#RifiutiSpeciali · al sicuro · bambini-children · Estate/Summer · famiglia · figli · mother · self portraits-ritratti del sè · separat* e contenti(?)-split up & happy (?) · separata con figli · Single parents

1981 ovvero breve storia di piccola m.other e grande brother

Qualche settimana fa mentre ero in ufficio, in una pausa tra un colloquio e l’altro, mi sono lasciata andare ai miei voli pindarici da 3,5 secondi e osservando il sole splendere fuori ho tirato un sospiro di sollievo pensando “ che bello, sta arrivando l’estate…”. Mi sono sentita attraversare da un brivido felino lungo tutta la schiena , ho sentito il sole penetrare nelle mie ossa, ho avvertito il profumo di una tiella di riso patate e cozze appena raccolte nel mar Piccolo fino al momento in cui il mio cervello, con evidente autolesionismo misto a impeto di salvezza, mi ha proposto un volantino random visto chissà dove per strada in cui campeggiava (è proprio il caso di dirlo) la scritta

SCADENZA ISCRIZIONI COLONIE ESTIVE 30 APRILE

Cazzo.

Quindi, abbandonando immediatamente i miei brevi sogni, ho contestualizzato di avere 6 giorni di tempo per

A andare al patronato e fare l’icef per usufruire dei buoni servizio (se non siete genitori, l’argomento è lungo e poco interessante)

B scegliere la colonia estiva

C andare presso la colonia estiva e fare il progetto per Alfa e Beta

D recarmi presso l’inferno umano (di sole mamme) degli uffici preposti all’utilizzo dei buoni servizio

E ultimo ma fondamentale, pianificare le mie ferie e quelle (separate) del grande fother , per sottrazione, far emergere le settimane di colonia di Alfa e Beta.

sticazzi

Considerando che lavoro mattina e pomeriggio, che la comunicazione tra me e il grande fother si svolge per lo più attraverso sms, che sto traslocando, acquistando mobili e tessendo relazioni con idraulici e elettricisti come mai fatto nella mia vita, 6 giorni sono il nulla. Il niente. Lo zero.

Decido quindi di aggiungere ai già concreti limiti temporali, una nuova riflessione:

colonie di coppia o colonie separate. Cioè Alfa deve piangersi il fratello? Oppure merita di stare in pace almeno durante le attività ludiche estive?

mmm vediamo…faccio un breafing serale in stile autonomia del fanciullo e convoco i miei bambini:

Allora ragazzi quest’anno andrete tutti e due in colonia.

Cosa ne pensate di andare insieme?

Alfa accusa il colpo e con sguardo supplichevole mi dice

no ti prego, non puoi farmi questo mamma

Beta che non ha capito forse la domanda ma solo la proposta di stare con la sua Alfa, mi guarda con sguardo entusiasta e mi dice

Cot’è coonja mamma?

Quindi?

Quindi ho un nuovo tema notturno da sviscerare.

Rispetto Alfa che non vede l’ora di rivedere le sue amiche e farsi strada sicura tra la mischia di minori sudati e finalmente staccarsi da Beta o la educo alla cura del fratello più piccolo?

Improvvisamente torno al 1981, quando avevo 5 anni e il mio big brother 8.

Lo adoravo. Vivevo per giocare con lui. Ero fiera di avere un fratello più grande che come un cavaliere dello zodiaco mi difendeva a spada tratta dalle difficoltà di una già difficile donna di 5 anni.

Certo, lui non mi sopportava, non vedeva l’ora di staccarsi da me. Ma io lo so. Era tutta una messa in scena tipicamente pre- adolescenziale.

Quando andavamo giù (giù = cortile), nonostante le raccomandazioni di big m.other “stai attento a tua sorella”, mi consegnava in men che non si dica alle mie amiche; se decidevo di andare sui pattini, lui prendeva la bicicletta, se disegnavo la campana, lui chiamava gli amici per il nascondino; se proponevo una partita a pallavolo, lui sicuramente optava per il calcetto.

Quando ci incrociavamo io dicevo a tutte le mie amiche innamorate di lui “quello è mio fratello” con orgoglio e fierezza. Lui a volte faceva finta di non vedermi, non mi salutava o se proprio era costretto a farlo, alzava giusto il mento ma io lo so, era quel sottile gioco tra le parti che vuole il grande snobbare e maltrattare il più piccolo; chi non ha subito questo trattamento?

Lo guardavo e lo trovavo il brother più bello del mondo; una volta ci stavamo pettinando e gli ho detto “quanto sei bello tu. E io?”. Lui mi ha guardata e dopo una interminabile pausa di suspance, mi ha detto “nzomma” (=insomma) e io ci sono rimasta malissimo ma sapevo che in cuor suo mi vedeva bellissima e che giocavamo ai fratelli che si odiano.

E poi vogliamo parlare delle gite in macchina? Che bello giocare sui sedili della nostra renault 4 rossa, mangiare panzerotti e gridare nomi cose e città, aspettare papà che prendeva i pasticcini della domenica e fare finta di essere sul taxi, mangiare il gelato e quando lo finiva (era bravissimo e velossissimo) mi guardava con quegli occhioni bastardi e mi diceva “mi dai il tuo?” E io che non sapevo dirgli di no gli cedevo il mio cono monogusto per circa 15 anni al limone; come papà .

Ero così felice di essere la sua sorellina che mi piaceva persino giocare all’uomo tigre e quando lui faceva il volo dell’angelo rischiando di fratturarmi un’anca, io ero felice di sopportare il dolore come Mister Chi.

E quando fingeva di essere morto? Io correvo dalla big m.other urlando” vieni mamma grande brother sta male!”. E invece quando lo facevo io mi passava sopra dicendomi “si vede che stai respirando” e io mi allenavo per imparare a stare 5 secondi senza muovere la pancia nella speranza di ingannarlo e sentirlo disperarsi per me.

Ma nonostante queste dolci angherie, c’era un momento in cui questo suo modo un po’ così si scioglieva in un atto d’amore colossale.

Quando giù qualcuno mi faceva piangere.

Nella frazione di secondo in cui le mie lacrime scendevano dal mio occhio sinistro e toccavano l’asfalto, quel micro splash scuoteva la terra in una vibrazione che arrivava da lui in qualsiasi posto fosse mentre stava per calciare il rigore del campionato scala A contro scala C. E così la co.la.sider.ta (cooperativa lavoratori siderurgici Taranto, ossia casa nostra) si trasformava in un Colosseo e lui nel mio gladiatore. Lo vedevo arrivare da lontano e no, non ce n’era per nessuno signori. Mi diceva semplicemente “chi è stato?” e io dovevo solo indicare con il dito il nemico. E povero lui! Il resto non ve lo racconto. Di solito finiva in una riunione tra mamme sul ballatoio di casa in cui eravamo costretti a chiederci tutti scusa.

Riapro gli occhi e torno al 2017. Grande brother quanto ti ho amato e tu quanto mi hai protetta. E quanto ci piace oggi ricordare le nostre avventure color seppia.

Ho deciso. Alfa e Beta insieme. Stessa colonia. Gruppi diversi. Ma sarete lì. A vedervela con i vostri nemici amici, a creare nuove avventure , ad odiarvi e proteggervi finche scuola non vi separi.

E poi vuoi mettere la comodità di lasciarli tutti e due nello stesso posto?

brotherandsister

One thought on “1981 ovvero breve storia di piccola m.other e grande brother

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...