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Cerco casa disperatamente

Cerco casa disperatamente… da una vita.
“Dove andiamo? Sempre a casa.” è la frase che mi ripeto da sempre, che ho scritto in mille forme su ogni tipo di supporto.
E ora che sono adulta, pur avendo un sacco di case, continuo a traslocare, abitando a pagamento quelle altrui, in un posto in cui non vorrei vivere, mentre le mie, quelle in cui risiedono pezzetti sparsi della mia anima, ma in cui non mi sono mai sentita del tutto a casa, sono destinate ad essere vendute. Destino nomade di un’anima errante con cui la vita cerca di portarmi ad una consapevolezza difficile.
Sogno da sempre una piccola casa nel bosco vicina alla mai adorata città, ma a volte penso che forse non la voglio una casa mia: perché le cose che possiedi alla fine ti posseggono e sottraggono libertà, perché vincolarsi a un luogo toglie la magia del viaggio e se questa vita è un lungo viaggio vorrei vivere più posti possibile.
Ma vivere è anche radicarsi, costruire relazioni, amicizie, amori, crescere figli che hanno bisogno di stabilità e di casa. La mia non soluzione è vivere errante di casa in casa, fra tre regioni d’Italia, in città, campagna e montagna, stordendomi in chilometri di autostrada, facendo il mio lavoro in modi e posti diversi, con lunghi periodi di pausa.
Un amico mi ha suggerito che forse non mi serve una casa, ma un camper o una casa mobile, idea geniale che mi consentirebbe in effetti di non dover fare valige ogni settimana e traslochi ogni due o tre anni, ma non risolve certo il problema: l’ambivalenza di questa ricerca di stabilità e insieme di libertà, che da sempre caratterizza tutta la mia vita e le mie relazioni affettive.
Come posso impegnarmi in un qualunque progetto, se non so nemmeno dove sarò domani? Eppure non posso saperlo, né chi, né dove sarò: le uniche cose che mi permettono di sopravvivere, in questa vita in cui di certo ho trovato solo il dubbio e il cambiamento, sono la valigia ai piedi del letto e l’auto parcheggiata sotto casa o in mancanza di possibilità di partire davvero, delle buone scarpe da passeggiata e uno zaino, per prendere e andare appena ne sento l’urgenza.
I viaggi a piedi mi hanno insegnato 2 grandi verità: che da dove sei arrivato con le tue sole forze, sei sicuro di poter tornare e che infondo tutto ciò che ti serve per vivere lo puoi portare sulle spalle. Così casa può essere anche una tenda o un telo, ma la cosa più bella di tutte è addormentarsi in un sacco a pelo contando le stelle cadenti, allora casa è il mondo, l’universo, casa è sentirsi al sicuro esattamente lì dove sei, nel momento presente.
Così, cercando dove sentirmi al sicuro, tante volte ho creduto di aver trovato casa nell’abbraccio di chi mi amava, ma come tutti ho amato e perduto e anche gli abbracci più sicuri non reggono alla caducità della vita, perché forse infondo la vera casa, se anche fosse un luogo, non è qui in questa nostra vita mutevole e finita: qui siamo tutti ospiti e stranieri in cerca di casa.
Oggi però forse sono quasi arrivata a casa, o almeno ho intuito dove si trovi: casa è il luogo da dove parte la mia capacità di continuare ad abbracciare ed amare, nell’eterno divenire di perdite ed incontri, di pieni e di vuoti, di solitudini e fusioni, di morti e rinascite.
Casa è un luogo dell’anima, al centro di me stessa, la fonte dell’energia e dell’amore, connessa con quella dell’universo, che raggiungo quando riesco ad acquietare la paura e il pensiero. E’ un luogo lussureggiante e luminoso, meravigliosamente tranquillo, in cui mi posso sempre sentire al sicuro in ogni condizione esterna e dove ho le risposte a tutte le domande senza bisogno di interrogarmi, dove sono pienamente me stessa e totalmente libera.
Casa è il paradiso, stracolmo di amore e sicurezza che ognuno di noi ha dentro di sé, basta saperlo raggiungere stando perfettamente immobili.
Ora forse, dopo tutto questo girovagare, non certo a vuoto, ho trovato la chiave e il fine dell’esistenza: essere casa a se stessi e farsi casa per chi ha bisogno di un riparo temporaneo dove sentirsi al sicuro e trovare la sua via di casa.
Da qui, dal mio paradiso interiore, in cui cercherò di radicarmi e da cui irradierò energia d’amore attorno a me, riuscirò a manifestare il luogo fisico della mia casa in questo mondo e in questa vita, un posto bellissimo, in cui sentirmi finalmente a casa come in me stessa, per poter smettere di fuggire inquieta.
Forse è da trovare, forse da costruire pietra su pietra, da sola o in tanti… chissà! Prima o poi arriverà come per magia al momento giusto, ne sono certa. Voi, siete tutti invitati fin d’ora: per ciascuno ci saranno ascolto, abbracci, mangiarini, tisane e a mali estremi… qualcosa di forte, che quando ce vò, ce vò

 

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