RESTA QUI

Quando i fantasmi della notte mi svegliano alle soglie del mattino, sedendosi grevi sul mio petto, togliendomi il sonno e il respiro, incalzandomi  impietosi con le troppe mancanze, dimenticanze, inconcludenze …

Tu resta, resta qui, restami vicino, mostrami uno sguardo benevolo e aiutami a rispondere, ricordandomi di tutto quello che di buono ho fatto. Diglielo tu ai fantasmi che sono abbastanza e ho diritto ad essere imperfetto. Anzi cacciali! Cacciali via per me e poi cantami per addormentarmi come mamma quando ero piccino e mi perdevo nei brutti sogni.

E quando mi ritrovo lì: col culo per terra, la bocca spalancata, lo sguardo assente, a farmi maltrattare e umiliare ancora una volta, da una persona, una situazione o probabilmente tutte due insieme, tu difendimi: impugna lo scudo, sguaina la spada e interponiti fra me e la persecuzione, rispondi ai fendenti parola per parola, tutte quelle che a me si sono seccate nel cervello di fronte all’aggressione, per paura, per stanchezza o forse solo per vigliacca e sadica connivenza con l’aggressore.

E quando questo mio cervello d’intelligenza fastidiosa mi tortura con mille pensieri contrastanti, che si scagliano l’uno contro l’altro, mi attraversano, rivoltano, confondono, feriscono, tu riporta un po’ d’ordine e calma, imponi una tregua sensata, un’equa mediazione che ci permetta di agire in qualche direzione, ma soprattutto in un po’ di quiete e silenzio altrimenti finiremo di certo con l’impazzire.

Più di ogni altra cosa resta quando  troppo solo di fronte ad un tramonto,  infilando la mano nel sacchettino delle speranze e dei sogni, lo trovo tragicamente vuoto, così mi avvolge il desiderio struggente di lasciarmi scivolare nella notte e mettere fine a tutti i problemi, allora abbracciami, tienimi stretto e sussurrami all’orecchio che non è tutto finito, che la vita ci sorprenderà ancora perché ha molta più fantasia di noi, che il domani ci ha già preparato una sorpresa proprio dietro l’angolo e vale la pena svegliarsi ancora per scoprire di cosa si tratta.

Tu resta, perché io sono te, tu sei me, solo insieme siamo abbastanza forti da fare una persona intera e dobbiamo collaborare per riuscire ad esserlo. Poi, semmai, ce ne andremo a cercare un vero amore, altre voci con cui intessere dialoghi ancor più complessi.

Tu, mi raccomando, soprattutto allora, resta: mi servo intero per non disperdermi nell’altro come una goccia d’inchiostro in un mare … a pensarci, che paura, amare!

chiccaturesta

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