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Ragazze – Nelle lande scoperchiate del fuori di Lella Costa

Italian/English

 written by Isa  & Macci  –  Solstizio d’Estate 2012 nella borgata di Mezzacorona

Scena e videografica di Paolo Bazzani – Costumi di Antonio Marras – Musiche di Stefano Bollani – Luci di Marco Elia – Regia di Giorgio Gallione

In una scenografia minimale, Lella Costa ci racconta un’altra storia di donne, ed è anche una storia d’amore. Lo spettacolo si  muove  sul mito di Euridice ed Orfeo, poema epico e mitologico raccontato da Ovidio nelle “Metamorfosi”, che si aggiorna con citazioni dai poeti di Ottocento e Novecento,  discostandosi così dalla versione classica verso un collegamento alla contemporaneità.

Orfeo ci viene proposto non solo come la figura del mito, ma come un uomo: geniale ed egoista, narciso, egocentrico, orgoglioso, musicista “dedito al canto”, e anche un eroe. Quasi pedante nella sua “ossessione” per Euridice e nel voler compiere l’impresa di riportarla alla vita: nessuno mai prima di lui aveva anche solo tentato di realizzarla. Ed è proprio qui che emerge la riflessione sul legame fra uomo ed attrazione – verso la donna e verso “l’ impresa”.  L’ amore per la sfida. Lo stesso uomo che, ad un passo dal portare a termine il “miracolo”, inaspettatamente, inspiegabilmente, assurdamente, si volta verso Euridice, perdendo così l’ amore della sua vita.

Euridice. La tradizione letteraria, fino al ’900, la confina in una figura che di questa storia sembra essere solo la “vittima”. Invece Lella Costa, citando Rilke e Calvino, ci apre un Universo: quello femminile fatto di amore, ma anche di libertà, di donne attraverso i secoli protagoniste – o testimoni – di vessazioni quotidiane, ma anche di gesti eroici …

“come una che sfugge alla rassicurante protezione degli uomini, la viaggiatrice che va verso l’ignoto. Il suo andare incerto ma inesorabile, il suo mettersi in gioco e voler capire è quello di tutte le donne.”

Citando “le vie dei Canti” di Bruce Chatwin, Lella Costa dichiara:

” io canto le ragazze perchè cantarle è forse l’ unico modo per dare loro la dignità che meritano, per consegnarle alla storia come credono.”

Questo spettacolo può suscitare sentimenti controversi, sia legati al fatto di accettare la visione cinica e un po’ cruda dell’ uomo che viene proposta, sia legati al fatto che suggerisce di aprire dentro di sè un’ analisi sulle scelte che una donna è veramente libera di compiere.

 “Il mondo sarebbe diverso e direi anche migliore se le donne avessero potuto dire la loro. 

Perchè le donne, a differenza degli uomini, sono abituate a guardare fuori di sè,

a non essere concentrate solo su se stesse.

Perchè la differenza è che noi donne vogliamo il potere. Non per noi. Ma per tutti.”

In a minimalist scenery, Lella Costa tells us another woman’s story, and it is also a love story.  The show moves onto the myth of Eurydice and Orpheus, epic and mythological poem written by Ovid in the “Metamorphosis”, which revises itself with quotations by poets from the nineteenth and twentieth century diverting itself from the classical version towards contemporaneity.

Orpheus is introduced not only as a myth, but as a man too: a genius and an egoist, narcissus, egocentric, prideful, musician “devoted to singing”. And also a hero. Almost pedantic in his obsession for Eurydice and in his willing to achieve the feat of bringing her back to life: no one before him ever even attempted to try. And it’s exactly here that emerges the thought of the nexus between man and attraction – towards the woman and towards the deed. The love for challenge.  Is the same man who, so close to complete “the miracle”, abruptly, inexplicably, absurdly, turns towards Eurydice loosing the love of his life.

Eurydice. Literary tradition confined her into a figure which seemed to be only “the victim” until the end of the nineteenth century. Lella Costa instead, quoting Rilke and Italo Calvino, opens up an universe. The female universe. Made of love yes, but also of freedom, of women main protagonist or merely witness  throughout the centuries of daily oppression and  heroic performances…

“…like one of them, who runs away from the reassuring protection of men, the traveler who goes off to the unknown. Her going, uncertain but relentless, and her getting involved wanting to understand are the  features of every woman.”

Quoting again, this time Bruce Chatwin’s ” The Songlines” (1987), Lella Costa declairs now:

” I sing the girls because to sing them is maybe the only way to give them the dignity they deserve,  to reconsign them to history in the same way as they would wish.”

This show may generate controversial feelings related to the acceptance of a cynical and slightly raw vision of the man suggested and to the fact that this work proposes to the audience to elaborate an inner analysis about the choices a woman is actually free to accomplish.

” The world would be different and even better I would say, if women had been given the chance to express their opinion.

Because women, unlike men, are accustomed to look outside themselves,

not to be concerned exclusively with themselves.

Because the difference is women want power.

Not for ourselves. For everybody.”

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