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LAVORO: 5 domande alla Cgil Trento

Ci stanno molto a cuore alcuni temi che in questo periodo storico sono sempre più difficili da affrontare con serenità, legati al lavoro ed ai diritti dei cittadini. In questa breve intervista abbiamo cercato di capire meglio cosa sta succedendo in Trentino ed in Italia: occupazione, pensioni, iniziativa, referendum popolare e carta dei diritti dei lavoratori… Alle domande ha risposto con grande disponibilità il Segretario generale della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, che ringraziamo.

1 che cosa è la Carta universale dei diritti dei lavoratori?

Possiamo definirla un nuovo statuto dei lavoratori. Si tratta di una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale. Con questo strumento la Cgil vuole innovare il diritto del lavoro italiano, estendendo diritti e tutele a chi non ne ha e ad includere chi fino ad oggi non è stato adeguatamente rappresentato. Negli ultimi vent’anni, purtroppo, si è voluto imporre un modello in cui i diritti dei lavoratori vengono ritenuti un freno per lo sviluppo dell’Italia. Non è così: è possibile una crescita economica che non comprima le tutele.

2 cosa si propone di raggiungere?

Il fine è definire un mondo dell’occupazione più equo, che pone al centro il lavoro come valore sociale e culturale. Per raggiungere questo obiettivo la Cgil ha lanciato una campagna di raccolta firme per portare la Carta dei diritti dei Lavoratori in Parlamento, con una proposta di legge d’iniziativa popolare.

A sostegno del percorso del disegno di legge sono stati anche presentati tre quesiti referendari per la cancellazione dei voucher, la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti e una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende sopra i cinque dipendenti.

Da aprile ad oggi la Cgil del Trentino ha organizzato banchetti per la raccolta firme in tutti i maggiori comuni del Trentino e andremo avanti fino alla fine della campagna. La raccolta firme a sostegno dei referendum si è appena conclusa, mentre per la legge di iniziativa popolare si può firmare fino all’8 ottobre.


3 qual’è la situazione (occupazione giovanile/pensioni)?

Gli ultimi dati Istat relativi ai primi tre mesi di quest’anno fotografano, per la nostra provincia, una situazione migliore del passato con disoccupazione in calo (siamo poco sopra il 7%) e un’occupazione in crescita (sopra il 65%). E’ ancora troppo presto, comunque, per dire che siamo fuori dalla crisi e restano delle aree di criticità come l’occupazione giovanile e quella femminile, ancora sotto il 60% in Trentino.

Per quanto riguarda le pensioni siamo in attesa di vedere quali saranno i contenuti concreti della proposta del Governo. Noi pensiamo che vada riformata la legge Fornero, prevedendo uscite flessibili dal mercato del lavoro, tutelando adeguatamente chi svolge lavori usuranti e introducendo misure che favoriscano il ricambio generazionale, come la staffetta sperimentata in Trentino.

Non si può dimenticare, infine, il capitolo della previdenza complementare: su questo fronte si deve fare di più, con azioni di formazione per far comprendere ai giovani l’importanza di questo strumento.


4 quali sono i provvedimenti più urgenti da realizzare per poter intervenire?

La priorità è creare posti di lavoro di qualità. Per farlo servono politiche di sviluppo, investimenti sulla conoscenza e sull’innovazione e per la rigenerazione del nostro tessuto economico.

Parallelamente è fondamentale continuare a rafforzare le politiche del lavoro, non solo quelle passive, ma anche e soprattutto quelle attive. E’ importante sostenere chi viene espulso dal mercato del lavoro con misure adeguate, che non si limitano al sostegno al reddito, ma favoriscano la sua riqualificazione professionale e dunque la ricollocazione. Per fare ciò è importante affinare gli strumenti di analisi dei fabbisogni, favorendo un più efficace orientamento e un migliore incontro tra domanda e offerta.



7 perché è importante iscriversi al s
indacato?

Iscriversi al sindacato vuol dire far parte di un’organizzazione che tutela i diritti dei lavoratori, dei disoccupati e dei pensionati. E lo fa battendosi per un mondo del lavoro e una società più equi. Un fine che nel “laboratorio trentino” in questi anni ha visto le parti sociali contribuire in maniera significativa alla creazione di welfare territoriale a sostegno di lavoratori, disoccupati e pensionati, rendendo più inclusiva la nostra comunità.

La Cgil persegue questi obiettivi anche attraverso la contrattazione.

Il valore dell’iscrizione alla Cgil passa anche attraverso l’offerta di servizi e tutele alle persone che cercano una risposta ai problemi che incontrano nell’attività lavorativa, nei rapporti con il fisco, in campo previdenziale, nella tutela della salute o nell’accesso ai servizi sociali alla persona.

Accanto a tutte questo la Cgil ha un obiettivo ambizioso: ampliare la capacità di rappresentanza costruendo un sindacato più inclusivo, in grado di parlare efficacemente ai giovani, attivo nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici nelle fasi di transizione

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