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Cronaca di un concerto: #MsLaurynHill

Ci sono emozioni talmente ricche che possiamo solo provare a descrivere con le parole, ci sono avventure che nascono quasi per caso e dove tutto fila liscio-liscio. Ci sono. E posso dire dal cuore per fortuna e meno male – considerato il mio tasso di cinismo medio – cose che proprio non ti aspetti. Questo è il preambolo per descrivere com’è andata il 20 luglio al Lucca Summer Festival al cospetto di Ms. Lauryn Hill e della sua grandiosa band.

E’ esattamente così che mi sono sentita: al cospetto di una donna eccezionale, straordinaria, di una vera Regina.

Attenzione, non stiamo parlando di puntualità, visto che lo hanno sottolineato su tutta la stampa online e non, e sì lo confermo è vero, si è fatta attendere un’ora e 45 minuti, peraltro colmati egregiamente da un dj giamaicano. Non sto parlando di bel o buon carattere, non sto parlando di cose semplici da spiegare. Solo nel vedere gli strumenti sul palco; già si capisce all’entrata che si tratta di un clan di musicisti e strumentisti imponente  “12 elementi, 3 fiati, 2 tastiere, 3 coriste, 2 chitarre, basso e batteria” E’ ancora più che chiaro che qualcosa di straordinario succederà qui questa sera.

Stiamo parlando di un talento che lascia stesi al tappeto, di un’artista e poli-strumentista a tutto tondo che non solo canta e suona contemporaneamente, ma dirige nervosamente e ininterrottamente i suoi musicisti con intransigenza per tutta la durata della serata. Stiamo parlando di una donna che nel corso della sua performance attraversa numerosi generi musicali: rap, doo-wop, hip-hop, soul, reggae, neo-soul, R&B… e potrei averne dimenticato qualcuno.  Di una donna che si capisce bene, soprattutto nella prima parte del concerto, pretende dagli altri quello che pretende da se stessa. Inaspettatamente poi arriva “Love is stronger than pride” di Sade e non ci posso credere: l’emozione arriva dritta al cuore iniziando a farmi “sanguinare” dagli occhi.

Dopo questa prima parte Lauryn Hill lascia la chitarra, si toglie le scarpe ed inizia un’altra fase del concerto. Lei si fa più libera, più distesa, fa esplodere tutta la sua energia nei suoi cavalli di battaglia per approdare a diversi brani di Bob Marley.

Ha molte sfumature questa Regina e molte a tratti le si leggono nelle espressioni del viso sul megaschermo: sofferenza, inquietudine, passione. Mi vengono in mente stralci delle notizie lette, mi viene in mente che questo talento spaventoso che si affaccia al successo planetario giovanissimo con i Fugees e qualche anno dopo nel 1998 esce con il pluripremiato ed acclamatissimo album “The Miseducation of Lauryn Hill”. E’ evidente che Lauryn non è una di quelle persone che amano le scelte facili. Nel 2002 pubblica “Mtv Unplugged”, tutt’ora una roba quasi da intenditori, sicuramente non pubblicata per accontentare tutti.

Successivamente brevi tour, molte date cancellate, campagne di boicottaggio, dichiarazioni vere o presunte legate allo show biz ed alla libertà di espressione che non hanno di certo contribuito ad incrementare la sua popolarità in certi ambienti. E tre mesi passati in carcere per scontare una pena legata al reato di evasione fiscale ( Lauryn fu rilasciata alcuni giorni prima dello scadere della pena per una serie di fattori, fra cui la buona condotta n.d.r.).

Passionale, complessa, densa di contenuti e di talento, a tratti più sgombra mentre canta e balla. Canta infine Nina Simone e la sua voce mi riempie, mi fa pensare ad una donna vera, madre di 5 figli, moglie di Rohan Marley (uno dei numerosi figli di Bob Marley, n.d.r.) – “anche se sembra che dal 2004 si siano separati”.

A come “diffonda il verbo” attraverso alcuni testi come War, che non hanno mai smesso di essere attuali. Mi fa riflettere su quanta ricerca si celi dentro al percorso musicale e personale di questa donna, di quanta fatica, entusiasmo, gioia, delusione, scivolate come quella della più volte annunciata reunion dei Fugees, un progetto mai decollato e stroncato dalla critica a priori. Mi fa riflettere ancora una volta sul come anche chi ha un talento straordinario sia costretto a superare momenti difficili e di sconfitta ed a rimettersi in piedi. In definitiva di quanto a volte gestire se stessi può diventare difficile, per noi esseri umani.

Alla fine di questo concerto Ms. Lauryn Hill scappa via senza nemmeno presentare la sua band, ed a me sembra di aver vissuto un intero viaggio mano nella mano con questa creatura regale, libera e selvaggia.

Per riascoltare il live di Ms Lauryn Hill CLICCA QUI 

http://www.radio2.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-fed42e76-c42a-48c9-bde8-66b70c96ca0a.html#

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