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Doppio. L’altro che abita in noi… 

“Tu ti ricordi del tuo doppio?

Lui deve tornare Dentro prima che tu possa andare Fuori”

-Twin Peaks, 25 anni dopo. 

doppio cooper

Il doppio è un tema antico. E’ una presenza amica e al contempo minacciosa. Ci accompagna. Ci visita. Ci invade. Sempre e da sempre.

I termini maschile e femminile accennano già in verità ad una doppiezza, una duplicità implicita – poiché in ognuna di queste parti è presente una parte dell’altro sesso…

Platone nel Simposio ci dice che gli esseri umani in origine furono tre sessi; e tutti doppi: maschile-maschile, femminile-femminile e maschile-femminile. Gli dèi, trovando queste unità troppo superbe, decisero di spezzarle separandole tutte nelle due metà che li costituivano. E questo sarebbe il motivo per cui da allora ognuno di noi va cercando la sua metà mancante. Tutto ciò viene inoltre affermato dando un bel calcione a tutta la pippa post-cristiana sull’omosessualità, saltandola  a piedi pari senza tanto tergiversare su una questione che nell’antica Grecia non pare che essere un dettaglio anatomico e del tutto secondario.

Carl Gustav Jung le chiama animus ed anima, le due parti che costituiscono l’Identità dell’essere umano. Uomo o donna che siano.

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde… solo alcuni degli esempi più noti in prosa. 

I fiori del male  di Charles Baudelaire nella poesia, esplora la divisione fra Bene e Male. Forse per la prima volta senza vergogna nell’epoca più moderna, a partire dal punto di vista del “male” e non il contrario, esaltandone la forza propulsiva e rivoluzionaria.

 O dolore, o dolore! Il Tempo mangia la vita

e l’oscuro Nemico che ci rode il cuore

cresce e si fortifica del sangue che perdiamo.

(Il Nemico)

Siamo scissi. Nella nostra interezza.

Volendo, perfino il dio cristiano è diviso in tre unità: Padre, Figlio e Spirito Santo. 

Ma tornando alle nostre laiche e forse anche pagane questioni, venticinque anni dopo o giù di lì David Lynch è tornato il 21 maggio in tv con il sequel di “Twin Peaks”. Attualmente, sono due le puntate andate in onda su Sky. Nessuno spoiler, grazie a dio (…) poiché le serie vanno in onda in contemporanea con gli Stati Uniti.

Qui è l’agente Cooper, Coop, che si sdoppia. Scompare e riappare in continuazione, in dimensioni e sembianze differenti. Nella sala rossa nei panni dell’agente Cooper che abbiamo conosciuto nella prima serie, nella realtà della cittadina di Twin Peaks nei panni irriconoscibili di un uomo che pare essere l’incarnazione stessa del Male, all’interno di una scatola in una forma ancora indefinita in un misterioso laboratorio a New York… 

“Tu ti ricordi del tuo doppio? Lui deve tornare Dentro prima che tu possa andare Fuori” Questa la frase emblematica che viene sussurrata all’orecchio dell’Agente Cooper. 

La non accettazione del dualismo dell’essere umano – che invece ci contraddistingue dalla notte dei tempi – in un certo senso portata all’eccesso attraverso l’abuso della parola bipolare e di una comoda e preconfezionata diagnosi sempre pronta all’uso di bipolarismo, sembrano caratterizzare una scissione più netta e pericolosa, per sé e per l’altro, nell’essere umano contemporaneo.  Una non accettazione di sé e della propria complessità, in un mondo dove tutto tende ad essere semplificato per un eccesso generalizzato di pigrizia, velocità, superficialità. Questa semplificazione, questa forzatura ad un’univocità che non ci appartiene e non ci è mai appartenuta, probabilmente è ciò che invece ci sta trascinando verso la follia. Per essere in pace con noi stessi, con la nostra meravigliosa complessità, non possiamo che essere molteplici. Citando il poeta Walt Whitman: “Mi contraddico? certo che mi contraddico! Sono ampio, contengo moltitudini…”

(Sempre a proposito di doppio, pare vi sia la possibilità che possa apparire nella serie un postumo David Bowie. Il nostro doppio alle volte ci potrebbe accompagnare addirittura oltre la nostra stessa morte…)

 Che dio ti benedica, pensi davvero di avere il controllo?  

Penso che allora tu sia pazzo almeno quanto me. (Crazy, Gnarls Barkley)

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