ERRERRE’

“In Femmina Veste” è un Micro (ma nemmeno troppo) Festival organizzato da La Bottega Buffa Circo Vacanti con degli appuntamenti incentrati sui caratteri femminili in scena. Sul femminile in scena che sia uomini che donne incontrano (dal teatro greco fino all’avvento della commedia dell’arte le parti femminili erano interpretate da uomini). Vestire le vesti femminili appunto. Il ciclo si compone di una serie di conferenze, workshop e spettacoli che terminerà a novembre 2018 e di cui vi allego in calce la locandina. In cartellone trovava spazio l’evento/incontro di sabato scorso con Shirley Djukurna Krenak di cui sono stato un fortunato partecipante. Cito testualmente dalla pagina FB della Bottega la descrizione dell’evento, chi sia Djukurna, chi sia il Popolo Krenak:

“La serata propone un viaggio visivo e di ascolto con Shirley Djukurna Krenak. Un’esperienza di avvicinamento alla lingua, alla musica, al canto e alla danza di un popolo originario del Brasile, i Krenak. Carismatica e coraggiosa, Shirley Djukurna da anni lavora per la divulgazione della cultura del suo popolo, travolto, insieme a tutta la popolazione dell’area, dal devastante disastro ecologico provocato nello stato del Mina Gerais dalla rottura di una diga sul fiume Rio Dolce dall’impresa Vale, proprietaria delle miniere della zona.”


Il resto è solo quello che ho raccolto in una serata davvero emozionante. Buona lettura e buona visione!

“ERERRE’!!… Un giorno l’uomo aveva fame e capì che doveva coltivare la terra per sfamarsi. Prese i suoi attrezzi e cominciò a scavare per smuovere il terreno. A un certo punto sentì un lamento. “Ahi… mi stai facendo male…”. L’uomo però continuò a scavare, e di nuovo quel lamento… “Chi sei?” chiese allora l’uomo… “Sono lo Spirito della Terra… mi stai ferendo… Perché mi fai questo?”. “Perché ho fame!!” rispose l’uomo e cominciarono a discutere… Lo Spirito Superiore, vedendo questa lite, decise allora di intervenire ascoltando le ragioni dell’uomo e dello Spirito della Terra e alla fine diede la soluzione: “Tu Uomo lavorerai la Terra per nutrirti rispettandola e prendendo solo ciò che ti serve!!”. “Ed io?” chiese lo Spirito della Terra. “E tu aspetterai che l’uomo che ti ha coltivata, dopo la sua morte, torni a nutrirti con il suo corpo…” ERRERE?!!”

Quando arrivo nella sala Lei è in piedi che parla con Veronica. E’ una Anima fiera Shirley Djukurna Krenak, vestita come noi ma con il capo ricoperto con gli ornamenti tradizionali del suo popolo, i Krenak appunto. Mi siedo e la osservo come un bambino. Mi siedo e cerco di ripulire la mia mente e la mia anima da tutti i miei pensieri perché so che che sarà un’esperienza “forte”, mi hanno avvisato. Mi siedo e aspetto fiducioso il primo pugno nello stomaco che quell’Anima gigantesca mi avrebbe assestato. Ma il primo non è il pugno che aspettavo, in realtà è una carezza, perché, girandosi a osservare la sala che si stava riempiendo, incrociando il mio sguardo sorride e mi fa un cenno di saluto che io ricambio quasi intimorito avendo “studiato” un po’ la storia del suo popolo. Credo di essermi “connesso” con Lei in quel momento. Credo sia stato così per tanti quella sera. Quando comincia a parlare del suo popolo in portoghese rimango stupito del fatto di capire ogni singola parola, di capire il senso delle frasi anche se il portoghese non è l’idioma che parlo abitualmente. Non mi serve nemmeno la traduzione. Non serve nulla perchè mi basta osservare il suo viso ed ascoltare per capire. Mi bastano il suo cambio di tono e la mimica del suo viso, che passano dal dolore alla gioia e poi di nuovo al dolore, per capire che il suo Popolo alla fine è anche il mio. Non importa se io sto vicino all’Adige e lei Vicino al “Watu”. L’acqua, l’aria e la terra ci uniscono e ci connettono, connettono le nostre anime se solo impariamo ad ascoltare ciò che hanno da dirci e ad avvicinarci a loro con rispetto e cura. Penso fra me e me: “Ogni particella dell’universo influisce su ogni altra particella, per quanto debolmente o indirettamente. Ogni cosa è interconnessa con ogni altra cosa. Il battito delle ali di una farfalla in Cina può influire sul percorso di un uragano nell’Atlantico.”. Ed è proprio su questo che lei sta tentando di farci prendere coscienza. Il suo popolo è stato “violentato” da ogni tipo di atrocità negli ultimi tre secoli. Ma l’atrocità più grande che hanno subito è stato veder violentata la Terra e il suo Spirito che loro avevano promesso di difendere, rispettare e nutrire allo Spirito Superiore.
Potrei passare la giornata a scrivere di ciò che i Krenak e la loro Terra hanno subito ma credo possiate immaginarlo da soli se solo vi dico che nel 1800 erano 30-40’000 ed adesso sono forse 600.
Mi limiterò a parlare dell’ultima violenza in ordine temporale: “Watu”, o Rio Doce (letteralmente Fiume Dolce) come lo chiamano i “colonizzatori”, è un fiume nel sud-est del Brasile. E’ un fiume a cui i Krenak sono interconnessi a molti livelli. Ne mangiano il pesce, ci nuotano, ci navigano, ci fanno le loro cerimonie, i loro riti. Nel novembre 2015 la rottura degli argini di un bacino di lagunaggio minerario ha rovesciato nel Watu una colata di veleno sotto forma di fango pregno di sostanze nocive derivate dall’estrazione dei metalli uccidendo 800 km di fiume. Tutto è morto o sta morendo in nome del dio denaro… tutto è morto omorendo per l’avidità dell’uomo camuffata da “progresso”. Tutto.
Djukurna è un’attivista che rivuole indietro la sua terra perchè il suo popolo possa ritornare ad averne cura.
Djukurna vuole che si parli della sua terra, non vuole soldi, vuole solo che le sue parole passino di bocca in bocca come facevano i suo antenati.
Djukurna ci fa alzare e cantare un canto Krenak uomini e donne gli uni davanti agli altri guardandoci negli occhi per connetterci. Ci fa cantare sempre più forte per liberare energia. Quell’energia che dobbiamo alla Terra su cui siamo di passaggio. Quella Terra di cui dobbiamo avere cura perché siamo, che lo vogliamo o no, interconnessi a Lei…

“Cosa Ti porteresti via dal tuo viaggio in Italia? E cosa porteresti dalla tua terra in Italia?”
“Porterei con me l’acqua e lascerei qui le piume che ho fra i capelli!! Errerè!! Obrigado!!”

Alla fine non ho potuto far altro che abbracciarla…
“Obrigada meu amigo!! Boa sorte para nos!!”


#safranandliquorice #Watu #Krenak #Energia #interconnessioni 

#inFemminaVeste  #LaBottegaBuffaCircoVacanti

 

femminavestetn

in femmina veste locandina

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