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NAMASTE A TUTTI

Devo essere sincera: io e lo sport non ci siamo mai amati.

Riconosco il potere che esso ha sul corpo e anche sulla mente ma, pur avendone provati di diverso tipo ho sempre trovato più brevi innamoramenti estivi che un amore per la vita.

Quest’anno non ho nemmeno fatto finta di iscrivermi in palestra o a qualche corso fitness ed ho optato per una cosa che desideravo provare da un po’: lo yoga.

Poche sono le discipline orientali che hanno preso piede in occidente in modo così assiduo e continuativo come lo yoga e praticandolo ho capito il perché.

Innanzitutto, nonostante attivi, tonifichi e allunghi la muscolatura non è uno sport.

Ma non è nemmeno pura meditazione.

Direi che è l’unione perfetta tra corpo e mente.

Ed effettivamente ricercando il significato si scopre che la parola Yoga deriva dalla radice sanscrita «Yug» che significa unire, legare assieme, soggiogare, dirigere e concentrare l’attenzione, usare ed applicare.

Significa quindi unione in perfetto equilibrio di tutte le componenti del nostro essere: corpo, mente e spirito.

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Effettivamente dalla prima lezione è chiaro che questa disciplina funziona e agisce su due fronti:

  • Fisico: aiuta l’allungamento e lo scioglimento della muscolatura e in abbinato alla respirazione, favorisce l’ossigenazione del corpo, facilitando l’eliminazione delle tossine.

La componente “fisica” dello yoga risulta chiara ad un principiante il giorno dopo la prima lezione quando tutta la muscolatura risulterà a grande sorpresa indolenzita nonostante durante lezione non si sia percepita una gran fatica.

  • Mentale: nella pratica delle posizioni è necessario applicare attenzione, lo yoga permette quindi di aumentare la concentrazione e la consapevolezza su quello che stiamo facendo in quel determinato momento.

Avete presente quando in palestra avete delle ripetizioni di una determinato esercizio da fare e mentre le fate, pensando a tutt’altro, andate avanti perdendo il conto?

Ecco, questo nello yoga non è possibile perché l’attenzione sul movimento è parte integrante dello stesso.

Siamo noi con il nostro pensiero, con l’intenzione, a plasmare il movimento.

Se manca l’ attenzione il movimento risulterà non solo sbagliato ma perlopiù antiestetico e nello yoga l’armonia delle forme è essenziale.

Riuscire a focalizzare la nostra attenzione sull’ascolto del corpo e sul respiro in un determinato momento del presente, senza altre distrazioni mentali, è una pratica molto utile anche nella vita quotidiana e lo yoga ci insegna a farlo, aumentando il nostro grado di consapevolezza, che deve essere alla base per riuscire a combattere lo stress a cui siamo sottoposti quotidianamente.

Già dalle prime lezioni è infatti evidente come la pratica dello yoga si ripercuote anche sulla vita quotidiana, perché con una mente più rilassata e ponendo più attenzione alla respirazione, così importante ma così sottovalutata nelle nostre vite, riusciamo a gestire in modo più semplice i problemi quotidiani.

In senso ampio lo Yoga è una via di realizzazione spirituale che si fonda su una sua propria filosofia, un percorso che diviene via via sempre più totalizzante, non un qualcosa al quale ci si può riferire con espressioni come “fare un po’ di yoga”. “

YOGA

LE TECNICHE

Esistono diversi tipi di yoga come Hatha yoga, Bikram yoga, Ashatanga yoga, Vinyasa yoga, Iyengar yoga, Power yoga o Hatha yoga e si differenziano per essre più o meno improntati all’aspetto fisico o spirituale ma alla base di tutti i tipi vi sono:

  • Le posizioni, che in sanscrito, la lingua dello yoga, si chiamano ASANA.
  • Le tecniche di respirazione, in sanscrito PRANAYAMA.
  • I gesti delle mani, chiamati anche MUDRA.
  • Le tecniche di rilassamento, di meditazione, di purificazione.

Non è facile trovare informazioni chiare sulla nascita dello Yoga perché molte teorie sulla sua origine sono ancora al vaglio ma la maggior parte degli studiosi concordano che le prime testimonianze dello yoga risalgono al 5000 A.C. in India, in quanto sono state ritrovate raffigurazioni di alcune posizioni su monete, tavolette e sigilli appartenenti a quel periodo.

Esiste anche una leggenda al riguardo: la leggenda narra che un giorno il dio Shiva decise di insegnare tutti i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati.

Vicino a loro però c’èra un piccolo pesce che, senza farsi notare, ascoltò attentamente tutte le sue sagge parole.

Quando i due dei si accorsero della presenza del piccolo intruso era troppo tardi e il piccolo animale si era già dileguato, portando con sé tutto quello che aveva appreso.

Il pesciolino nuotò lontano sperimentando su di sé gli insegnamenti sacri che aveva acquisito.

Con il passare del tempo passò attraverso le tappe del percorso evolutivo dello yoga e alla fine si trasformò in un uomo.

E così nacque il primo yogin (praticante yoga) della storia e grazie ad esso la scienza dello yoga fu conosciuta dall’essere umano.

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YOGA OGGI

Proprio perché lo yoga sviluppa e allunga la muscolatura, aiuta la corretta postura della colonna vertebrale e contemporaneamente allena la capacità di concentrazione è una disciplina che ha una funzione coadiuvante per molti altri sport.

Relativamente ai benefici che questa disciplina apporta alla schiena posso testimoniare perché provati sulla mia pelle e un altro vantaggio è che questa può essere praticata a tutte le età.

Ma per capire quanti risvolti la filosofia yoga può avere sulla vita si tutti i giorni e per tornare al tema della rubrica è possibile farsi una semplice domanda: e se la la stessa attenzione e concentrazione che mettiamo nelle posizioni yoga la rivolgessimo nella preparazione delle pietanze che mangiamo potremmo migliorare le loro proprietà?

Secondo alcune teorie la risposta è si.

Esistono infatti teorie molto affascinanti che pongono alla base non la qualità degli alimenti ma l’energia che gli infonde la persona che li prepara.

In pratica si crede che l’energia di chi prepara il cibo può aumentare le proprietà nutrizionali e salutari di una determinata sostanza fino ad aggiungere nuove qualità.

Se per esempio impastiamo a mano l’energia che mettiamo verrà assorbita dalla pasta e si trasformerà in valori nutrizionali più o meno salutari in base alla nostra intenzione.

Secondo questa filosofia potremmo addirittura infondere alle preparazioni proprietà rilassanti, calmanti o rivitalizzanti in base alla qualità dell’energia che rivolgiamo nel momento in cui lo facciamo.

Anche per questo argomento servirebbe un lungo approfondimento ma è interessante secondo me pensare che se la prossima volta che impasteremo una torta o altro riusciremo a concentrarci solo sulle azioni che stiamo svolgendo e sulla nostra respirazione, rivolgendo un pensiero chiaro sulle proprietà che vogliamo dare al risultato finale, senza lasciare entrare altri pensieri nella testa, non avremo solo fatto un’attimo dolce ma anche una sessione di yoga!

Namaste a tutti!

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2 thoughts on “NAMASTE A TUTTI

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