammazzi, vorrei provare a dirvi che non è colpa mia, né del mio vicino, ma del fatto che nulla si crea, nulla si distrugge, le risorse non sono illimitate e prima o poi sapevamo che ci saremmo arrivati.

Fa male, ma mi sa proprio che quel prima o poi, è ora: vivere tutti insieme al di sopra delle nostre possibilità è stato bello, è stato divertente, ma non è più sostenibile e questa cosa fa incazzare anche me, ma bisogna farsene una ragione: fare finta che  sia diverso non serve a nessuno, se non a quelli che lo sapevano da mò e infatti stanno lì ad arraffarsi tutto quello che possono prima che sia troppo tardi, anziché governare una decrescita infelice, ma almeno umana, evitando che diventi un massacro.

In quest’analisi che potrà apparire forse esagerata e catastrofista, ho due buone notizie: che se riusciamo ad impoverirci abbastanza in fretta da smettere di sprecare risorse e inquinare il pianeta, semplicemente perché a ciascuno di noi costerebbe più di quanto possa guadagnare, cioè perché non ce lo possiamo più permettere, forse salveremo il pianeta ed anche il genere umano.

La seconda è che quando saremo finalmente tutti più poveri e finirà questa assurda individualistica corsa all’oro e al progresso inteso come acquisizione di beni sempre più nuovi, quando forse l’unico modo per avere un po’ di più sarà tornare a cooperare come nelle società preindustriali, saremo finalmente meno soli, ma so bene che questo è solo uno degli scenari, il più roseo.

Siamo tutti Soli molto soli in questo nostro mondo, in questa nostra epoca inquietante, in balia di previsioni catastrofiche, tutti egoisticamente presi a cercare di difendere le nostre poche sicurezze, perpetrando comportamenti suicidi che giustamente i nostri giovani ci contestano come assurdi. Ecco allora io penso che davvero avremmo bisogno, essendo esseri umani, quindi animali sociali, di ripensare all’ecologia come a qualcosa che non riguarda solo la natura, ma anche le relazioni. E’ urgente ripensare all’ecologia anche in senso relazionale.

Serve un’ecologia delle relazioni, anzitutto, del rispetto fra tutti gli esseri viventi, di un mondo in cui il forte ed il ricco non schiaccino più i più deboli, inteso come nord e sud del mondo, come impresa e capitale umano, come europeo ed immigrato, come uomo e donna, come vincente e caso umano. 

Credo che dovremmo davvero iniziare ad essere più giusti, gentili ed amorevoli gli uni con gli altri e poi con il nostro pianeta, con il quale tutti gli esseri viventi inclusi i nostri antenati, hanno sempre cercato di vivere in armonia. 

Forse ecologia è uno dei sinonimi di armonia. 

Riportare armonia in noi stessi, nelle nostre relazioni, famiglie, nei luoghi di lavoro, per le strade, fra i sessi e le generazioni e infine col pianeta, credo sia il nostro compito epocale, prendendoci cura gli uni degli altri smetteremo finalmente tutti di essere soli.


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