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IL GIARDINO DELLE DELIZIE

Sarà che siamo alla fine dell’anno e che tra poco è tempo di bilanci, sarà l’ansia per l’avvicinarsi del Natale ma ultimamente mi chiedo spesso se la direzione che ho preso sia quella giusta, un po’ per tutto.

Spesso uscire dal coro, prendere decisioni diverse non è sempre facile. Per me tutt’altro.

Bisogna essere pronti a fare i conti con le critiche, costanti, anche se fatte in modo più o meno bonario; e attenzione a non abbassare la guardia, bisogna spiegare e difendere a volte la propria posizione, ricordare numeri, percentuali di vitamine e proteine, nomi, per scoprire a volte che chi non vuol sentire non sente, punto e basta.

D’altro canto quando ci si rapporta con gli altri non si può nemmeno far trasparire troppa sicurezza, anzi, da evitare assolutamente di apparire troppo saccenti, si rischierebbe di diventare antipatici ai più.

E’ vero, lo ammetto, a volte si diventa antipatici. Passa la voglia di stare a giustificarsi e si appare semplicemente snob.

Trovare un equilibrio per me è difficile, come sempre.

Eppure non è che si parli dei segreti di Fatima, anzi, ormai sono argomenti noti e scientificamente provati. I fatti parlano chiaro su quello che ognuno di noi potrebbe e dovrebbe fare per la nostra salute e quella del pianeta. Tutti sappiamo, sentiamo parlare, ne parliamo a nostra volta, ma di solito la conclusione è: “Vabbè, che ci possiamo fare?”

Forse il punto è proprio questo: sentiamo nominare così spesso temi come l’inquinamento atmosferico, la deforestazione, gli allevamenti intensivi, l’aumento del livello dei mari, lo scioglimento dei ghiacci, che il continuo citarli senza mai approfondirli, e sopratutto senza vederne i reali effetti, diventa in realtà un modo per farli passare in secondo piano.

Siamo tutti stufi di sentirne parlare prima ancora di iniziare a parlarne davvero.

Fortunatamente, prima che lo sconforto prendesse il sopravvento, è arrivato un documentario che nonostante non mostri nulla di buono, purtroppo, ci da perlomeno alcuni suggerimenti per migliorare le cose, nonché per me la certezza che sono sulla buona strada, magari solo all’inizio ma su quella giusta.

E’ uscito lo scorso 30 Ottobre su National Geographic Channel, trasmesso in 171 paesi, in 45 lingue diverse Before the Flood – Punto di non ritorno, reso disponibile gratuitamente anche su diverse piattaforme in chiaro come Facebook e YouTube. Fortemente voluto e prodotto da Leonardo DiCaprio è un vero e proprio viaggio nel mondo, dal Canada alla Cina, dall’Antartide all’India per documentare e mostrare con la qualità di National Geographic le varie cause e le possibili soluzioni del problema dei cambiamenti climatici della terra.

E’ un film che consiglio a tutti di vedere, proiettare nelle scuole se possibile e che dovrebbe indurre tutti a cambiare qualcosa nel proprio stile di vita, nessuna scusa ammessa!

Le persone devono capire che i loro acquisti, le decisioni che prendono ogni giorno, hanno conseguenze su luoghi molto lontani.”

Le conseguenze di cui tanto si sente parlare in questo documentario si vedono tutte.

Tutti noi in realtà siamo più o meno consapevoli del potere che abbiamo eppure facciamo finta di non saperlo o ci scandalizziamo pensando che dovrebbero essere i politici e i governi a prendere le decisioni importanti.

Se davvero vogliamo agire, vogliamo fare qualcosa senza fare appello alle autorità, a chi ha ruoli di potere, ai politici e ai governi, la cosa più semplice da fare è solo una: modificare la nostra alimentazione e farlo fin da subito.”

Sante parole. E direi anche che potremmo modificare molto più della nostra alimentazione ma già questo sarebbe molto, moltissimo, visto l’impatto che questo potrebbe avere sull’ecosistema.

Devo dire che Leonardo Di Caprio mi ha piacevolmente stupito. Avevo appreso del suo amore per l’ambiente tra le notizie di gossip ma approfondendo ho scoperto che per lui è una vera missione. Vegetariano convinto, oltre a girare il mondo per girare il film è fondatore di un’associazione che porta il suo nome – www.leonardodicaprio.org – per difendere le aree selvagge del pianeta, ha creato con un gruppo di scienziati e star che sperano di portare l’America verso l’utilizzo di energie rinnovabili The Solutions Project www.thesolutionsproject.org – promuove la Carbon Tax per tassare in base al consumo di combustibili fossili – www.carbontax.org – e partecipa attivamente alle manifestazioni di piazza. Nel film non veste assolutamente i panni della star ma è lui stesso spettatore preoccupato delle situazioni che ci mostra.

Per rendere ancora più affascinante ai miei occhi questo divo Holliwoodiano dal cuore ecologista nel film lui stesso racconta che da bambino sopra la sua culla i genitori anziché api volanti o cartoni animati, avevano appeso una riproduzione de Il Giardino delle Delizie, un trittico del pittore olandese Hieronymus Bosch. Quest’opera datata alla fine del quattrocento circa mostra tre diversi momenti: a sinistra la Creazione con Adamo ed Eva che si trovano al centro di un paesaggio verdeggiante e pieno di animali; al centro una rappresentazione fantastica con molte di figure nude, animali immaginari, frutti di grandi dimensioni e formazioni rocciose, sembrerebbe raffigurare gli eccessi dell’uomo nel presente; quello di destra è invece una visione dell’inferno e mostra i tormenti della dannazione in uno scenario di desolazione totale, il futuro.

Gli studiosi hanno spesso interpretato l’opera come un ammonimento agli uomini per quanto riguarda i pericoli delle tentazioni della vita; nonostante ciò, l’intricato mescolarsi di figure simboliche, in particolare nel pannello centrale, ha portato nel corso dei secoli a numerose e differenti interpretazione ancora ci si divide tra chi crede che il pannello centrale contenga un insegnamento morale per l’uomo e chi lo considera una veduta del paradiso perduto. (da Wikipedia)

E’ incredibile quanto quest’opera realizzata più di 500 anni fa sia ancora attuale. Per chi volesse ammirare i tantissimi dettagli dipinti da Bosh è stato realizzato un sito interattivo che permette di immergersi completamente nel quadro: https://tuinderlusten-jheronimusbosch.ntr.nl/en#.

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Il giardino delle delizie, Hieronymus Bosch

Immagino come deve essere cresciuto un bambino guardando quest’opera e capisco perchè Di Caprio ha tanto a cuore il futuro del pianeta.

Alla luce del suo impegno nel 2014 il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha nominato l’attore “messaggero di pace”. Questo il discorso che ha tenuto a New York al summit Onu sul clima alla presenza di 125 capi di Stato e di governo: 

Eccellenze vostre, signore e signori, e ospiti illustri. Sono onorato di essere qui oggi, mi rivolgo a voi non da esperto, ma come un cittadino portatore di interesse, una delle 400.000 persone che hanno marciato per le strade di New York domenica, e miliardi di altri in tutto il mondo che vogliono risolvere la crisi climatica.

Come attore “fingo” per vivere. Gioco ad essere personaggi fittizi. Spesso a risolvere problemi fittizi.


Credo che l’umanità abbia trattato i cambiamenti climatici nello stesso modo: come se fosse una finzione, succede a qualche altro pianeta, come se fingendo che cambiamenti climatici non fossero veri, in qualche modo se ne vadano.

Sappiamo che non e’ così. Ogni settimana, vediamo nuovi e innegabili eventi nel clima: la prova che i cambiamenti climatici accelerano, è qui, ora.

Sappiamo che le siccità si stanno intensificando, che i nostri oceani si stanno riscaldando e acidificandosi, con colonne di metano che salgono da sotto il fondo dell’oceano. Stiamo assistendo ad eventi estremi meteorologici, temperature elevate, le calotte dell’Antartide e della Groenlandia si sciolgono a ritmi senza precedenti, con decenni di anticipo rispetto alle previsioni scientifiche.

Niente di tutto questo è retorica, niente e’ isteria. Sono fatti. La comunità scientifica lo sa, l’industria e i governi lo sanno, anche il corpo miliare degli Stati Uniti lo sa. Il capo del Comando della Marina del Pacifico degli Stati Uniti, l’ammiraglio Samuel Locklear, ha recentemente affermato che i cambiamenti climatici sono la nostra unica, principale minaccia per la sicurezza.

Cari amici, questo gruppo – forse più di ogni altro incontro nella storia umana – deve ora affrontare un compito difficile. Si può fare la storia qui … o sara’ la storia a villificarvi.

Occorre essere chiari: qui non si tratta solo di dire alla gente di cambiare le lampadine o comprare una macchina ibrida. Questo disastro è cresciuto oltre le scelte che ciascun individuo possa fare. Si tratta delle nostre industrie e dei governi di tutto il mondo che devono prendere azioni decisive, su larga scala.

Io non sono uno scienziato, ma non ho bisogno di esserlo. Perche’ la comunità scientifica mondiale ha parlato, e ci hanno dato la prognosi: se non agiamo insieme, periremo. Adesso è il nostro momento di agire.

Abbiamo bisogno di mettere un costo sulle emissioni di carbone, ed eliminare i sussidi governativi per il carbone, il gas, e le compagnie petrolifere. Dobbiamo porre fine alla corsa libera di inquinatori e industriali che hanno potuto fare di tutto in nome di una libera economia di mercato. Non meritano i nostri soldi delle tasse, meritano la nostra vigilanza. Perche’ l’economia stessa morira’ se muore il nostro eco-sistema.

La buona notizia sta nel fatto che l’energia rinnovabile non solo e’ una politica economica realizzabile ma buona. Le nuova ricerche mostrano che nel 2050 l’energia pulita e rinnovabile potrebbe fornire il 100% del fabbisogno energetico del mondo, con tecnologie esistenti, creando milioni di posti di lavoro.

Questo non è un dibattito di parte, è un dibattito umano. L’aria pulita, l’acqua, un clima vivibile sono diritti umani inalienabili. E risolvere questa crisi non è una questione di politica. E ‘ il nostro obbligo morale – anche se, certamente, difficile.

Abbiamo solo un pianeta. L’umanità deve diventare responsabile su larga scala per la distruzione della nostra casa collettiva. Proteggere il nostro futuro su questo pianeta dipende dall’evoluzione cosciente della nostra specie.

Questo è il più urgente dei tempi, e il più urgente dei messaggi.

Onorevoli delegati, i leader del mondo, io fingo per vivere. Ma voi no. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce domenica scorsa in tutto il mondo e l’impeto non si fermerà. E ora è il vostro turno, il tempo per rispondere alla grande sfida della nostra esistenza su questo pianeta è adesso.

Vi prego di affrontare il problema con coraggio ed onestà.

Grazie.

Io dico Grazie a te Leonardo, mi hai (ri)dato il giusto Spirito per affrontare l’Avvento!

…Cosa possiamo fare per aiutare il pianeta questo Natale? Per esempio questo:

  • Formaggio di soia spalmabile;

  • Tortelli di kamut con ripieno di carciofi e noci;

  • Arrosto di seitan con patate al forno;

  • Muffin di zucca con uvetta e cioccolato;

SPALMABILE DI SOIA

500 di yogurt di soia naturale (non dolcificato)
il succo di 1/2 limone
1/2 cucchiaino di sale

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SPALMABILE DI SOIA

Mettere in una tazza o un bicchiere alto un imbuto e poggiarvi sopra un colino. Rivestire il colino con una garza o un tessuto sterile e mettere all’interno lo yogurt di soia. Coprire il tutto e lasciare in frigo 24-48 ore. Nel recipiente colerà il liquido e lo yogurt si compatterà diventando più formaggioso. A questo punto metterlo in una ciotolina e aggiungere il succo di mezzo limone e mezzo cucchiaino di sale (da regolare in base ai gusti). Aggiungere a piacere spezie come erba cipollina, timo, menta o peperoncino. Fatto.

TORTELLI DI KAMUT CON RIPIENO DI CARCIOFI E NOCI

PASTA

300 g farina di kamut

150-200 ml acqua

un pizzico di sale

RIPIENO

500 gr di cuori di carciofi

80 gr di noci

50 gr di olio evo

2 spicchi d’aglio

SALSA

300 ml di latte di soia

1 cucchiaio di amido di mais

sale qb

2 cucchiai di grana vegano

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TORTELLI DI KAMUT CON RIPIENO DI CARCIOFI E NOCI

Impastare la pasta, fare una palla e metterla in frigo per trenta minuti. Nel frattempo cuocere in padella i carciofi (acquistabili anche surgelati) con olio e aglio. Togliere l’aglio e frullarli con le noci aggiungendo l’olio. Tagliare la pasta, mettere al centro un cucchino scarso di ripieno, bagnare leggermente i bordi e chiuderli sigillandoli dall’esterno con una forchetta. Bollirli in acqua salata. In un padellino mettere 300 ml di latte di soia (non dolcificato), un cucchiaio di amido di mais, un pizzico di sale e aggiungere 2 cucchiai di grana vegano. Quando si sarà addensata è pronta per condire i tortelli. A piacere si possono spolverizzare con grana vegano nel piatto.

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TORTELLI DI KAMUT CON RIPIENO DI CARCIOFI E NOCI

ARROSTO DI SEITAN

200 gr di ceci lessati

320 gr di preparato per seitan

1 cipolla

50 gr di lievito alimentare in scaglie

1 pugno di prezzemolo

1 cucchiaio di salsa tamari

olio evo

sale qb

100 ml di vino bianco

SALSA

1 cipolla

300 ml di latte di soia

1 cucchiaio di amido di mais

sale, pepe, olio evo qb

arrosto
ARROSTO DI SEITAN

In una ciotola unire il preparato per seitan con i ceci e la cipolla precedentemente frullati, unire acqua tiepida o brodo, il lievito in scaglie, 1 cucchiaio di salsa tamari e il prezzemolo. Amalgamare il tutto fino ad avere un composto omogeneo. Se riuscite a dare una forma cilindrica e a legarlo con uno spago bene, altrimenti porre il tutto il uno stampo per plum cake e infornare a 200° per un ora circa fino a quando non si sarà solidificato. In una padella far rosolare una cipolla con l’olio e quindi far dorare bene l’arrosto, unire il vino e sfumare, salare e pepare. A questo punto rimettere l’arrosto nel forno. In un padellino mettere il latte di soia, l’amido di mais, sale e pepe e far cuocere fino a quando non diventa una salsa abbastanza densa, poi frullare con la cipolla. Servire il seitan affettato con la salsa.

MUFFIN DI ZUCCA CON UVETTA E CIOCCOLATO

150 g di farina
pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
60 g di malto d’orzo
60 g di olio di mais
250 g di zucca lessata
50 g di cioccolato fondente
50 g di uvetta

muffin
MUFFIN DI ZUCCA CON UVETTA E CIOCCOLATO

Unire la farina e il lievito naturale setacciandoli in una ciotola. A parte tritare il cioccolato fondente con un coltello o utilizzare le gocce di cioccolato già pronte. Fare ammorbidire l’uvetta in un bicchiere di acqua tiepida (si può aggiungere del rum se non vengono mangiati da bambini). Frullare la zucca e unire il malto d’orzo e l’olio, poi unire il tutto con la farina e il lievito.
Mescolare ed infine unire il cioccolato e l’uvetta strizzata fino ad ottenere un impasto omogeneo. Versate in pirottini da muffin ed infornate a forno statico a 180 gradi per circa 30 minuti.

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