bambini-children · Donne Contro-Women Against · genitorialità-parenthood · Il Posto delle Donne-Women's Place · Immagine femminile/Female Image · Italy is a Country (?) · Madri/Mothers · maternità-motherhood · pushing bottons · relazioni-relationships · resistere resistere resistere · ridiamoci su- a little bit of humor · self portraits-ritratti del sè · Single parents · stereotipi-stereotypes · Stili di Vita-Lifestyles · Una Storia del Genere-An History of Gender · woMen

Donne contro la pioggia, le lacrime e…

 

Tornavo a casa sotto il diluvio, nella mia funzione di donna-mamma-taxista, riportando la piccola da ginnastica artistica per recuperare la grande e traghettarla al volo a pianoforte, dopo 6 ore da donna-mamma-lavoratrice e tre ore da donna-mamma-governante. La parte del mio cervello ancora inspiegabilmente vigile, ha elaborato le parole che uscivano dall’autoradio, si trattava della pubblicità di un magazine maschile, che questo mese presentava un articolo dal titolo geniale: “Mantenersi in forma: vivere di corsa, fare del running uno stile di vita.” Prendete per il culo????!!!!! Datemi 10 minuti di sitting e poi ne riparliamo.

-La pioggia cade sui giusti e gli ingiusti
-Mi pare un buon sistema!

E poi tutto si complica con la pioggia, scendici tu dall’auto con: un bambino in braccio, l’ombrello, le borse della spesa, una o due cartelle, le auto che ti lavano, senza mani per recuperare i tuoi pulcini nascosti sotto il loro ombrello, che vagano ignari in mezzo alla superstrada… Milano sarà pure il non plus ultra dell’invivibilità col record italiano assoluto di giorni di pioggia all’anno (anche se i Milanesi non lo sanno, lasciamoli nella loro ignoranza, altrimenti ce li ritroviamo tutti a casa nostra, ‘sti padani!) soprattutto per una che viene dalla città con più portici del mondo, ma anche alle altre mamme del nord, non va fatta molto meglio, quelle del sud, avranno più sole, ma anche molti più problemi, quindi in ogni caso, siamo sulla stessa barca e a quanto pare a volte sarebbe utile non fosse solo un mezzo figurato.

Siamo sulla stessa barca delle tante donne che ci corrono accanto e se appena ci fermassimo un attimo a scambiare due parole potremmo scoprirci vicine, magari diventare amiche. Importantissime le amiche, non sottovalutatele mai: ci salveremo solo coltivando molte, profonde, autentiche amicizie, nonostante non ci sia tempo per niente, per le amiche bisogna trovarlo!

Per le lacrime invece no, io le ho eliminate da contratto: non c’è spazio per commiserarsi! In trincea non c’è tempo per piangersi addosso e questa, per chi non se ne fosse accorta, è una guerra da combattere insieme, non contro gli uomini, possibilmente anche insieme a loro, ma di sicuro insieme alle tante donne che abbiamo vicine ogni giorno.

Smettiamo di criticarci, di farci le pulci l’un l’altra, di competere cercando di buttare le altre fuori pista, è esattamente così che ci hanno fregate: mettendoci l’una contro l’altra.

L’obiettivo è assolutamente comune e da sola nessuna di noi ce la può fare. L’individualismo che sta piagando la nostra società è ancor più grave per noi che rimaniamo comunque il sottogruppo per eccellenza, le prime “diverse” in un mondo in cui uguale è ancora maschio, sebbene ci abbiano allevate raccontandoci che eravamo pari. In un mondo in cui le politiche vengono sempre tarate sul maschio, adulto, produttivo e noi, oltre a non essere maschi, essendo però adulte e produttive, dobbiamo occuparci anche degli altri sottogruppi ignorati: i bambini, i ragazzi, gli anziani, i non produttivi di qualunque genere. Lo facciamo pure volentieri, ma anche per loro è ora di far sentire la nostra voce forte, chiara, coesa.

I paesi che stanno facendo fronte meglio alla crisi, sono quelli in cui le donne riescono ad esprimere appieno il loro potenziale e a far fruttare al meglio le loro energie, perché godono di politiche di conciliazione serie ed efficienti. Dove le donne sono forti, tutta la società è forte e sana.

Del resto è immediatamente comprensibile che una donna lavorando sia fuori casa che in casa, crescendo i suoi figli e magari “esternalizzando” un po’ di lavoro diventando imprenditrice domestica nei confronti di figure che la aiutino a non soccombere al carico di lavoro, utilizza e mette in moto più energie che restando a casa a curare il focolare e crescere i figli. Lavora di più, crea più ricchezza per se stessa, la propria famiglia e per il suo paese. E’ più tutelata in caso di difficoltà e matura una pensione che le permette di guardare serenamente anche agli anni in cui non sarà più produttiva, ma anche di non diventare un peso. Da ultimo, ma forse più importante, una donna che può scegliere di lavorare ed arrivare ad uno stipendio decente, è contenta, ha più autostima grazie ad un ruolo socialmente riconosciuto che le garantisce maggior rispetto anche nella vita privata e nel caso così non fosse ha un’indipendenza economica che le consente di pensare serenamente a scelte autonome o semplicemente più coerenti ad un progetto di vita per perseguire il quale non deve più chiedere il permesso a nessuno. Donne e mamme contente ed autonome crescono meglio i propri figli e accudiscono meglio i propri genitori, anche se single.

Cosa dovremmo dire noi italiane a cui stanno togliendo scuola a tempo pieno, asili nido, mense scolastiche e tutta quella rete dei servizi, che era una rete di salvataggio per le famiglie e quindi soprattutto per noi donne? Noi italiane per cui il part-time è ancora una chimera, la flessibilità oraria e il lavoro da casa, impensabili, mentre per le donne europee è una realtà diffusa? Noi che nella crisi stiamo perdendo il posto di lavoro in percentuale più alta dei nostri colleghi uomini?

Come possiamo pensare che nel nostro Paese verranno fatte politiche favorevoli alle donne, se delle nostre voci non arriva che un flebile eco nei posti in cui si decide il volto futuro dell’Italia? La percentuale di rappresentanza femminile in Parlamento, si aggira intorno al 14% per il Senato e al 17% per la Camera cifre più basse non solo, di Finlanda, Norvegia e Svezia i cui Parlamenti sono rosa per almeno il 40%, ma anche di Estonia, Lettonia, Slovacchia, Polonia, Bulgaria e Lituania. La percentuale di donne italiane parlamentari supera di poco il 19%, meglio che in patria, peccato che la percentuale complessiva del Parlamento europeo si attesti al 30,3% e solo Cipro,  Malta e Polonia hanno percentuali più basse della nostra. Se poi proviamo a guardare agli altri organi costituzionali, non ci sono mai stati in Italia un Presidente della Repubblica o un Presidente del Consiglio donna, e su 98 giudici della Corte costituzionale dalla sua istituzione ad oggi, si contano solo due donne. Nei posti di potere sia pubblici che privati, le donne sono assolutamente in una percentuale infima, sebbene dalle statistiche risulti ormai da anni che le ragazze abbiano curriculum di studi migliori, sia per qualità che per quantità di esperienze formative.

Forse però la cosa più umiliante resta aver visto nominare ministre veline, ministrine belline e burattine, grottesco spot paritario di maschilisti talmente convinti da non capire che rimarranno per noi l’icona di ciò che non vogliamo mai e poi mai diventare. Diffidiamo di quegli uomini che per acquisire consenso si vantano di essersi circondati di donne in posti di potere, brave e magari anche belle, ma appoggiamo le tante donne in gamba che cercano di portare il femminile nei posti di potere, anzitutto votandole alle elezioni. Io lo faccio da sempre, magari anche senza conoscerle, tanto per cominciare ho la certezza che, sebbene possano essere legate ad interessi e poteri forti, di sicuro non sono nella massoneria, che grazie a dio, non ci vuole!

One thought on “Donne contro la pioggia, le lacrime e…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...