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DESTINAZIONE VEGA_N

“ … possono mangiare solo la frutta e la verdura che cade spontaneamente dagli alberi …”

… sono convinti di provenire da un altro pianeta …”

… è un disturbo alimentare …”

… si vestono come elfi …”

Questo è quello che avevo sentito dire sui vegani, poi ho capito di esserlo anch’io!

Da circa un anno e mezzo ho scelto per me stessa un’alimentazione che esclude l’utilizzo di carne e di gran parte dei derivati di origine animale. Mai fatta scelta migliore.

Il mio percorso è iniziato in realtà già alcuni anni prima quando diversi medici, da me interpellati per alcuni disturbi ricorrenti, sentenziarono che per stare meglio dovevo eliminare i latticini. Dopo un primo momento di panico, i benefici che seguirono resero il percorso sempre più facile, nonostante qualche difficoltà.

Primo problema: la carne non mi è mai piaciuta e spesso i formaggi la sostituivano ai pasti, quindi ora che mangio?

Secondo problema: anche tutti i “surrogati” più comuni della carne (tipo tofu, seitan, ecc) non mi piacciono, quindi da capo come al primo problema.

Fondamentali per superare questi scogli sono state due “scoperte”:

1. Un libro: La salute di Eva, di Aida Vittoria Eltanin che, dati scientifici alla mano, indaga “il nesso nascosto tra alimentazione e malattie femminili”;

2. Un gruppo facebook: L’Arca di Eva, a cura dell’autrice del libro che per 21 giorni offriva la possibilità di seguire un’alimentazione vegana “made in Italy” quindi con ingredienti freschi e naturali, con tanto di nutrizionista e tutor di supporto a bordo.

(Non smetterò mai di ringraziare gli amici che me li hanno suggeriti)

In questo modo ho capito che non sono la sola a trarre benefici da un’alimentazione senza prodotti animali ed ho anche scoperto che mi piace, molto più di prima, cucinare in questo nuovo modo, perlopiù senza nessuna crudeltà per gli animali, che amo, tutti, da quando sono bambina.

Devo precisare però che mi trovo un po’ stretta nella definizione di “vegana”. In primo luogo perché non amo le classificazioni in generale, inoltre perché la filosofia vegan esclude completamente l’utilizzo di prodotti di origine animale e, seppure sia la direzione da me presa, non sono ancora del tutto esente dall’acquistare prodotti (aimè) più o meno “crudeli”.

Indagando la questione si scopre infatti che non è così facile eliminarli definitivamente dai nostri acquisti e che qualche derivato di origine animale è contenuto anche nei prodotti più impensabili: bibite, vino, birra, cosmetici, oltre che in larga parte dell’abbigliamento.

Non facile farne a meno dunque, ma nemmeno impossibile, mi dico!

La mia missione/passione è diventata infatti quella di andare alla ricerca di uno stile di vita più sostenibile e bio-logico (logico per la vita) possibile ma compatibile con i miei gusti e le mie passioni.

Poi diciamoci la verità, “vegan” è un termine che suona strano, almeno nella traduzione italiana.

La parola inglese è infatti la semplice contrazione di “vegetarian” che è stata ridotta proprio per sottolineare l’eliminazione non solo della carne ma anche di tutti i suoi derivati.

Nonostante i presupposti fossero legittimi però, più che ad un diverso stile di vita, il termine finisce per far pensare a un diverso pianeta d’origine, e io speravo davvero si trattasse della mitica stella Vega, ma non è così.

Quello che ho capito infatti in questo mio periodo vegan è che non si tratta assolutamente di un disturbo alimentare ma di una scelta, spesso più consapevole dell’ onnivorismo imposto per convenzione a tutti indiscriminatamente. Non è un movimento che arriva da un altro pianeta. Si raccoglie e si mangia tranquillamente quello che “si è seminato” dalla pianta. Non ci si deve vestire per forza come elfi (anche se a me personalmente stanno tanto tanto simpatici) perchè esistono già tanti marchi etici e fashion al tempo stesso.

La parola d’ordine è comunque calma, andiamo per piccoli passi, intraprendiamo piccoli cambiamenti nella vita quotidiana, il resto, ne sono convintissima,

verrà da se!

Ecco, ad esempio, la mia prima e semplicissima “ricetta” vegana:

GRANA VEGANO”

50 mandorle già pelate

1 cucchiaino di sale fino

Tritate le mandorle insieme al sale in un potente tritatutto.

Fatto! 🙂

I formaggi stagionati sono grassi e salati, l’accoppiata frutta secca + sale pure. In base al proprio gusto va aggiustato il sale e una volta trovata la proporzione perfetta non ci si accorge della differenza.

Provateci!

Esistono altre varianti più elaborate di “grana” vegano ad esempio con l’aggiunta di semi di sesamo e lievito alimentare in scaglie ma come detto, consiglio di fare un passo alla volta.

NOTE :

Aida Vittoria Eltanin è l’autrice di “La salute di Eva” e “ La dieta di Eva” che consiglio di leggere a tutti.

Le sue e altre ricette (tra cui anche quella del grana vegano) le trovate sul sito http://www.vegan-in-italy.net/  che è anche il mio punto riferimento.

Non la conosco personalmente ma spero di avere l’occasione di partecipare prima o poi a una delle numerose conferenze che tiene in tutta Italia.

La stella Vega (in foto) è la più brillante della costellazione della Lira, la quinta più luminosa del cielo notturno, nonché la seconda più luminosa nell’ emisfero boreale. E’ definita dagli astronomi la stella più importante nel cielo dopo il Sole,ha svolto il ruolo di stella polare, e lo ricoprirà nuovamente tra altri 13700 anni. Da Wikipedia, l’enciclopedia libera

Forse questa stella così importante può aiutarci tutti a brillare un pochino di più, me lo auguro.

“Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate; si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare.” Tratto dal film Cloud Atlas

vega-star-alpha-lyrae
la stella Vega

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