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C’ERA UNA VOLTA IL BIO

Che cosa significa “biologico”?

Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).
Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.
Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente.

Fonte: Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (http://www.aiab.it)

In pratica l’agricoltura biologica o organica utilizza fondamentalmente le tecniche che si usavano prima degli anni ’70 e cioè prima che prendesse largamente piede l’utilizzo dei pesticidi per evitare, non solo residui sul prodotto finito, ma sopratutto per evitare di inquinare il terreno, l’acqua e l’aria.

Quanto biologico si produce in Italia?

Secondo i dati di Coldiretti nel 2016 sono aumentati del 21 per cento gli acquisti di prodotti biologici in Italia per un valore al consumo stimato in circa 2,5 miliardi di euro su base annuale. La crescita dei consumi bio – sottolinea la Coldiretti – dura ininterrotta da oltre un decennio ma nel 2015 le superfici coltivate con metodo biologico in Italia hanno raggiunto la quota record di 1,5 milioni di ettari, il 12% della Sau nazionale (superficie agricola utilizzata).

Oltre alla crescita del dettaglio tradizionale c’è il boom delle vendite dirette dei produttori agricoli come la rete delle fattorie e dei mercati degli agricoltori, ma vola anche l’e-commerce che, secondo un’analisi Coldiretti su dati Biobank, è cresciuto del 71 per cento nel giro degli ultimi cinque anni, mentre nello stesso periodo sono aumentate del 69 per cento le attività di ristorazione bio.

Aumentano pure i negozi specializzati di alimenti bio (+15 per cento), gli spacci per la vendita diretta presso le aziende agricole biologiche (+14 per cento), gli agriturismi aperti da coltivatori bio (+13 per cento), le mense scolastiche che utilizzano materie prime biologiche (+12 per cento).

E’ evidente che come ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo “la crescita rapida dei consumi pone l’esigenza di rafforzare il sistema dei controlli con particolare attenzione ai falsi prodotti biologici importati dall’estero come dimostrano i numerosi casi di frode scoperti dalle forze dell’ordine”.

Fonte: http://www.coldiretti.it

Personalmente credo che la scelta migliore, dove possibile, sia il cosiddetto “kilometri 0” cioè quella rete di produttori locali che possono fornire prodotti freschi in poco tempo, evitando lunghi viaggi, purché però siano certificati biologici e non improvvisati.

Oggi in tutti i supermercati si possono trovare linee biologiche e proprio questa diffusione di massa crea non poche perplessità sulla reale salubrità dei prodotti.

Io sono abbastanza scettica sulla qualità del biologico nella grande distribuzione e per questo mi sento decisamente più tranquilla comprando prodotti, freschi o confezionati, da aziende medio piccole, più facili da poter verificare e conoscere di persona non solo andando direttamente a visitare ma anche in occasione delle numerose fiere di settore a cui solitamente queste aziende partecipano per pubblicizzare le loro produzioni.

Già da alcuni anni faccio la spesa comprando frutta e verdura, ma anche pane e altri prodotti (legumi, marmellate, tisane, pasta, riso ecc) in un negozio biologico presente ormai da qualche anno a Trento: la Biocesta del Gusto.

Mi piace perché si respira un’aria accogliente e genuina già appena entrati: la frutta e la verdura sono di stagione, la maggior parte di provenienza locale eccezion fatta per alcune cose che provengono dal centro-sud Italia e dall’estero la frutta esotica (come banane, mango avocado ecc), ma sempre rigorosamente bio, e inoltre si trovano molti prodotti sfusi come la frutta secca e i legumi.

Si può acquistare al dettaglio oppure acquistare la cassetta di frutta e verdura di stagione mista, disponibile in due misure: la biocesta appunto.

biocesta 3
Biocesta del Gusto – Trento

Mi incontro con la titolare, Giulia de Gramatica, per farmi raccontare come è nato questo progetto.

Giulia mi racconta che i suoi nonni hanno iniziato questo percorso fondando la prima azienda agricola biologica del Trentino, Il maso del Gusto a Nave San Rocco, negli anni ottanta quindi in un periodo in cui essere certificati bio era tutt’altro che usuale.

Lei e la sua famiglia sono cresciuti immersi in questo mondo e tra il 2012 e il 2013, finita l’università, lei e il suo compagno Leonardo Bonamini hanno deciso di creare una propria attività basata sulla stessa filosofia.

Iniziano vendendo una cassetta di prodotti freschi prenotabile e ritirabile a San Michele all’Adige, ma solo un giorno a settimana, il venerdì.

Visto l’interesse per questa iniziativa decidono di portare anche un punto vendita di “bioceste” a Trento, aprendo via via sempre più giorni fino a diventare un negozio aperto regolarmente e perlopiù in orario continuato.

Oggi sono presenti con tre negozi in città.

Innanzitutto chiedo a Giulia come si può controllare la veridicità della produzione bio, cosa che viene sempre messa in dubbio dai più scettici.

I controlli sulla produzione ci sono. Nella fase produttiva si analizza il terreno per verificare la presenza o meno di sostanze inquinanti e in base ai risultati, se tutto risulta a norma, viene rilasciata la certificazione di prodotto biologico, mentre nei negozi si controlla che tutti i prodotti in vendita abbiano le carte in regola. Ovviamente i furbi possono esserci in tutti i settori ma per quanto riguarda i nostri fornitori conosciamo di persona la maggior parte, sopratutto quelli del Trentino e del Veneto, e quindi siamo sicuri che queste aziende credono nella filosofia del biologico, perché si vede.”

La filosofia dei nostri negozi è inoltre dare al consumatore finale un prodotto fresco e di stagione, cosa che nella grande distribuzione non si trova più, perché siamo abituati ad avere quasi tutto per tutto l’anno. Ci teniamo a recuperare anche le varietà di verdure antiche e di erbe spontanee, che fino ad alcuni anni fa erano molto apprezzate in cucina ma che oggi sono scomparse dagli scaffali dei supermercati dove i prodotti devono essere conservati più a lungo possibile. Per noi è esattamente il contrario: riceviamo ogni giorno merce fresca e questi prodotti sono deperibili molto velocemente quindi dobbiamo stare attenti a comprare il giusto quantitativo da poter vendere, per questo a fine giornata molto spesso i nostri scaffali sono vuoti.”

Vista la giovane età dei titolari io immagino che deve essere difficile la gestione di più punti vendita, ma forse se si hanno le idee chiare come loro non è così.

In realtà fin dall’inizio avevamo calcolato che sarebbero stati necessari più punti vendita per poter ordinare la giusta quantità di prodotti freschi da smerciare ogni giorno, per fare in modo di non avere merce in avanzo e contemporaneamente poter ordinare ai fornitori ogni giorno in modo da avere prodotti sempre freschi da vendere. Siamo andati per gradi avviando un negozio alla volta, con cura, e i clienti hanno sempre risposto positivamente quindi siamo via via cresciuti. I nostri prodotti sono reperibili in tre punti diversi della città, riusciamo ad avere merce in arrivo ogni giorno e quindi siamo ampiamente soddisfatti.”

Io personalmente ho apprezzato molto anche l’inserimento più recente di altri articoli confezionati che prima dovevo andare a comprare in altri supermercati, cosa che non amo fare.

Quando siamo partiti abbiamo da subito inserito anche la vendita di pane, sempre biologico, per dare al cliente la possibilità di acquistare tutti i prodotti di prima necessità da noi. Poi le uova fresche per le quali abbiamo dovuto mettere un tetto massimo a testa altrimenti finivano subito, il latte e i formaggi per i quali collaboriamo con piccole realtà trentine, e poi via via, pasta, riso, latti vegetali e altri prodotti.”

Da poco abbiamo organizzato anche dei corsi di cucina vegetariana per insegnare a cucinare sopratutto con le verdure di stagione e i posti disponibili si sono esauriti in poco tempo. In realtà da sempre consigliamo i clienti su come poter utilizzare i vari tipi di verdura, è un servizio in più che si può trovare solo in un piccolo negozio come il nostro e che di solito apprezzano e richiedono. Per esempio si pensa sempre che in inverno ci siano poche varietà di verdure, ma non è così, è semplicemente andata persa l’abitudine di mangiare alcuni cibi che ci piace recuperare perché molto importanti per il nostro territorio oltre che per la nostra salute.”

Al termine della chiacchierata con Giulia sono sbalordita sopratutto della fermezza e dalla decisione che traspaiono mentre racconta la sua storia, vista sopratutto la sua giovane età.

Io sono del 1987 e mi sono diplomata all’Accademia di Belle Arti mentre Leonardo è del 1986 ed è laureato in Economia e Commercio. Quando ci siamo conosciuti abbiamo capito che entrambi volevamo lavorare ad un progetto nostro, ad una nostra attività. Abbiamo dapprima lavorato entrambi per aziende del settore biologico per capire come funzionasse il mercato e poi abbiamo iniziato la nostra impresa che finora è andata molto bene ed è anche attualmente in costante crescita.

Ci svegliamo prestissimo al mattino e partiamo, ognuno ha il proprio ruolo in azienda e siamo operativi tutto il giorno, è una vita impegnativa ma è quello che desideravamo e siamo felici.”

Se non ci siete ancora stati io consiglio vivamente di passare alla Biocesta del Gusto oppure di prenotare la vostra biocesta sul loro sito internet http://www.biocestadelgusto.it/ e non ve ne pentirete.

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