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Black Sheep la pasticceria felice

Ovvero un sacco di buoni motivi per essere una pecora nera.

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L’anno scorso ho partecipato ad un bel corso di cucina vegana tenuto da Michele Granuzzo e sua sorella Sofia, che poco dopo hanno aperto la prima pasticceria vegana (e non solo) a Trento. Da tanto tempo desideravo fare quattro chiacchiere con lui e finalmente l’ho incontrato nel suo laboratorio.

Michele ha 25 anni (da compiere) ed è appunto al comando di una attività che il 18 Giugno festeggerà un anno di apertura e nella quale ha coinvolto anche la sua famiglia. Vegano da quando aveva 16 anni per una scelta etica, mi racconta che ha iniziato a cucinare per “sopravvivenza” e via via si è appassionato alla cucina, alla pasticceria e all’alimentazione in generale che ha continuato a studiare da vari punti di vista. Nel suo laboratorio produce dolci vegani e crudisti che sono inoltre senza glutine e zuccheri aggiunti, realizzati con prodotti biologici di prima qualità.

Per tutti questi motivi calza a pennello il nome che ha dato alla sua pasticceria “Black sheep”, ovvero “Pecora nera”.

Quello che realizza è un prodotto particolare e unico che si affaccia al mercato della ristorazione di alta qualità, nonostante mantenga il punto vendita al dettaglio.

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La nostra produzione, mi spiega Michele, è fatta innanzitutto con materie prime di altissima qualità che selezioniamo all’origine e inoltre i tempi di lavorazione sono molto lunghi, circa 6 ore per ogni dolce.

Il nostro è un prodotto che non si può paragonare alla pasticceria tradizionale dove gli ingredienti di base sono la farina, lo zucchero bianco, le uova e il burro che noi sostituiamo con gli anacardi, lo zucchero di cocco, la frutta secca e il burro di cacao o di cocco, tutti ingredienti utilizzati crudi e selezionati da agricoltura biologica che quindi hanno anche un costo molto più alto.”

Rispetto ai dolci tradizionali sono anche molto più sani dunque.

Certamente. La mia idea è proprio quella di rivoluzionare la pasticceria classica. Recentemente ho avuto l’incarico di di fare alcune ore di formazione presso l’istituto alberghiero di Primiero, Levico e Rovereto e quello che più mi premeva far capire ai ragazzi è che quello che cuciniamo è anche quello che mangiamo quindi in una ricetta invece di pensare al lato “estetico” è importante pensare a quello che andremo ad immettere nel corpo. Ai ragazzi fare un dolce senza zucchero, conservanti e coloranti inizialmente sembrava impossibile. Si possono creare vere opere d’arte ma non è cibo. In questo caso non mi interessava tanto insegnare la cucina vegana ma la cucina naturale in generale.

Questa secondo me è la chiave per creare consumatori e cuochi consapevoli: la formazione.

C’è stato molto interesse e spero che nei prossimi anni vengano inserite delle ore di lezione fisse all’interno dei programmi scolastici.”

Tu come ti sei formato?

Io ho frequentato la scuola Sana Gola di Milano, con un percorso basato sulla macrobiotica che insegna, oltre alle basi, la terapia alimentare e poi la cucina vera e propria. Mi piacerebbe continuare il percorso anche per diventare terapeuta alimentare, anche perchè sto già facendo Naturopatia a Trento e il mio desiderio sarebbe quello di terminare entrambi per avere una formazione completa anche dal punto di vista terapeutico.”

Lo trovo molto interessante anche perchè con la cucina effettivamente possiamo agire su varie sfere del nostro benessere.

Si, sia attraverso quello che mangiamo, sia mediante l’energia che le sostanze assorbono. Mi riferisco ad esempio agli studi sull’acqua di Masaru Emoto che ha verificato i cambiamenti delle particelle in base alle energie che, anche solo con il pensiero, si rivolgevano all’acqua. Ora anche noi stiamo valutando alcuni miglioramenti da apportare al laboratorio dove creiamo i dolci: diffonderemo musica classica e a breve installeremo un filtro di ceramica che contiene 82 microorganismi che purificano l’acqua sia a livello energetico che a livello organolettico, per trasmettere alle nostre creazioni solo energie positive.”

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Ti interessi di tantissime discipline diverse che ruotano tutte intorno al benessere, hai un punto di riferimento a cui ti ispiri?

No, sono semplicemente curioso e amo conoscere cose nuove. In realtà ambisco a diventare io stesso un punto di riferimento di eccellenza sia per la pasticceria che per tutti gli altri ambiti applicati all’alimentazione. Siamo già l’unico laboratorio di pasticceria con queste caratteristiche (raw, vegan, bio, gluten free ) in Europa. Se aggiungiamo tutte le varie proprietà che vogliamo dare ai nostri prodotti siamo una realtà unica al mondo.”

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Oltre alla pasticceria hai mai pensato anche ad un ristorante vero e proprio?

Per ora realizzo buffet salati per matrimoni o eventi ed inoltre sono consulente per alcuni ristoranti con i quali collaboro alla realizzazione di menù vegani. Avevo pensato all’apertura di un ristorante in città ma la mia grande passione è viaggiare e non posso legarmi ad una attività che richiede la mia presenza fissa per troppo tempo. Ora nella pasticceria lavorano anche mia madre e mia sorella e questo mi permette di spostarmi, sia per lavoro che per necessità personale. Se resto fermo troppo a lungo sto male.”

Quindi cerchi di crearti una professione che ti permetta anche di muoverti?

Si, ora che il laboratorio è avviato e non richiede la mia presenza fissa inizierò a girare l’Italia per proporre i miei prodotti. Alle ultime fiere a cui abbiamo partecipato abbiamo visto un notevole interesse da parte di importanti aziende, per esempio ho un appuntamento con la Rinascente di Milano, e a meno di un anno dall’apertura mi rende molto orgoglioso, non me l’aspettavo. Cerchiamo di rivolgerci ad una distribuzione e ad un tipo di ristorazione d’eccellenza. Abbiamo avuto richieste anche da mercati esteri, vediamo come andrà. Il mio sogno è diventare consulente a 360° proprio per poter viaggiare e proporre il mio lavoro ovunque, ho già alcuni impegni fissati anche all’estero ma devo riuscire ad incastrare tutto.”

Continui anche a fare corsi di cucina vegana?

I corsi di cucina in questo momento sono molto richiesti. Ne stiamo organizzando di nuovi e c’è sempre molto interesse, inoltre si possono proporre ovunque, in Italia e anche all’estero, ho già alcune richieste, mi devo organizzare anche per quelli, ma continuerò anche su questo fronte.”

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Fai tantissime cose e insegui l’eccellenza in ognuna, mi stupisce vista la tua giovane età.

Faccio solo cose che mi rendono felice, non potrei mai vivere una vita fatta di solo lavoro se non mi piacesse quello che faccio. Sto seguendo un cardiologo israeliano, Nader Butto, che mi ha insegnato che il vero segreto per la salute è essere felice.

Sicuramente l’alimentazione influisce sulla salute e in ogni caso io continuo con la mia scelta, ma secondo lui tutte le malattie derivano da traumi psicologici e da blocchi energetici, altrimenti non si spiega come mai alcune persone attentissime all’alimentazione e allo stile di vita si ammalano e altri con uno stile di vita sregolato invece vivono a lungo in salute. Lui ha rivoluzionato tutto il concetto scientifico di salute unendo il piano fisico a quello psicologico ed energetico.

Questo modo di pensare mi ha cambiato, ora prima di tutto penso a quello che mi fa stare bene.”

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Concludo così l’intervista ed esco dalla pasticceria con una scatola di pasticcini, alcuni già provati e alcuni da assaggiare per la prima volta e un sacco di argomenti interessanti suggeriti da Michele da approfondire: per quanto mi riguarda non potrei essere più soddisfatta e felice di così.

Per ulteriori informazioni potete consultare la loro pagina FB Black Sheep pasticceria bio & vegan 

Via Renato Lunelli, 18 – Trento
@veganblacksheep

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