PREGHIERA LAICA

E’ sempre difficile parlare di Giornata della Memoria. Manca del tutto l’esperienza del dolore, della tragedia. Ne abbiamo forse il sentore, la paura e la domanda è sempre la stessa: “ma non può succedere di nuovo, vero prof?” e subito dopo: “ma perché Dio l’ha permesso?” Qui è l’errore: il mostro abita nella pancia dell’uomo, non nell’alto dei cieli. Se lo nutri esce e si prende il mondo. Bisogna domare il mostro, e restare umani.
Restare umani.
Dov’è Dio?
Quando accade qualcosa di catastrofico o insopportabile questa è la domanda. 
Dio dove sei?
Spesso ce lo chiediamo anche se non siamo credenti affatto. 
Eppure ci sono momenti della storia e della vita in cui forze cosmiche sembrano allearsi per farci precipitare in un gorgo di disperazione ed è allora che lo urliamo:
Dio, dove sei?
Anche ad Auschwitz lo devono aver urlato. Scritto sui muri.
Eppure la domanda è sbagliata.
Quando Adamo accetta di prendere il frutto, fa una scelta ben precisa: non decide semplicemente di sfidare il divino, lui sceglie di essere Dio, di farsi Dio. Sceglie di avere l’ultima parola su tutto, perfino sulla vita e sulla morte. 
E quando Dio lo cerca, nel giardino, lo chiama per nome:”Adamo, dove sei?”.
In realtà sa benissimo dov’è: ma vuole che si mostri nella sua nudità di mostro. Che prenda coscienza di sé e del proprio narcisismo. Adamo allora si copre, pieno di vergogna:”Ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto”.
La vergogna, dice Michele Serra, è un sentimento nobile: l’anticamera della dignità e dell’onore. Quella cosa che ci frena e ci impedisce di buttare un insopportabile vicino dalle scale. 
Un sentimento maltrattato, perché in eccesso può diventare castrazione, blocco. 
Un sentimento che oggi viene del tutto ignorato in nome della libertà di pensiero. 
Senza filtri. 
Senza coscienza. 
Senza pietà, spesso.
Anche Caino si nasconde a Dio. Ha appena ucciso suo fratello, colpevole di far splendere come un diamante la sua inadeguatezza. 
Abele, così inerme, così buono, così prediletto dal Signore.
Caino lo inonda di un odio bestiale: ne fa il suo bersaglio, il suo Olocausto, la sua soluzione finale. 
E uccide.
Caino, dov’è tuo fratello?
Di nuovo Dio chiede all’uomo di arrendersi alla propria umanità. Di ammetterla, di accettarla, di preservarne la sacralità di fronte al male. Un male che Hannah Harendt definirà banale. 
E infatti ne sentiamo ancora gli echi.
Ci rubano il lavoro…
Stuprano le nostre donne…
Drogano i nostri figli…
Che le loro barche affondino…
Prima viene Caino…
Questo ci dice allora l’epica cristiana al suo culmine, quando Dio stesso si farà uomo e ribaltando l’errore di Adamo entrerà a far parte dei “nostri”, in una sorta di “si-può-fare” ante litteram. 
Questo il messaggio che passa anche attraverso la croce, come simbolo che abbraccia l’universo nella sua multidirezionalità, da sinistra a destra, dall’alto al basso e con la sofferenza al centro:
Uomo dove sei?
Dov’è tuo fratello?
Perché non Dio si era perso durante la Shoah, ma l’uomo.
Stay human.
Amen.
shawn coss
Opera  di Shawn Coss

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