written by Ariadne, London correspondent
Italian/English
“50 sfumature di grigio” di E. L. James.
Ogni donna emancipata ne parla, perfino il magazine sulla metropolitana si sente in dovere di farlo, e qui uno stralcio dell’articolo letto…
Tratta il libro come un fenomeno che ha creato una sorta di movimento di consapevolezza sociale –
e non come un convenzionale romanzo mal scritto pieno di cliché controproducenti e anti-cambiamento, che vende solamente per il fatto che ripetutamente descrive nei dettagli atti sessuali, sadomaso, bondage etc.
D’accordo. Va bene. Ma che cosa dice a proposito di questa “nuova onda di consapevolezza” ?
Dice che le donne amano essere sottomesse e dominate perché nella loro vita di tutti i giorni hanno il controllo di ogni cosa, e così “rinunciare al nostro potere per cederlo ad un uomo è molto intrigante perché normalmente le donne non cedono il loro potere agli uomini”.
Questo deve essere uno scherzo.
Dobbiamo rettificare questa dichiarazione, non è vero Mari? Immediatamente.
Penso che il libro abbia tutto questo fascino per il pubblico perché estremamente semplice, e va a toccare L’Immaginario che abbiamo, un residuo di millenni, non ne possediamo un altro: affascinante e multimiliardario è un uomo (non una donna), nonché proprietario della sua azienda di successo. La ragazza è diplomata. Ed ha 22 anni.
Lui la domina. E lei lo ama anche se non ha la minima idea di che cosa sia l’amore (a 22 anni non si è mai masturbata. Deve essere una romanzo di fantascienza-ma avevamo davvero la necessità di sentircelo raccontare? Comunque, andiamo avanti). Così, la ragazza non ha la minima idea di nulla, e rinuncia al suo potere, io dico perché di potere non ne ha mai avuto e che diversamente non sarebbe nemmeno stato possibile – e quindi, rientra nella sua categoria.
Il motivo per cui non mi è possibile starmene zittina e tranquilla riguardo a tutta questa storia è: tutto questo trambusto attorno a questo presunto nuovo movimento di emancipazione femminile non mi pare in nessun modo un fenomeno sociale, ma piuttosto una strategia commerciale costruita a tavolino attorno ad un libro (peraltro parte di una saga, stile Harry Potter, ma costruito e pensato per un pubblico femminile insoddisfatto della sua vita sessuale) che si snoda intorno a cliché e stereotipi, facendoli passare per “romantici e liberatori”.
Non me ne starò zitta perché NON sono liberatori, perché il tutto è molto sconfortante, ed è una bugia. E vende. Le bugie vendono perché sono facili da capire. Perché non c’è niente da capire, è tutto chiaro, lo è dai tempi di Adamo ed Eva.
Qui dentro non ci sono né romanticismo né liberazione, poiché il libro segue l’unico cliché a noi disponibile per immaginarci il sesso. Apritene una pagina qualsiasi, leggetene un qualsiasi stralcio e ce lo troverete. Innumerevoli volte.
Il fatto è che le donne devono ancora creare qualche cosa che non esiste. Non possiamo rifarci ad un libro del genere. Dobbiamo costruire un punto di vista che non c’è. Un immaginario dove non cediamo il nostro potere,
al contrario.
Non ne posso più, io non voglio che le donne cedano nulla, e perché dovrei?
Io voglio creare, fuori da ogni categoria. Creare sviluppo e crescita. E bellezza. Prosit!
A.
“50 shades of grey” written by E.L. James.
Every emancipated woman is talking about it, also the magazine on the tube has to keep up with it, and here is an piece of an article I read on the train today..
It treats the book as a phenomenon that created a social wave of awareness –
I want to create, outside categories. Create growth, and beauty.Cheers,
A.


Che troiaio di libro.
Scrivere di esseri umani completi, in cui la parte maschile e femminile riesce a convivere non è più moderno?
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Ma allora dove sono gli uomini, i padri ed i compagni, e quale ruolo viene imposto loro?
E perché noi donne non vogliamo considerare che tutto questo sia avvenuto anche loro malgrado,
imprigionando entrambi in un gioco di ruoli e di specchi, fatto di piccole e grandi ipocrisie quotidiane, che si perpetrano per anni in convivenze insincere?
Come fanno le donne ad avere stima di sé, se si sono abituate a vedersi letteralmente ai piedi degli uomini?
Come può un uomo capire il valore della donna che gli sta accanto, se lei si propone adorante piuttosto che supplichevole o addirittura “servizievole”? (…se capite cosa intendiamo dire…)
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e queste rettifiche valgono anche per il voler insistere a proporre uno stereotipo altrettanto limitato e limitante degli uomini, che lo vedono per forza di cose ricco sfondato, dominante e senza morale.
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parlando di immagine ed immaginario femminile non potevamo immaginare un interludio migliore-certo che dobbiamo rettificare dichiarazioni di questo tipo Ariadne. Sono quel tipo di dichiarazioni che imprigionano le donne dentro a stereotipi e categorie di massa semplificate che impedisco ad ognuna di noi di essere, prima ancora che una donna, un individuo unico e libero che ha diritto ad avere ed esprimere la sua personalità, i propri desideri, le proprie scale di valori personali e la propria sessualità! Altro che movimento collettivo-
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Reblogged this on cronichlesofmari and commented:
“Qui dentro non ci sono né romanticismo né liberazione, poiché il libro segue l’unico cliché a noi disponibile per immaginarci il sesso. Apritene una pagina qualsiasi, leggetene un qualsiasi stralcio e ce lo troverete. Innumerevoli volte.
Il fatto è che devono ancora creare qualche cosa che non esiste. Non possiamo rifarci ad un libro del genere. Dobbiamo costruire un punto di vista che non c’è. Un immaginario dove non cediamo il nostro potere,
al contrario.
Non ne posso più, io non voglio che le donne cedano nulla, e perché dovrei?
Io voglio creare, fuori da ogni categoria. Creare sviluppo e crescita. E bellezza. Prosit!”
A.
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