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Crudeltà cretina

 

LA CRUDELTA’ E’ CRETINA

La crudeltà non è semplice cattiveria.

La cattiveria si scusa, la crudeltà si compiace.

La crudeltà è cattiveria compiaciuta di se stessa.

Difendersi dalla cattiveria, come dalla crudeltà, è anzitutto rimanere se stessi, non accettando di farsi coinvolgere nel gioco. Nessuno può ottenere da noi l’immenso potere di trasformarci in nemici solo facendoci del male: la vera sconfitta sarebbe uscirne snaturati, permettere a persone meschine di renderci cattivi o addirittura crudeli… sempre che non lo siamo già e allora lì si che viene fuori una bella guerra coi fiocchi. Ma in genere le persone cattive o crudeli non se la prendono con i loro simili, le vittime designate sono di norma più deboli ed essere persone corrette e buone, nell’immediato rende deboli, alla lunga indistruttibili.

Difendersi dalla cattiveria è avere il coraggio e la forza di chiudere la porta e lasciarsi alle spalle una relazione distruttiva.

Ma con la crudeltà è un’altra storia. La crudeltà mette il piede in mezzo alla porta, la riapre, ti riprende per la collottola e ti tira dentro, ti prende in ostaggio e ti tortura con l’intento più o meno esplicito di distruggerti, eliminarti in quanto ostacolo disumanizzato alla felicità (distorta) del carnefice.

Carcerato e carceriere sono in scacco della stessa crudele follia. Potrebbe sembrare che sia il persecutore a privare della libertà la vittima, costringendola alla fuga, al ripiegamento, a nascondersi o addirittura imprigionandola in una situazione fisica o mentale.

Ma chi conduce davvero il gioco? Chi dà la direzione? Chi decide dove portare o dove bloccare l’altro, se non l’inseguito? La crudeltà priva la vittima della sua serenità, della padronanza della sua vita, la costringe a difendersi, a resistere, a reagire, ma non le toglie la libertà del come farlo.

E il carnefice? Il carnefice non è forse completamente schiavo della sua crudeltà? Io credo che ogni volta che cerchiamo di avere potere sull’altro per limitare la sua libertà, perdiamo potere su noi stessi e limitiamo la nostra libertà doppiamente o forse esponenzialmente.

E che senso potrebbe avere una vita di persecuzione e vendetta se il carnefice arrivasse davvero al suo scopo? Eliminando la sua vittima perderebbe anche la sua ragione di vita a cui ha permesso di crescere ipertroficamente fino a togliere ossigeno a tutte le altre.

La crudeltà è un tumore dell’anima. La vittima ne soffre, talvolta né esce sfigurata o mutilata, ma il carnefice ne muore. Forse respira e cammina, ma non sorride e il suo riso è sempre più amaro e cinico: la sua anima è in ipossia.

La crudeltà è stupida, per chi la agisce, per chi la subisce, per chi la osserva.

La crudeltà è stupida perché non permette a chi la agisce di imparare dal dolore che prova e produce.

La crudeltà è stupida perché – a questo punto ne sono certa – il male punisce se stesso e chi sceglie di fare deliberatamente il male, giustificandosi la propria cattiveria e nascondendosi la sua crudeltà, si crea l’inferno in questa vita, purtroppo talvolta trascinandoci altri, trasformati in ignare e inermi pedine di un gioco estraneo ed inutile.

La crudeltà è stupida perché trasformando l’altro in oggetto, per non sentire il dolore che gli stanno provocando, mentre cercano di eliminarlo come ostacolo fra loro e ciò che vogliono, negano il fondamento stesso della relazione: l’altro. Perché essere in relazione è ciò di cui abbiamo davvero bisogno come esseri umani e per diventare esseri umani realmente capaci di amare, spezzando la catena della sofferenza nel profondo, all’origine, che è l’unico modo per vivere bene.

Mi viene in mente la mia infanzia di sorella maggiore, con uno “scocciosissimo” fratello minore, che mi stuzzicava fino a esasperarmi e poi scappava. Essendo io una buona di natura e non avendo mai avuto un gran scatto, in realtà dopo pochissimo la rabbia si volatilizzava e mi chiedevo che senso avesse continuare ad inseguirlo, così me ne andavo per la mia strada a farmi i fatti miei… fino a che… non ricominciava!

Allora senti: se sei un carnefice, lascia perdere, è stupido. Lascia andare la rabbia e il rancore, talvolta si deve imparare dalla sofferenza: accettala, impara la lezione e vai avanti. La cattiveria, per quanto possa sembrarti motivata, non serve, anzitutto a te; la vendetta, non ti darà ciò che hai perso; compiacerti e crogiolarti del dolore che causi a qualcun’altro finisce col renderti disumano e avvelenarti l’anima.

Se sei una vittima resisti, difenditi (ma senza rilanciare), aggrappati a tutte le cose e le persone belle che hai nella tua vita (e ce ne sono di certo, devi solo riconoscerle , valorizzarle, chiedere aiuto…), tieni la tua vita nelle rotaie, fai un passo alla volta con calma, guardando le punte dei piedi, godi di tutte le piccole gioie e soprattutto: cerca di stare bene, perché se penserà di non poterti far stare male, si stancherà, prima o poi smetterà e ti lascerà in pace. Riavrai la tua vita e la porterai al sicuro dove potrai curati le ferite e andare avanti.

Potrai sempre venire a sederti accanto a me sulla riva del fiume a guardare scorrere l’acqua, che c’è  da sempre, sempre e comunque, poca o tanta, limpida o fangosa, aspettando insieme di veder passare il cadavere del nostro nemico, che prima o poi, arriva sempre, anche lui. Magari sperando come me, di vederlo passeggiare sull’altra riva, vivo e vegeto, sereno… di poter raccogliere un sorriso ed un saluto in cui riconoscere un po’ di gratitudine, perché la tua presenza e li tuo modo di reagire, gli hanno premesso di crescere ed evolvere, superando l’abbrutimento in cui viveva. Può succedere e vale la pena di sperarci.

Può darsi che non sia Aprile il mese più crudele; può essere febbraio, novembre, luglio… comunque finirà, come tutte le cose belle e brutte della vita. Credo sia questo il grande insegnamento che ci porta quell’enorme dolore che è la morte: tutto finisce, anche la crudeltà, che sia per voi potente, pericolosa o cretina.

2 thoughts on “Crudeltà cretina

  1. la crudeltà è quella goccia che cade di continuo, a intervalli irregolari, facendo sempre centro anche quando cade all’improvviso. la crudeltà è di coloro che non sanno lasciare andare e che si crogiolano nel loro male sentire-sentire male e fanno di tutto per coinvolgerti. la crudeltà sembra sadica, ma è principalmente masochistica, togliendo libertà e spensieratezza nell’illusione di raggiungere uno scopo personale. la crudeltà fa sentire meno soli coloro che la praticano, perché avere un nemico é comunque e sempre avere qualcuno di cui occuparsi. la cattiveria può essere una grande risorsa per chi ne é oggetto: per diventare più forte, non abbandonandosi anch’esso ad essa. é quasi un amore. da non corrispondere-

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