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Vista

Vedo le cose per quello che devono essere: il cibo come cibo, elemento indispensabile per la sopravvivenza e fonte di creazione e di sensazione. Vedo la montagna e la neve come possibilità per interagire con me stessa. Vedo il sole come luce dentro e fuori la mia vita.
Vista: di tutti i sensi sei quello che do’ più per scontato. Nel bene costruisco il mio stile, mi curo, mi guardo, mi piaccio, mi dispiaccio, mi disprezzo, mi odio. Nel male mi guida nel cercare il bello a volte nel senso più superficiale, ed a restarne delusa. Sei quello che accarezza il mio senso estetico, mi fa apprezzare l’arte, la natura.
Eppure quante volte ti do’, appunto, per scontato: vedo ma non guardo, non ti gusto, non ti apprezzo come sarebbe giusto. Non mi soffermo e non mi meraviglio. Vedo ma non guardo con l’animo sveglio, cammino e non mi fermo… quanto tempo che non aspetto l’alba, che dimentico le stelle. Occhi quanto poco mi curo tramite voi, quanto mi lascio oscurare dai pensieri. Quanto ho condizionato e condiziono i miei sensi, quanto ne ho automatizzato la presenza, quanto li ho intorpiditi lasciandomi completamente assorbire dal logorio quotidiano. Eppure ogni tanto mi scanto e mi re-impadronisco di te, mia cara vista: vado ad una mostra, osservo la gente che mi sta intorno, guardo negli occhi chi ho di fronte cercando di coglierne i pensieri, le emozioni. Mia adorabile e impagabile vista vorrei a volte lasciarmi guidare più pura senza subire l’influenza di tutto quello che hai già visto, letto, vissuto, di tutto quello che proietto dentro le cose senza nemmeno accorgermene.
Vorrei che mi facessi tornare bambina, vorrei ritrovarmi ancora a bocca aperta davanti a qualcosa che mi meraviglia vorrei che mi facessi arricciare il naso davanti a qualcosa che non mi piace.
Talvolta mi trovo ad ascoltare le persone, ad ascoltarle profondamente e vedo le cose con gli occhi di chi mi parla e mi accorgo che nessuno sfugge a questo meccanismo che mette chi siamo in ciò che vediamo, nel nostro gusto, nella ricerca di un bello soggettivo che ci riporti vicini alla quiete. È giusto lasciare che sia l’altro a portare il bello che vede dentro di te: risveglia speranza e meraviglia poiché spesso la bellezza sta negli occhi di chi guarda, e ci allontana dalle nostre visioni.
vista collage

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