TESTARDO

“Io so’ testardo
C’ho la capoccia dura
E per natura non abbasso mai lo sguardo
È un’esigenza
Perché c’ho ‘na pazienza da leopardo
…. (o vedi er gesto?!  ahrrr!!)

E so’ testardo
E non mi ferma gnente
Vado sempre avanti fino al mio traguardo
Indifferente
E non m’importa gnente se ritardo”

Canticchio sorridendo come sempre ascoltando questa canzone. Forse perché mi rappresenta dalla prima all’ultima parola. Forse perché  la prima volta che te l’ho canticchiata, gesticolandola come Silvestri, mi hai chiesto sorridendo: “Ma tu davvero ottieni sempre quello che vuoi?

Sì!!” è stata la mia risposta istantanea ma mancava una parte fondamentale della risposta: “Ogni cosa per me è una sfida. Io voglio capire. Tiro un sasso, ma la mano non la nascondo mai perché voglio che la reazione sia indirizzata a me. Perché quello che voglio sapere in realtà è cosa tu voglia da me.

Ogni singola “sassata” che ti ho tirato ha avuto la risposta che aspettavo. Risposte sconclusionate, risposte rabbiose, risposte razionali, risposte irrazionali, risposte verbalizzate, risposte taciute, risposte posturali, risposte telepatiche… risposte appunto, quelle che volevo…

Qualcuno di recente mi ha detto: “Certo che pure te sei impegnativo Nicola…” “Esticazzi  tesoro!! Mai detto di essere uno facile!! Siamo tutti impegnativi. Siamo tutti terrorizzati dagli altri. Io metto subito in chiaro quello che a cinquant’anni non mi interessa: i rapporti “occasionali” a tutti i livelli.

“Io so’ De Chirico
Dico in senso simbolico
C’ho un controllo diabolico
Quasi artistico
Del mio stato psicofisico
E se hai capito, mo’ traducilo…”

Ridi di nuovo guardandomi mentre tiro un’altro paio di sassi ma i vetri ormai son tutti rotti…. 

“Io so’ de marmo
Ma tu m’hai sbriciolato
Perché so’ testardo fino al punto
Che so’ sempre innamorato
Pure se tu m’hai già scordato
(e infatti l’hanno vista)
m’hanno informato!

Però
Se ancora un po’ mi piaci
La colpa è dei tuoi baci
Che m’hanno preso l’anima
De li mortacci tua”

Game over!!” col braccio teso e la mano messa di trequarti a un centimetro dalla mia faccia come insegnano i miei amici cazzari romani… “Rimani fin quando ti pare ma quando esci spengi a luce, a musica e chiudi a porta!! E magari già che ce stai s’avanzi du minuti lava li piatti, esci er cane e scenni a monnezza!!

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Sei onesto e sai quello che vuoi, qualità perse!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...