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#jump

saltare.

Nel senso di cadere? O di buttarsi? O ancora in quello di superare? Oh, e c’è anche la sfumatura dell’attraversare… Da che angolazione lo affrontiamo Mari Key questo pezzo di Settembre? Ho avuto 29 giorni per pensarci. E ancora non ho deciso.

Io nella mia vita da un certo punto in poi ho sempre saltato, in tutte le diverse interpretazioni ed i diversi significati che si possano dare alla parola saltare. Perché non ho più potuto fare diversamente. Sono nata per saltare. Lo dovrei chiedere a mia madre, magari ci sono proprio entrata in questa vita con un salto. Altrimenti forse, idealmente, sarei ancora lì nell’utero.

“Salti dalla scogliera, e costruisci le tue ali mentre stai andando giù” dice lo scrittore Ray Bradbury. Io mi sono anche schiantata al suolo più e più volte, ho imparato ogni volta, ma questo non mi ha mai impedito di saltare nuovamente quella successiva. E non mi ha mai spinta ad attendere per saltare da un punto più basso, o meno pericoloso. E nemmeno mi ha tolto l’entusiasmo che provo quando sento questo impulso potentissimo davanti agli eventi, agli incontri, agli accadimenti. Non ho più paura, perché è troppo più forte la voglia di fare quell’esperienza. Di scoprire qualcosa di nuovo. Del mondo, delle persone e di me stessa. A mia discolpa non so che altro dire, se non che l’ebbrezza che provo di fronte al dispiegarsi della Vita davanti ai miei occhi diviene in un momento un istinto incontrollabile. E salto. Cado, mi butto, supero, attraverso. Per me il senso stesso della mia vita sta in quell’attimo in cui nonostante tutto, porto il piede in avanti e compio il mio salto.

Non ho un altro modo per affrontare le cose, quando le sento dentro. Altrimenti non avrei alternative, me ne starei lì per sempre immobile e pensierosa in quell’attimo che precede il vivere.

Da bambina ero molto timida, e ho rinunciato a moltissime cose per il timore di compiere quel piccolo gesto – mi fermavo sempre lì, quel secondo prima di saltare. Vivevo lunghissime complicate ed avventurose esperienze nella mia testa e nel mio cuore, ma non avevo mai il coraggio di fare le cose che avrei desiderato fare “per davvero”. Credo fosse la paura di vivere il mio desiderare così tanto di vivere.

…e allora, #jump. E costruisci  le tue ali mentre stai andando giù.

One thought on “#jump

  1. …saltare…è anche come restare un po’ sospesi…sospendere giudizi, pregiudizi, certezze e convinzioni…lasciare spazio alla creatività e alla libertà di non avere àncore e poi lasciarsi ricadere nuovamente a terra per il piacere di riprovare a saltare…senza mai ritornare al punto di partenza…saltare è re-inventarsi ogni volta, con uno sguardo diverso!

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