SFONDO LO SFONDO

Sfondo lo sfondo, sollevo il velo, la finzione, l’ipocrisia, la comodità, il quieto vivere, dietro a cui si consumano tragedie, marciscono vite e coscienze, si nascondono montagne di ingiustizia, umiliazione e dolore.

Sullo sfondo il mare, immenso, eterno, sotto il sole abbacinante di luglio, due sorelline abbronzate con gli stessi boccoli castani arricciati dalla salsedine che giocano sulla riva, una mamma bella, giovane, magra, abbronzata, che le osserva dal lettino, poco più in là.

Un quadretto felice di mezza estate, se non fosse che quella mamma ha lo sguardo triste, quasi spento, ma con un guizzo di rabbia sul fondo, lo stesso sguardo dei cani maltrattati, solo che gli animali che sono stati maltrattati riusciamo a guardarli negli occhi, le donne molto meno.

Sfondo lo sfondo del quadretto felice di mezza estate, la madre è seduta su quel lettino accanto ad un’altra madre appena conosciuta e le vomita la sua storia, una storia simile a tante altre, in cui si incontra troppo giovani una persona tossica, non la si riconosce come pericolosa, ci si innamora,  si condivide una quotidianità ogni giorno più tossica, in cui piano piano il rispetto viene meno ed aumentano le critiche, le umiliazioni, le pretese, i rimproveri, le scenate, i ricatti, le minacce. 

Quella giovane donna si ritrova in un corpo non suo, sottoposto a molteplici operazioni di chirurgia plastica, pretese dal compagno per il quale non era mai abbastanza bella, dice di essere stata sottoposta a pratiche che l’hanno fatta sentire trattata come una puttana ed ora che cerca di liberarsi da tutto questo, pur intrappolata in quel corpo, in quei ricordi, riceve telefonate, appostamenti sotto casa,  minacce, botte, da parte di un uomo che considera lei e le figlie una proprietà che non può essergli sottratta, su cui ha diritto di vita e di morte.

Non capite perché arrivare a quel punto? Perché non sottrarsi prima? Sono felice per voi che non capiate, che non abbiate mai sperimentato una situazione tossica, ma non vi permetto di dare la colpa a quella donna. Né a qualunque donna, che in condizione di inferiorità oggettiva, fisica ed economica, disorientata, spaventata, andando a dormire ogni sera accanto al suo nemico, che le ha progressivamente sottratto ogni forza e dignità, che l’ha destabilizzata, isolata, convinta di non valere nulla, abbia avuto bisogno di anni per trovare il coraggio di sfondare lo sfondo, strappare il velo ipocrita, la cartolina da mulino bianco che la società le imponeva per buona pace di tutti. 

Era comodo prima non guardarla negli occhi, non sentire le urla, non vedere i lividi e le lacrime, è comodo ora darle la colpa per non essersi ribellata e sottratta, o addirittura per aver scelto l’uomo sbagliato. E’ comodo mantenere quello sfondo, nel teatro della normalità, comodo per tutti ed è questo che tutti chiedono alle donne che si trovano in condizione di maltrattamento.

Prima o poi, lo sfondo del siparietto si squarcia, in un modo o nell’altro.

Quando il tuo compagno diventa il nemico, puoi provare a sistemare le cose, ad essere paziente e comprensiva, ad andargli sempre più incontro, mentre lui diventa sempre più esigente e prepotente, ma prima o poi sarà troppo e si arriverà alla “tragedia incomprensibile”, perché “era una così bella famiglia”, poco importa se sarà un omicidio o un suicidio a stracciare lo sfondo.

Oppure ti puoi ribellare e trovare la forza ed il coraggio di stracciarlo tu lo sfondo, rinunciare per l’ennesima volta alla tua dignità, accettando lo status di donna maltrattata, grazie al quale forse le istituzioni ti forniranno un aiuto nell’emergenza, spesso semplicemente di facciata. 

Se sei fortunata famiglia, amici, magari un nuovo compagno, ti sorreggeranno nel sopportare il calvario di una vita di persecuzioni, fisiche, economiche, giudiziarie, agite in ogni modo anche attraverso i tuoi figli, portati talvolta a rifiutarti e addirittura denunciarti, portati via per vendetta.

Se sei fortunata, non morirai, perché lui sa che il suo gioco perverso potrà continuare “finchè morte non ci separi”, ma non ti permetterà mai di vivere serena. Pagherai a vita la tua scelta sbagliata, che non è stata quella di separarti e sottrarre te ed i tuoi figli dalla violenza, ma quella di averlo amato, l’uomo sbagliato.

Sfondo lo sfondo del perbenismo: non permettetevi mai più di pensare che siano le donne a essere sbagliate, pazze, a fare le vittime e pretendere soldi da poveri mariti abbandonati.

Noi donne vorremmo solo che la società fosse capace di crescere uomini veri, liberi, forti, capaci di rispettare la dignità e la libertà dell’altro, di sedersi alla pari con le donne alla tavola di cucina e ai tavoli in cui si decide il destino del pianeta. 

E vorremmo poter vivere al sicuro al loro fianco, da pari, tutta la vita o solo una parte del cammino.

Stiamo pagando a un prezzo troppo caro gli sfondi dei vostri teatrini della normalità, è ora di sfondare lo sfondo tutti insieme, ripartendo dal rispetto e di crescere donne, ma soprattutto uomini, diversi, capaci di amare davvero, finché morte o vita non ci separi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.